Verso il 25 Aprile. La Resistenza è coalizione sociale

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di Claudia BALDINI

C’è uno slogan che dice ‘Ora e sempre Resistenza‘.
Forse conviene riflettere su questa citazione. Sulla connotazione rivoluzionaria di quel periodo, connotazione che solo in occasione dell’omicidio Moro abbiamo ritrovato viva nelle forze più rappresentative della società.

E la connotazione è davvero grandiosa nella sua complessa semplicità. In che cosa consisteva allora, settanta anni fa, la complessità? Certamente nel dovere misurarsi con un potere politico e militare forte, compatto nel governo e popolare tra la gente. La semplicità del progetto stava nella comprensione che, pur nella diversità delle rispettive opinioni sul modello di società in cui ciascuno si riconosceva, su una cosa tutti convergevano , i combattenti e i politici del CLN: bisognava riportare in Italia libertà e democrazia. La libertà che è condivisione comune e spontanea del rispetto delle leggi, la democrazia che è partecipazione comune ed eguale alla decisione sulle stesse. Principi che da trecento anni non cambiano.

Ecco, una situazione teoricamente così complessa e così simile la ritroviamo tempo dopo contro la violenza delle BR e in difesa, ancora una volta, della democrazia. Questo significa ‘Ora e Sempre Resistenza‘.

Il Sempre occorre di nuovo adesso, in assenza di una forza di sinistra di peso: una grande massa di persone non ha più rappresentanza, non perché a suo tempo non l’abbia scelta, ma perché con la forza e l’inganno della propaganda gli è stata sottratta.
Non ci sono delitti evidenti come quello di Matteotti o le persecuzioni, ma ci sono attentati alla democrazia tramite leggi speciali come il Jobs Act o le modifiche autocratiche alla Costituzione, che formulano un Senato composto di consiglieri scelti dai partiti tra i Consigli Regionali, l’istituzione più coinvolta in indagini su tangenti e corruzione. Senato senza peso sulla funzione legislativa, ma tanto su quella amministrativa. Ed una Camera completamente asservita ai tempi ed alle esigenze del Governo. Contrappesi e tutele delle minoranze? Inesistenti.
I decreti attutativi del Jobs Act demoliscono diritti sanciti dallo Statuto dei lavoratori.
E scambiano la dignità di un lavoro con due lire di risarcimento, invece che con la tutela del lavoro quando non c’è causa oggettiva di licenziamento.
Ecco allora che servono nuovi partigiani che combattano contro questo tornare indietro, cittadini motivati a intervenire e ad elaborare proposte diverse per riformare sì , ma non nella confermazione di un modello fallimentare , bensì nella individuazione di un modello economico che dia dignità e lavoro alle persone secondo le proprie capacità oltre che il diritto ,in piena libertà, scegliersi la propria rappresentanza per trattare dei diritti di chi lavora e di chi no, dare a tutti la possibilità di sopravvivere, se non di vivere, garantire davvero il diritto al lavoro, ad un reddito di dignità, all’istruzione e la partecipazione alla vita democratica.

Per questo dobbiamo – pur avendo idee di vita futura anche diverse, ma comunque circoscritte in un recinto di comuni valori di solidarietà ed uguaglianza – dobbiamo tornare partigiani per riconquistarci il maltolto e una degna rappresentanza politica. Per questo un signor lavoratore e sindacalista, alla maniera di Di Vittorio ,si sta impegnando per unire la gente invisibile al Parlamento. L’augurio di ciascun cittadino che abbia in tasca la tessera della CGIL, deve essere quello che la CGIL sostenga questa azione politica.
Dal basso si rifonda, da noi.
Ciascuno di noi deve dare il massimo per portare avanti questa nuova Coesione Sociale, sollecitata da Maurizio Landini.

E mi trovo bene in Essere Sinistra perché è un gruppo che lavora in questa direzione, con le donne e gli uomini tutti che ne fanno parte, per sostenere in concreto, con gli strumenti a disposizione in rete, oltre che dove ci sono, sul territorio, questa azione unitaria. Siamo disposti a riporre nel cassetto le bandiere personali per riaprire il cassetto del Sogno Democratico. Dell’emancipazione dell’essere umano dall’oppressione che lo dirige verso strade non volute. Della protezione del bene comune, della nostra socialità e della libertà umana.
I valori di ogni Resistenza.

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