Non facciamo gli indiani

circobuffalobill

di Massimo RIBAUDO

Li vedo annusarsi, scambiarsi segni e messaggi con lingue non biforcute, ma tra loro incomprensibili. Sono gli elettori dell’ ex-Pci, sono gli ex elettori del Pd, di Sel, di Rifondazione Comunista, dello scomparso Ulivo, della scomparsa Unione, della scomparsa sinistra Arcobaleno, della scomparsa Rivoluzione Civile, delle tante sconfitte elettorali. Sono i civatiani, i bersaniani, i dalemiani, i cuperliani, i vendoliani, (pensate, ci sono i bindiani ed i lettiani: cose che non ci si crede, signora mia), i rifondaroli, Toni Negri (augh!), che, come tribù indiane, vorrebbero riunirsi per sconfiggere il viso pallido, ed anche un po’ flaccido e butterato: quello di Matteo Renzi.
Fatemi il piacere. Prendiamo questa narrazione e buttiamola via. Prendiamo le figurine dei nostri capitribù e adorniamoci la cameretta degli hobby. Non siamo indiani contro la modernità ed i fucili dell’uomo bianco. E, se lo fossimo, saremmo massacrati. I valori e le promesse, quelle che hanno anche più di due secoli, invece, cerchiamo di mantenerle.

C’è un nuovo mondo. Volete abbattere il capitalismo? Beh, ci dite come si fa, altrimenti vi mettete a lavorare seriamente. Ce lo dite con teorie e prassi precise e conseguenti, così come i signori capitalisti invece affermano la loro potenza.

Non lo sapete? Allora, intanto, addomestichiamo la belva.

E scriviamo sulla pagina bianca.

Primo punto. Europa, o non Europa? Se si vuole tornare allo stato nazionale non ci si nasconda dietro le accuse all’euro. La moneta c’entra davvero poco. Dietro la moneta ci sono i governi nazionali. Dove c’era una politica che ha tutelato gli interessi nazionali, in Germania, l’euro ha funzionato. Dove c’era corruzione e privatizzazione di ogni rapporto politico abbiamo assistito al crollo.
Niente alibi, per favore. I Trattati, se si formano nuove maggioranze in Europa, possono essere cambiati, come è già stato fatto. Purtroppo dai governi di destra. Hanno vinto loro, le elezioni. Certo, si sono comprati giornali, giornalisti, TV, deputati. E così che funziona il capitalismo, cosa credevate? Compra chi e cosa si vende.

Però diciamolo: nessun partito, nessun sindacato che si richiama ai valori di Sinistra, all’interno degli stati membri, ha una dimensione europea. Nessuno parla con gli altri, mentre le banche e la finanza lo fanno. Se la finanza è globale e tu ti sai occupare solo delle questioni di una città di meno di diecimila abitanti sei destinato a scomparire.

Quindi, la prima cosa che una sinistra deve fare è trovare subito una sua classe dirigente che comprenda e sappia gestire la globalità.

Oppure, lo dica. Pensa di tornare allo stato nazionale che gestisca una lenta ed inesorabile decadenza. Quella che altri chiamano decrescita: che non è mai felice.

Certo, i fattori di crescita e gli stessi indicatori vanno aggiornati, come i trattati europei. Il Pil va ridiscusso, ridefinito, ricalcolato. Ci vogliono idee, non slogan. Quelli, appunto, li lasciamo al viso pallido ed anche un po’ tonto.

Lavoro, democrazia, uguaglianza. Perfetto. Come lo crei il lavoro? Permettendo che lo Stato torni ad essere innovatore e finanziatore. Quindi, faccia pagare le tasse. Chi ha di più paga di più, chi ha meno, di meno. Segni semplici. Parole chiare, definitive. Quindi, si smette di rubare e di comprare voti. A Sinistra.

