A proposito di noi vecchie pensionate e della nostra libertà

nonnionline

di Celeste INGRAO

Sono una pensionata. E sono una nonna. Mi piace passare del tempo con i miei molti nipotini e sono felice che la mia condizione di pensionata mi permetta di farlo senza eccessivi sacrifici.
Ciò nonostante ho trovato le parole di Renzi su questo tema volgari, reazionarie e inaccettabili. Non dico offensive perché nulla di ciò che egli dice ha il potere di offendermi.

Penso anch’io che consentire una certa flessibilità nell’età di pensionamento, anche a costo di una (modesta) decurtazione della pensione, sia una buona idea. Costringere la gente – uomini e donne – a lavorare fino allo stremo è un assurdo e serve solo a rendere più difficile quel ricambio generazionale che a parole si dice di auspicare ma poi nei fatti si nega.
La flessibilità deve però servire per permettere a ciascuna e a ciascuno di dare spazio al proprio personale progetto di vita, qualunque esso sia. In un mondo in cui il lavoro, per chi ce l’ha, è sempre più alienato, e spesso totalizzante, la vecchiaia può essere un’occasione preziosa di libertà che permette di valorizzare le nostre parti “improduttive”, mortificate in una società che riconosce valore solo a ciò che produce reddito.

In questo tempo “liberato” è bello che ci possano essere spazi, per tutti, uomini e donne, da dedicare alla “cura”. Cura della famiglia, certo, anche. Ma anche – forse prima di tutto – cura di sé, dei propri desideri e delle proprie inclinazioni. Cura degli affetti, anche i più privati. Cura del luogo in cui si vive, della propria casa, del proprio quartiere e della propria città. Cura delle relazioni personali. Cura degli altri – anche gli altri “sconosciuti” – con il volontariato. Cura dei beni comuni. Cura della politica, che di cura ha tanto bisogno. E’ bello anche che in questo tempo “liberato” ci possano essere spazi vuoti. Spazi liberi, appunto, in cui ciascuno o ciascuna possa lasciarsi vivere – per il tempo che ancora gli resta – senza obblighi di orari e doveri imposti da altri.

L’essenziale è che siano scelte libere. Questa libertà vale per tutti. E prima di tutto deve valere per le donne lavoratrici, per le quali invece il nostro amato premier già delinea una seconda carriera “a servizio”.
Grazie, Renzi, ma abbiamo già dato. Abbiamo dato quando ci siamo sbattute cercando di tenere in qualche modo insieme – con alterni risultati – il lavoro, una casa da mandare avanti, i figli da crescere, l’impegno politico, le relazioni umane. E quel famigerato “tempo per sé“, la tessera in più, quasi sempre impossibile da collocare in uno schema già troppo fitto. Abbiamo già dato, come solo le donne sanno, e tutto quello che ancora potremo e vorremo dare sarà un dono e una scelta.

E se al governo stanno a cuore le donne giovani e la loro possibilità di lavorare, non pensi di poterne scaricare il peso solo su noi vecchie. Si occupi invece di quel che serve alle giovani coppie che hanno – o vorrebbero avere – figli piccoli: servizi all’infanzia efficienti e di qualità, flessibilità di orari, stabilità del lavoro, sostegno del reddito, una nuova legislazione che protegga anche le lavoratrici precarie, permessi di paternità degni di questo nome, città a misura di bambino. E – soprattutto – eviti se gli riesce di perpetuare vecchi stereotipi sessisti che ricordano i libri di lettura degli anni Cinquanta. I figli, dovrebbe saperlo, non sono responsabilità solo delle mamme; i nipotini hanno anche nonni, non solo nonne; e le donne, le donne hanno imparato da tempo a scegliere da sole cosa è meglio per loro.

PS. Ho un marito pensionato anche lui e anche lui nonno. Insieme a me trascorre molte ore con i nipotini. Come me ne è felice e come me non vorrebbe dover dedicare a loro tutto il suo tempo, per sostituire servizi carenti o baby-sitter a pagamento.

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3 Pensieri su &Idquo;A proposito di noi vecchie pensionate e della nostra libertà

  1. Brava Celeste. Condivido tutto. Sono pensionata ho lottato come una tigre per portare avanti tre figli (da solo dopo il divorzio da mio maroito) ora voglio coltivare i miei interessi che ho sempre sacrificato per dedicarmo a quello che il “governo di allora – Leggi DC” non mi ha mai dato

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  2. Io intanto mi limito a notare che sono a casa, ma mi posso dedicare solo al volontariato perché mia figlia, nelle condizioni attuali, sarebbe veramente un’incosciente a generare figli.

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