E ora?

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di Vincenzo G. Paliotti

“Ora la nave va”, queste sono parole del premier/segretario all’indomani della prima fiducia sulle tre poste per l’italicum. (le altre stanno arrivando in queste ore).

Specifica però che “ha dovuto forzare”: chissà se si duole un po’ di questo, oppure se ne è orgoglioso come lo è di tutto ciò che sta facendo. Leggo da qualche parte che c’è stata anche, e sarebbe ancora in corso, una “campagna acquisti” : sempre per mettere la “nave” in linea di navigazione. E mi chiedo a quale mercato si è dedicato per questo, visti i risultati, viste le persone che circolano e che si “aggregano” al suo “equipaggio” – non mi pare siano dei “top player” -, per usare un termine in voga e che Renzi apprezzerà.

Infatti, se facciamo un giro d’orizzonte hanno quasi tutti una visita, obbligata, nei vari palazzi di giustizia per regolare i propri “conti in sospeso”. Ma che importa: questo è il nuovo, no?.

Il nuovo che in virtù degli accadimenti all’ordine del giorno, e se diamo retta alle giustificazioni dei renziani ma anche al dileggio che fanno verso chi come noi di sinistra parliamo di politica, o almeno teniamo di farlo, si interroga dicendo: “ma cos’è questa politica?”: roba sorpassata del secolo scorso.

Si deve andare avanti, non c’è tempo per queste “quisquiglie”. Perché il punto, la chiave, sta tutta in questo, la politica in quello che sta accadendo non c’entra più, non se ne fa più, l’Italia è diventata un’azienda condotta con i metodi alla Marchionne ed invischiata con il malaffare e la criminalità organizzata, che non ha tempo di teorizzare, bisogna fare!

E i dipendenti, che saremmo noi? Per quelli ci sono Jobs Act e Italicum che, messi insieme ottengono lo scopo di “tenere buoni” lavoratori ed elettori, che con queste due “perle di democrazia” sono stretti in un angolo come quel pugile che è sovrastato dal suo avversario e le sta prendendo di santa ragione.
Lavoratori ed elettori ho detto, le due categorie più “fastidiose” per l’uomo solo al comando, quelle più “pericolose” per l’attuazione dei suo progetti di governo senza disturbare il manovratore.
Ma può una nazione vivere senza politica? Può vivere senza che i cittadini esprimano le loro opinioni nominando i propri rappresentanti, può vivere uno stato dove i lavoratori sottopagati, con la sola speranza di un “premio” alla loro sottomissione, vivano con la spada di Damocle del licenziamento facile?

Ma “la nave va”, come ha dichiarato appunto il capitano, l’ammiraglio, il capo di stato maggiore, il conducente del tram che si chiama desiderio di potere, insomma perché ormai è così. Il premier segretario si è preso carico di tutta la nazione e di tutte le sue funzioni, in spregio della Costituzione, con il silenzio complice del garante della stessa, eliminando tutti i suoi oppositori lasciandone i “cadaveri” alle sue spalle.
E’ un quadro un po’ apocalittico ma è la realtà dei fatti.

Il Parlamento non conta più nulla, è solo il luogo dove il premier/segretario/tutto si autocertifica, si autocompiace, la politica ridotta alla stregua dei commenti del lunedì al bar dello sport per commentare il campionato di calcio. Intanto però i disoccupati aumentano, il PIL è sempre lì, il debito pubblico aumenta. Ora, per completare, gli manca solo di dare il colpo finale alla scuola e poi potrà vivere di rendita. I sudditi dovranno svolgere le sole funzioni che gli sono rimaste: “pagare le tasse” centrali e locali per far ingrassare sempre di più quelle classi che sostengono il governo e le sue “attività” e che non devono essere “disturbate”, e consumare e chiedere mutui alle banche amiche del premier.

In tutto questo, come ho già detto, sono morti la politica, il senso della rappresentanza, i partiti, ma è morta anche la solidarietà nazionale che ci ha sempre salvato, perfino dal terrorismo che se tornasse, non so come finirebbe, frazionato com’è il Paese e senza uomini come Sandro Pertini che a quelli dichiarò guerra e Carlo Alberto Dalla Chiesa che costituì il suo braccio armato.

Ora, grazie alla svolta, al cambio generazionale, alla rottamazione siamo “moderni”, attuali ma siamo molto più deboli di prima. Berlusconi col suo avvento ha creato i presupposti perché accadesse quanto sta accadendo, Renzi ha capitalizzato quei presupposti e li ha fatti suoi completando l’opera di smantellamento dello Stato di diritto.

Spero non arrivi qualcuno che, con il terreno così preparato, possa fare anche di peggio.

 

(Immagine dal web)

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