Toscana: il mistero di Villa Ragionieri

villaragionieri

di Luca SOLDI

Resta davvero difficile comprendere il motivo per il quale si susseguano di continuo le notizie secondo le quali la Regione Toscana intenda acquistare Villa Ragionieri. La struttura di proprietà Unipol, secondo quanto si legge da notizie di stampa e dichiarazioni autorevoli sarebbe in completa contraddizione rispetto alle strategie del Presidente Enrico Rossi.  Strategie che, a suo dire,  mirano ad accorpare, tagliare rami secchi, rendere efficiente, pratico e snello il servizio sanitario regionale. Per renderlo, come si dice “sostenibile” al bilancio regionale. Peccato che i segni vadano in senso contrario.

Che tutto sembri ridursi ad uno smantellamento della sanità toscana, accorpando e cancellando servizi essenziali per il cittadino. Allungando a dismisura liste di attesa per gli esami ed accorciando così tanto i tempi di degenza da mettere in difficoltà malati e famiglie. Mentre avviene tutto questo ecco un’operazione spiazzante, del tutto in controtendenza, con l’acquisto di un centro oncologico privato, appunto quello di proprietà di Unipol che ogni anno registra un deficit di 13 milioni di euro. Un affare, si dice, per la sanità toscana e per i cittadini che assistono increduli a questa deroga. In un momento in cui di Sanità si parla solo per tagli di personale ed accorpamenti di Asl.

Però, qualcuno dice “forse l’affare è per il Pd e Unipol (proprietaria dell’area ex Ligresti di Castello): ci viene il sospetto infatti – conclude Tommaso Fattori, candidato Governatore per la lista della Sinistra “Sì Toscana”- che la Regione acquisti da Unipol una struttura in perdita e in dismissione come Villa Ragionieri come forma di ‘risarcimento’ per gli interessi lesi e i diritti edificatori mancati di cui il gruppo assicurativo non potrà beneficiare a causa della nuova pista dell’aeroporto di Peretola”.

Un altro modo per continuare a socializzare le perdite e privatizzare i profitti, come da anni il settore pubblico si incarica da fare a danno della comunità, e a beneficio di pochi.

Uno scambio che resta difficile da accettare a cuor leggero, che sembrerebbe una sfacciata offesa all’intelligenza dei cittadini toscani. E che se fosse realtà segnerebbe davvero una grave colpa in chi sogna di tornare a governare la Regione senza colpo ferire. Con lo spirito “puro” di chi si sente autorizzato solo dalla propria convinzione. E perde, per “mestiere” politico,  ciò che tanto tempo aveva scelto per spirito di servizio agli altri.

 

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