La dittatura ai tempi del PD

dictatorship

di Mario GALLINA

Credo che il mio metro di misurazione della democrazia forse sia sbagliato, perché mi chiedo come si possa sostenere una situazione che vede il PD sostituire ben dieci membri in commissione parlamentare, in quanto non d’accordo con quello che vuole il Presidente del Consiglio, in totale disprezzo della Costituzione, e senza che nessuno dei Deputati sostituiti si sia incatenato alla Camera!

Tutto scorre normale, i dirigenti PD vanno normalmente alle comparsate in tv, come se niente fosse.
Capisco che la questione Mediterraneo “tomba della solidarietà Europea”, si è trattato di un eccidio di massa sconvolgente, mediaticamente rubi la scena, ma non può assolutamente passare inosservato un vulnus così grave alla democrazia, alle regole che governano maggioranze e minoranze, insomma al cuore del sistema che per certi versi ci faceva stare tranquilli, nel mentre ci scontriamo sulle nostre idee, perché ci era assicurato che il sistema tenesse.

Niente è più sicuro, niente può più essere dato per scontato. Ci rubano la democrazia sotto i nostri occhi e non si solleva uno straccio di opposizione percepibile dalla cittadinanza.


Sono contro questo PD, ma quello che succede al suo interno, di così grave, non può non interessare anche chi ne sta fuori, poiché lì si stanno facendo la prove di trasmissione di una dittatura strisciante e sorridente per valutare quali siano le reazioni, per valutare la capacità di tenuta della democrazia e la sua capacità di metter in campo anticorpi per la difesa delle libertà democratiche, quando si sottopone il sistema costituzionale a così gravi forzature. Perché, sia chiaro, di ” forzature costituzionali” si tratta. Senza la benché minima opposizione saranno sicuri che a nessuno più interessa avere un modello parlamentare dove si fronteggiano lealmente maggioranza e opposizione.

Non è scritto da nessuna parte che se non sei d’accordo in commissione, ti sostituisco! In quasi 70 anni non si è mai verificata una cosa così smaccatamente indecente e di palese violazione del comune senso democratico. Lo dico anche se penserete io esageri: siamo ben oltre, vista la ferita alla nostra Costituzione, il Cile di Pinochet o la Russia Stalinista!

È in atto una sistematica demolizione del sistema nato dalla resistenza e dalla Costituzione Italiana, e lo voglio denunciare per evidenziare il fragoroso silenzio dei media, che quando lo hanno registrato, lo hanno fatto solo come narrazione di uno scontro di potere all’interno del Partito Democratico, trascurando l’aspetto che in realtà la prova di forza di Renzi non riguarda il PD ma la struttura stessa dello Stato nel suo sistema più delicato di pesi e contrappesi. Ed è questo che va fatto sapere, se teniamo ancora alla democrazia ed allo Stato di diritto.

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