Campi minati

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La prima cosa da sapere è che il provvedimento del governo è una grandissima delusione per chi sperava di recuperare i soldi tagliati dagli assegni pensionistici dal decreto Monti del 2011 grazie alla sentenza della Corte Costituzionale. Un pensionato con 1750 euro lordi di pensione mensile – i conti li ha fatti l’Ufficio Parlamentare di Bilancio – avrebbe avuto diritto a 4.230 euro di rimborsi, per il quadriennio 2012-2015: ne avrà soltanto 750.

(Fonte La Stampa)

 

di Vincenzo G. PALIOTTI

E’ proprio vero che al peggio non c’è mai fine.

Ogni giorno che passa ci illudiamo di aver toccato il fondo salvo poi ricrederci e rimandare alla prossima “bravata” del governo e del suo incatalogabile premier/segretario.

E’ a dir poco disgustoso per come si considerano i problemi del paese, e con quale piglio e in quali sedi si annunciano provvedimenti che sono di importanza primaria come per esempio il rimborso che è dovuto ai pensionati per il blocco delle indicizzazioni deciso dal governo Monti che ha sollevato un problema di incostituzionalità dopo ben tre anni dalla sua applicazione. Ora le domande da farsi sono tante ma la prima che mi viene in mente è: “Presidente Napolitano cosa ha garantito nel suo mandato? Crede di aver fatto proprio bene a firmare un decreto che era appunto in contrasto con la nostra Costituzione di cui lei era il garante?”, senza cattiveria! Giusto per saperlo. Certo, glielo avrebbero ripresentato, forse. Ma il segnale politico e istituzionale sarebbe stato chiaro.

Ora, per amore di giustizia non imputo naturalmente a questo governo il provvedimento in questione, imputo però a questo governo il modo di affrontarlo, la protervia con la quale si dispone e si calpestano diritti sanciti dalla Costituzione. Le intenzioni dichiarate per risolvere il problema sono al solito contro il cittadino, a partire dal più debole a salire in su. E cosa devo sentire? Che non si è obbligati a risarcire – ed è una bugia – tutti. La sentenza parla chiaro: il riarcimento si estende a tutti i pensionati. Quindi, si comincia a far trapelare l’idea che le sentenze della Corte sono opinabili e rivedibili da parte del Governo. Pensateci.

Addirittura un sottosegretario lo dichiara immorale, ignorando che l’unica cosa immorale è stata quella di mettere le mani nelle tasche dei cittadini così come dei ladri di professione e molto abili, quelli che per capirci ti tirano via il portafogli e l’orologio e non te ne rendi conto. Tutto questo si chiama “furto con destrezza”: il non rimborso o il rimborso parziale. Ora che tutto è venuto finalmente a galla ci stiamo preparando quindi ad un altro furto, questa volta senza neppure la “destrezza”. Tanto per cominciare non è ancora chiaro se il principio di indicizzazione sarà ripristinato e le pensioni adeguate. Ma la cosa più vergognosa è la decisione che avrebbe preso il premier/segretario di destinare 2 miliardi di euro per devolvere 500 euro a 4 milioni di pensionati: a sua detta se li era tenuti da parte per le emergenze mentre tutti sappiamo che li sottrae al fondo per la povertà. Detta somma non sarebbe un acconto, come tanti potevano pensare, ma si tratta di una “una tantum”: ovvero “chi ha avuto, ha avuto, e chi ha dato ha dato, scurdammece ‘o passato simm’e Napule paisà”. E no “caro” premier segretario, a parte che non siamo tutti di Napoli, il passato conta e non va dimenticato e non può essere risolta in questo modo una questione che investe la Costituzione, sennò diciamolo che anche la Costituzione, come tante leggi, è un pezzo di carta senza nessun valore di fronte al volere del premier/segretario/duce.

Non ci possiamo stare. Giorni fa il governo ha approvato una legge truffa sulle abolizioni dei vitalizi ai condannati che non ha tolto niente a nessuno, se si escludono i “quasi” ergastolani ai quali il privilegio  stato eliminato, quasi tutti sono rimasti con il maltolto e questo con il solito annuncio trionfale di Renzi e delle sue schiere.

Allora se non ci sono soldi per darli a chi spettano, perché non toglierli a chi non ne ha diritto? Allora è vero che questo governo è contro la legalità, è contro l’onestà, e contro quei “fessi” che rispettano le leggi.

Perché invece di toccare chi la pensione se l’è costruita in anni di lavoro non si va a vedere come ne godono per esempio quei parlamentari che con due mandati prendono quasi la cifra che un normale cittadino prende dopo 40 e più anni di lavoro, con un livello retributivo altissimo? Anche questo conta, o no? Questi sono i nodi da sciogliere, queste sono le questioni immorali di cui il sottosegretario Enrico Zanetti è di certo a conoscenza ma che volutamente ignora.

Per cui smettiamola con questa farsa: tra l’altro l’annuncio dato in TV, maledetta TV, non è altri che la solita propaganda in vista delle elezioni regionali dove qualche timore di perdere consensi c’è ed è palpabile per cui bisogna porvi rimedio, anche perché tanti consensi si saranno persi per un’altra questione fondamentale: il decreto sulla scuola.

E’ il modo quindi di affrontare la questione che non va bene ma ormai è una questione generale, questa non è che un’ulteriore prova che questo governo non ha nessuna idea di come e dove trovare risorse, o lo sa ma non vuole, per far marciare il Paese nella direzione giusta. Abbiamo diverse missioni militari in giro per il mondo, costo giornaliero di diversi milioni di euro, missioni che non hanno nessun rilievo né politico né strategico.

Di evasione fiscale non se ne parla più, così come la lotta alla corruzione: le riforme approvate finora sono servite solo a togliere diritti ai cittadini, ai lavoratori. Sono aumentati i contratti a tempo indeterminato, certo con gli sgravi contributivi solo i “fessi” lasciano le cose come stavano prima della Jobs Act, sgravi che prima o poi dovranno essere considerati e qualcuno li dovrà pur pagare: indovinate chi….

C’è poco da aggiungere a questo quadro “tragicomico” della situazione.

La mia speranza sta sempre nella riscossa civica, la politica è qualcosa di indecifrabile in questo periodo, c’è una commistione politica/affari/criminalità organizzata che lascia poco spazio che la soluzione arrivi da questa.

E Renzi però deve stare attento perché sta marciando su di un campo minato, anzi diversi campi minati.

I pensionati, la scuola, il mondo del lavoro, la classe media, tutte categorie oppresse e sottomesse a livello di sudditi. Tutti campi che hanno sempre coltivato i principi per i quali ci siamo liberati dalle oppressioni, tutti campi dove è coltivata la democrazia, la lotta di classe, la ricerca costante di quella giustizia sociale che Renzi e i suoi stanno calpestando. Tutti campi dai quali è nata la riscossa – oggi sono 45 anni dallo Statuto dei lavoratori  – e chi “passeggia” su questi campi, con la stessa sicumera, protervia e presunzione di questo governo una “mina” che li farà saltare in aria prima o poi la trova, è inevitabile.

 

(Immagine dal web)

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