La nube nera del Maccartismo

Marcia di protesta contro il Maccartismo degli attori di Hollywood

Marcia di protesta contro il Maccartismo degli attori di Hollywood

 


Mentre partecipavano alla sconfitta del nazifascismo, a casa loro gli americani preparavano i nuovi scenari politici nazionali e internazionali attraverso quella che comunemente veniva definita “la caccia alle streghe”: il Maccartismo.
Come leggerete, si attuò tra la fine degli anni ’40 e negli anni ’50 e fu un feroce modello di propaganda che propugnava un anticomunismo viscerale che gli USA esportarono in tutto il mondo occidentale, per sopprimere o contenere la sinistra che in buona parte dell’Europa otteneva sempre più consensi.
Quello diffuso con il Maccartismo, fu un anticomunismo che attecchì profondamente ovunque tanto che, anche se in modo velato, immotivatamente ancora residua nella coscienza del nostro Paese.
Berlusconi se ne è scientemente avvalso per evocare nella mente degli italiani, quei fantasmi che, come allora, hanno avuto un ruolo determinante nell’ascesa delle destre.

La Redazione di ESSERE SINISTRA


 

 

«È stata una vera e propria ondata di fascismo, la più violenta e dannosa che questo paese abbia mai avuto.»
(Eleanor Roosevelt)

Il Maccartismo, conosciuto anche come la “seconda paura rossa”, fu un periodo della storia degli Stati Uniti caratterizzato dall’intenso sospetto anticomunista, tra la fine degli anni ’40 e gli anni ’50.
Prende il nome da Joseph McCarthy, senatore Repubblicano del Wisconsin, e fu ideato dal disegnatore satirico Herbert Lock (Herblock).

In questi anni vi furono crescenti timori di “influenze comuniste” sulle istituzioni statunitensi, favorite anche dalla scoperta di clamorosi casi di spionaggio a favore dell’Unione Sovietica, dall’aumento della tensione dovuta al consolidarsi del potere sovietico in Europa, dal successo della rivoluzione culturale cinese nel ’49, ad opera di Mao Tzedong, e dalla Guerra di Corea (1950-1953).
Si considera che il maccartismo abbia avuto termine nel ’54, quando una commissione del Senato votò la censura contro Joe McCarthy, in seguito ad una campagna che il senatore aveva condotto contro personaggi di rilievo nell’esercito, accusate di simpatie comuniste.

I CONTROLLI
Mezzo usato per scovare le presunte spie “comuniste” fu una fitta rete i controlli di sicurezza interni sugli impiegati del governo federale, condotti dall’FBI di J. Edgar Hoover.
Questa dettagliata rete portava a galla eventuali connessioni comuniste, ed impiegava testimonianze fornite da fonti anonime che i sospettati non erano in grado di identificare.
Dal ’51, il programma richiese un certo grado di dimostrazione per licenziare un impiegato federale: doveva esistere un “ragionevole dubbio” sulla sua lealtà, mentre in precedenza era richiesto un “ragionevole motivo” per ritenerli sleali.
Le audizioni condotte dal Senatore Joseph McCarthy diedero alla “paura rossa” (Red Scare) il nome che è entrato nell’uso comune, ma essa precedette la vertiginosa ascesa di McCarthy nel ’50 e continuò dopo che venne screditato, dalla censura del Senato, nel ’54, dopo la sua disastrosa investigazione sull’esercito statunitense, che iniziò il 22 aprile di quell’anno.
Il nome di McCarthy venne associato al fenomeno principalmente a causa del suo predominio nei mass-media; la sua natura franca e imprevedibile lo rese la figura rappresentativa ideale dell’anticomunismo, anche se probabilmente non fu il più importante tra i suoi esponenti.

HOLLYWOOD
L’ambiente di Hollywood, dove lavoravano molti europei simpatizzanti di sinistra costretti a emigrare a causa dell’avvento del nazismo, fu particolarmente colpito.
Charlie Chaplin fu una delle persone accusate di attività anti-americane e l’FBI fu coinvolta nel fare in modo che venisse cancellato il suo visto di rientro, quando lasciò gli USA per un soggiorno in Europa nel ’52.
La sua carriera cinematografica negli USA finì nonostante egli non fosse stato dichiarato colpevole per alcun reato.
Walt Disney testimoniò nell’ottobre del ’47 davanti al Comitato attività anti-americane; nell’ interrogatorio parlò dello sciopero e di Herbert Sorrell, David Hilberman e William Pomerance, ma fu comunque sospettato di essere comunista.
Edward Dmytryk ed Elia Kazan furono obbligati a denunciare i propri colleghi.
Furono interrogati anche Robert Taylor, Louis B. Mayer, Adolphe Menjou e Gary Cooper.
Il compositore di colonne sonore Elmer Bernstein fu messo nella condizione di non lavorare più alle produzioni di alto livello.
Arthur Miller finì sotto inchiesta e così sua moglie Marilyn Monroe chiede aiuto a John Fitzgerald Kennedy, dato che il fratello Robert Kennedy, fu il braccio destro di McCarthy.

