Il mio 25 Aprile

fiori

di Vincenzo G. Paliotti

Buon 25 Aprile a tutti compagne e compagni.
Celebriamo tutti questa festa che sancì la fine del fascismo, della schiavitù del popolo italiano, la fine di un periodo oscuro del nostro Paese.
Grazie a tutte le donne, agli uomini che contribuirono alla riscossa del Paese, che ci regalarono la libertà, un bene ineludibile, che a prezzo della loro vita liberarono il Paese. Non li dimentichiamo, facciamo in modo che siano sempre vivi e che siano d’esempio per tutti.

Oggi, però, a distanza di 70 anni sono tanti i 25 Aprile che io mi aspetto arrivino. Un altro 25 Aprile che ci liberi da chi ha preso in ostaggio il Parlamento sostituendosi a questo organo dello Stato per fare leggi e riforme concentrando ogni decisione su di sé e sulla direzione del suo partito instaurando di fatto una dittatura di partito con il pericolo di riportarci indietro, a prima di quel 25 Aprile 1945.

Un 25 Aprile che ridia ai lavoratori quei diritti conquistati in anni di lotte e cancellati con una riforma, il Jobs Act, illiberale ed anacronistica che riporta le condizioni dei lavoratori a quelle esistenti nel secolo scorso che tenevano i lavoratori in una condizione di servitù.

Un 25 Aprile che impedisca di privare il cittadino del diritto a scegliersi i propri rappresentanti in Parlamento. Un 25 Aprile che ci liberi dalla corruzione, dalle infiltrazioni mafiose nel tessuto sociale del Paese e che pesano in modo determinante sui nostri problemi economici. Un 25 Aprile che riporti la legalità nel Paese, quella legalità che lo stesso premier/segretario disprezza approvando l’arrivo nel suo partito, per poi candidarli a cariche pubbliche, di personaggi che hanno conti in sospeso con la giustizia buttando nella spazzatura la questione morale.

Un 25 Aprile che finalmente dia più giustizia sociale, che ci garantisca che i più deboli e i bisognosi saranno aiutati, che si arresti un processo che sta creando nuovi poveri: siamo arrivati al 10% della popolazione un numero vergognoso.

Un 25 Aprile che ci faccia ritrovare quello spirito di solidarietà che ha sempre contraddistinto il nostro popolo e che oggi è mortificato da chi plagiato da un populismo becero che sta prendendo piede pericolosamente nel Paese assiste a tragedie come quelle del Mare Mediterraneo con cinica indifferenza.

Un 25 Aprile che impedisca a chiunque di parlare di guerre, di bombardamenti che hanno sempre e solo portato lutti e disgrazie e non hanno mai risolto nulla.

Questi sono i tanti 25 Aprile che io mi aspetto e che ognuno di noi si dovrebbe aspettare ma per avere ciò ognuno di noi dovrebbe essere animato dallo stesso spirito che animò i protagonisti della liberazione, specialmente quelli che dichiarano il loro dissenso e lo smentiscono poi in Parlamento.

Un vero dissenso è confermato solo dai fatti e c’è chi per questo ha sacrificato la propria vita mentre c’è chi lo “baratta” per molto meno: per un privilegio, per una poltrona, per una carica.

Viva la libertà, viva il 25 Aprile.

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