Un 1° Maggio dedicato

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la Redazione di ESSERE SINISTRA

Per questo giorno così importante abbiamo deciso di affrontare un argomento che troppe volte passa sotto silenzio e di certo non a caso,  il lavoro delle donne.
Lo faremo lungo tutto il corso di questa giornata attraverso una serie di documenti e articoli che ripercorreranno le tappe fondamentali delle loro conquiste e le confronteranno con la situazione che attualmente vivono le donne nel mondo del lavoro.

Le donne sono il motore di questo Paese, un Paese che ha scelto di non perseguire quelle politiche di riconoscimento della loro dignità di Persone prima ancora che di donne, che non consente loro di essere rispettate e protette professionalmente nel momento in cui decidono di mettere al mondo un figlio, che si fanno carico di quello che dovrebbe spettare ad uno Stato moderno, civile ma soprattutto evoluto culturalmente: il welfare.

Sì, sono ancora le donne a rappresentare i veri ammortizzatori sociali in Italia.
Sono le donne che crescono i propri figli lavorando e facendo sforzi inimmaginabili per far fronte alle carenze gravissime dello Stato, le donne che accudiscono i propri famigliari nei passaggi più difficili della vecchiaia, le donne che si preoccupano di far fronte alla crisi economica attuando quelle strategie necessarie ad arrivare a fine mese con stipendi sempre più irrisori rispetto al costo della vita e qualcuno dovrebbe chiedersi cosa significi in termini economici tutto questo, che ricadute abbia e se non sia una forma di strisciante e silente sfruttamento del lavoro che una donna è in grado di fare.

Ancora le donne a sopportare il peso della crisi quando si tratta di perdere il lavoro, quando per conservarselo accettano i peggiori compromessi che a dispetto di ciò che si crede sono sempre presenti e peggiorano di giorno in giorno perchè il ricatto è diventato ancora più profondo e lesivo non solo dei diritti ma anche e soprattutto del rispetto della persona, il rispetto della sua intimità. La violenza che una donna che lavora subisce, è sottile ma continuativa ed è agita in più ambiti del mondo del lavoro e della famiglia assumendo molteplici forme.

Sono ancora le donne ad aver contribuito in modo saliente, col loro lavoro, a far uscire questo Paese dalle conseguenze della guerra, ancora soprattutto loro a pagare le scelte dissennate delle politiche economiche di tutti i governi che si sono succeduti specie negli ultimi vent’anni.

Sono ancora loro che debbono portare il peso delle macerie sulle loro braccia, oggi come nel dopoguerra.
Ieri con le carriole, oggi con il prezzo che pagano alla crisi di sistema, un sistema che le vuole ancora più schiave tra gli schiavi.

Vi invitiamo a seguirci e auguriamo buon 1° Maggio a tutti, ma particolarmente a tutte.

 

 

(immagine dal web)

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