I PROCESSI
Gli elementi più pubblicamente visibili del Maccartismo furono i processi di coloro che vennero accusati di essere agenti comunisti all’interno del governo.
I due processi più famosi furono quelli di Alger Hiss (il cui processo iniziò prima che McCarthy iniziasse a brandire la sua lista, che non fu accusato direttamente di spionaggio, ma di spergiuro) e quello di Julius ed Ethel Rosenberg che si concluse con la condanna a morte.
Tali processi si basavano in genere su notizie fornite da informatori come Whittaker Chambers (la cui testimonianza portò alla rovina di Hiss) e i tre uomini le cui confessioni e testimonianze furono vitali per il processo Rosenberg, Klaus Fuchs, Harry Gold e David Greengrass.
La crociata anticomunista di McCarthy perse però colpi nel ’54 quando le udienze vennero trasmesse per la prima volta dalla televisione, in quanto il pubblico statunitense ricevette un’impressione molto negativa dal comportamento di McCarty e dalla sua gestione delle indagini.
La stampa iniziò anche a rendere noto come McCarthy rovinò la vita di molte persone con accuse che non erano supportate da nessuna prova o, in certi casi, da prove false.
Episodio famoso della sua disfatta fu quando l’avvocato dell’esercito gli chiese: “Signore, non ha nessun senso della decenza, in fin dei conti?”.
McCarthy soffrì un duro contraccolpo nell’opinione pubblica e venne investigato e censurato dal Senato per non aver cooperato con i membri del comitato investigativo, e per averli chiamati pubblicamente gli “agenti involontari” e i “procuratori de facto” del PC.
Dopo la censura, McCarthy perse la presidenza del comitato e uscì di scena.
Morì di epatite, probabilmente causata dall’alcolismo, nel ’57.
Quando le comunicazioni degli agenti sovietici durante la guerra fredda intercettate e decodificate vennero rese pubbliche (“vedi Progetto Venona”) e si aprirono gli archivi sovietici, l’opinione pubblica ebbe dettagliate informazioni sullo spionaggio sovietico negli Stati Uniti.
“Venona” aveva individuato 349 persone negli Stati Uniti, compresi anche dipendenti del governo.
Secondo la NSA, queste persone erano o impegnate in attività clandestine o erano state avvicinate dall’intelligence sovietica, con risultati non chiari.
Comunque, non ci sono indicazioni che McCarthy avesse accesso alle informazioni di Venona ai tempi delle sue accuse.
Del resto, né Venona né gli archivi sovietici hanno prodotto prove a favore della colpevolezza di gran parte delle persone accusate da McCarthy.

OPERE RIGUARDANTI IL MACCARTISMO
Fin dai tempi della ‘paura rossa’ guidata da Joseph McCarthy, il termine Maccartismo è entrato in uso come termine generale per i fenomeni di pressioni di massa, persecuzioni, e schedature utilizzati per instillare il conformismo con il credo politico prevalente.
L’opera teatrale Il crogiolo di Arthur Miller, scritta durante l’era di McCarthy, utilizzò il Processo alle streghe di Salem come metafora del Maccartismo degli anni cinquanta, suggerendo che un tale processo di persecuzione può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo.
Il romanzo distopico Fahrenheit 451, di Ray Bradbury (1953) tratta anch’esso lo stesso tema generale.
Nel 1991 sulle vicende hollywoodiane del maccartismo venne girato Indiziato di reato (Guilty by Suspicion, USA-Fra) di Irwin Winkler con Robert De Niro e Annette Bening.
Fin da subito dopo l’era di McCarthy, i timori di rinnovate forme di persecuzione maccartista si sono rinnovati.
Ad esempio, nel 2003, sorse l’intolleranza contro gli appartenenti all’industria cinematografica e televisiva, tra le altre, che si opposero alla Guerra in Iraq. Molti sono stati accusati di essere “antiamericani” o “non patriottici” per aver preso pubblicamente posizione su questioni di coscienza, o per aver semplicemente espresso punti di vista opposti a quelli del governo.
Alcuni, compreso il celebre giornalista Peter Arnett e il produttore Ed Gernon, furono denunciati dai loro datori di lavoro e persero l’impiego, poi lautamente ricompensati.

 

 

(fonte: http://nardin.altervista.org/maccartismo.html)

 

(immagine dal web)

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