Renzi e il dialogo sulla scuola che non c’è

nonsente

di Vincenzo SODDU

Insomma, Renzi una cosa finalmente l’ha fatta, dopo lo sciopero degli insegnanti, anzi due…
Ha mandato una mail a tutti gli insegnanti e ha scritto alla lavagna, sì, avete capito bene, ha scritto alla lavagna, mica una lavagna multimediale, una LIM, uno di quei mostri tecnologici di cui ci hanno dotato senza insegnarci come usarle… ma una vecchia lavagna d’ardesia… una lavagna a righe con dei gessetti colorati.

I politici, si sa, ormai sono uomini di spettacolo, e Renzi non poteva certo perdere un’occasione come questa.

Parlare agli insegnanti sostituendosi a loro, però facendo loro da maestro, perché come diceva il “suo” maestro Berlusconi bisogna parlare all’elettorato come a degli ipotetici bambini di 11 anni, magari anche scemi…

Dare lezioni e darle su un supporto vecchio, per lui che è solito usare mezzi all’avanguardia tecnologica, significa in realtà scendere al loro livello… magari gli insegnanti non capiranno, ma gli altri, quelli che la scuola l’identificano con le lavagne in ardesia, genitori in prima fila, sì, e infatti il gradimento, assoluto, allo show del Presidente del Consiglio, c’è stato. Insomma, alla fine niente di nuovo.

E la mail, riscritta agli insegnanti alla vigilia della votazione degli emendamenti votati alla Camera?
Stavolta me la sono letta, non l’ho cancellata dall’elenco della posta, perché credevo che potesse costituire un’offerta di pace o dichiarare magari un’improvvisa inversione di rotta rispetto alle ultime dichiarazioni… e invece…

” Non pensiamo di avere la verità in tasca e questa proposta non è “prendere o lasciare”. Siamo pronti a confrontarci…”
Oh, finalmente, mi dico… e continuo a leggere…
” La Buona Scuola non la inventa il Governo: la buona scuola c’è già. Siete voi. O meglio: siete molti tra voi, non tutti voi… ”
Ahia, e che vuol dire?
Che qualcuno di noi non è degno di essere considerato degno, che ha già cominciato a far funzionare le famigerate deleghe governative, o semplicemente che ce l’ha con chi ha scioperato?
Continuo, ancora…
“Vi chiedo di fare ancora di più: darci una mano a restituire speranza al nostro Paese, discutendo nel merito del futuro della nostra scuola. Il nostro progetto non è “prendere o lasciare” e siamo pronti a discutere. Ma facciamolo nel merito, senza la paura di cambiare. L’Italia è più forte anche delle nostre paure… ”

Prendo la penna, che io scrivo ancora con la penna, ed elaboro una risposta, perché il nostro Presidente del Consiglio possa tenerne conto, l’ha detto lui… poi vado al Collegio dei docenti della mia scuola, che dura quattro ore di polemiche, e al ritorno la ricopio e la stampo, pronto a rispedirla la mattina dopo, perché ora sono troppo stanco.
La mattina dopo mi alzo e la prima cosa che faccio è aprire la casella di posta elettronica per mettermi in comunicazione con l’email del Governo, anzi la seconda, perché prima accendo la radio, come ogni mattina.
Ascolto…
La giornalista annuncia che il primo articolo del Ddl Renzi sulla scuola è stato già votato.

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