Democrazia partecipativa e rappresentativa. Il rappresentante è meno importante del rappresentato, allora. Si inverte, anche nel più piccolo rapporto quotidiano, la polarità del potere. Gli elettori consapevoli e partecipanti hanno il potere. E nessun candidato o eletto può trattarli da numeri che gli servono per accedere ad una sede istituzionale. Nessuno può trattarli da rompiscatole, dopo il voto. Sei stato eletto? Bene. E’ il lavoro più duro e difficile che potessi trovare, in queste acque inesplorate, quindi va anche ben pagato. Ma nessun privilegio, per l’eletto. Pochi onori e molti oneri.

Potere a chi lavora, a chi produce contenuti, idee, progetti. Non solo a chi sa intessere relazioni amicali che poi sottintendono favori. Che dal favore all’amico, si passa alla corruzione. E’ solo uno scalino più in basso.

E così si arriva all’uguaglianza. Davanti alla legge, davanti al bancario che deve accordarti un prestito, davanti al professore universitario, davanti al poliziotto, al Magistrato, al notabile, davanti al tuo rappresentante politico.

E’ un mondo globale che uccide ed opprime i più poveri. In ogni angolo del mondo. Costretti a fuggire, a scappare, a morire. E’ possibile operare una politica di accoglienza che ci renda un popolo con nuove etnie al suo interno? Lo vogliamo? Vogliamo non sentirci complici di un eccidio di massa senza precedenti mentre noi invecchiamo sempre di più e non abbiamo più niente da dire dal punto di vita della civiltà e del progresso?

Questi sono i valori reali e secolari della Sinistra. La personale ed individuale diversità non comporta mancanza di opportunità e disvalori sociali. Non siamo tutti fratelli ed amici, ma siamo tutti esseri umani, quindi abbiamo già un valore per questo. Si parte così. Oppure sarà solo un incontro tra tribù che evocano spiriti che loro stessi hanno tradito.

E verranno travolti da quell’altra parte di popolazione – esiste, “they lives” -, che si fonda invece sulla sopraffazione, sull’arbitrio, sulla legge del più scaltro e più forte. Sulla gerarchia data dal denaro e dallo status ereditario. Sul titolo di studio, magari pagato da papà.

E’ una nuova rivoluzione francese, europea, occidentale. Contro il PRIVILEGIO PER NASCITA. Contro l’oppressione delle corporazioni fasciste mai morte. Contro un’Europa ed un’Italia dove, dopo trenta anni, il figlio di chi non è “nato bene” avrà un’istruzione ed un reddito minore di quello della sua famiglia. Siamo tornati indietro perché non abbiamo saputo difendere i diritti. E, se c’è stato un Little Big Horn della Sinistra italiana è stato l’8 dicembre del 2012. E’ finita. Bisogna crearne una quarta, dopo quella borghese dell’800, il socialismo ed il comunismo del dopoguerra. La sinistra, dopo il crollo dell’Urss non è mai nata, in fondo. E’ stato solo un lento decadere di una classe dirigente incapace ed inadeguata. Siamo davanti ad una nuova mutazione del capitalismo, dove il denaro viene prodotto dal commercio e dalla tecnica di speculazione su eventi futuri. Commercio, quindi, anche delle nostre vite, ridotte a cose gestite da pochi eletti. Ci piace? Non credo.

E’ da qui che parte la scelta. La scelta di coinvolgersi in politica perché la parola Sinistra abbia un senso. Se si vuole ancora darglielo.

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3 Pensieri su &Idquo;Non facciamo gli indiani

    • Laura, scusa, ma ci hai fraintesi.
      L’uso della parola indiani si rifà ad un modo di dire largamente usato. Lungi da noi essere su posizioni contro i nativi americani e la storia degli USA la conosciamo in maniera approfondita.
      Si è solo usata una locuzione che comunque non vuole sminuire o svilire la storia di quei popoli, ma solo sottolineare certe posizioni così come vuole la vulgata in quella definizione.
      Spero si sia chiarito, con questa spiegazione, il fraintendimento.

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