Lettera aperta a Civati

civatipodemos

di Riccardo ACHILLI

Possibile supera i partiti tradizionali, sarà trasversale e nascerà dalle idee dei cittadini attraverso i comitati“.
Caro Pippo, io in realtà ti voglio bene, e ti faccio una critica costruttiva.
Non si va da nessuna parte così. Il movimento orizzontale lo abbiamo già sperimentato: preso “au pied de la lettre” significa che se siamo due cittadini, e la mia idea nel comitato è quella di dare la certificazione Dop allo Speck Tirolese mentre l’altro ha un’idea fantastica e rivoluzionaria su una nuova politica dei redditi che superi l’estrazione di plusvalore in una nuova società, le nostre idee hanno uguale dignità. L’orizzontalità schiaccia tutto verso il basso.

Preso alla grillina maniera, invece, significa che nell’assenza di strutture di mediazione democratica, che solo il partito può garantire, la necessaria sintesi la fa il Capo, trasformandosi in cacicco autoreferenziale, e riducendo la democrazia interna ad una facciata di sfoghi più o meno rabbiosi su qualche blog o “antisocial network”.

Occorre partire strutturati, la democrazia è una cosa esigente, e, secondo suggerimento, occorre partire con delle idee (non il nuovo Ulivo mondiale, che è un’idea vecchia, e che ovviamente era legata ad un assetto politico e di legge elettorale non più esistente, e ad un progressismo cattolico rivelatosi fragilissimo e peraltro, oggi, privo di riferimenti, ma delle idee adeguate alla situazione attuale della società e dei suoi bisogni).

L’ascolto del cittadino è fondamentale, poi però occorre il feed back di un programma. E su quel programma costruire massa critica. Che, in vigenza della legge di gravitazione universale dei corpi, significa aggregare per aumentare l’attrazione gravitazionale, non frazionare ulteriormente facendosi il proprio micro movimento pro domo propria.

L’aggregazione si fa sui temi, sulle questioni programmatiche che penetrano negli interessi dei gruppi sociali che si vogliono rappresentare, e solo dopo trova la formula organizzativa migliore per esprimersi nella forma, elettoralmente, più efficace.

Altrimenti si ottengono gli stessi risultati della lista Ingroia: a una costruzione decisa dall’alto in fretta e furia, senza radicamento sociale e senza una cultura politica omogenea e distintiva, vengono dati pochi voti. L’ennesima start-up politica attrae attenzione mediatica ed elettorale per qualche tempo, fino a quando è vissuta come qualcosa di nuovo, poi, invecchiando, scompare.

Avendo come collante parole d’ordine legate al rinnovamento, tali movimenti invecchiano anche molto in fretta, essendo costretti al logorante sforzo di rincorrere la frontiera ambigua e continuamente cangiante del Nuovo. Come insegna il ciclo di vita dei prodotti, il prodotto innovativo arriva prima degli altri al vertice, ma ha un declino anche più rapido.

Te lo dico per te. Vuoi fare la fine di Ingroia per godere dell’adrenalinica sensazione di essere al centro dei riflettori per qualche tempo? Mi sembrerebbe poco utile.

Allora, fai una cosa utile. Costruisci, e quello sarebbe veramente sensato, un forum di discussione politica aperto, dove confrontarsi permanentemente fra le varie componenti della sinistra politica e sindacale, e con militanti ed elettori di sinistra. Quella sarebbe la base per fare un passo avanti verso una nuova soggettualità politica a sinistra.

Su quello ti aiuterei senza dubbio.

 

(immagine dal web)

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16 Pensieri su &Idquo;Lettera aperta a Civati

  1. “L’orizzontalità schiaccia tutto verso il basso.”
    È veramente una brutta frase, con una vena autoritaria che a Renzi piacerebbe molto… Il problema dei partiti di sinistra è proprio la poca democrazia, la rarità di momenti in cui la base può veramente esprimersi (si veda l’ultimo congresso di Sel, il 2° dalla fondazione, che ha contraddetto in pieno Vendola appogiando Tsipras).
    Bisognerebbe invece lasciare più spazio all’autorganizzazione, ovvero una struttura dove l’iniziativa può sorgere da più punti, senza verticismi piramidali opprimenti ed inefficienti.
    Se le persone sentono di contare qualcosa, di poter votare e di poter proporre con pari dignità degli altri, ci si sente uguali e “potenti”.
    Fa bene perché ci si sente partecipi, facilita le persone a confrontarsi sui contenuti piuttosto che a nascondersi dietro tifoserie di finti rappresentanti.
    La sinistra dovrebbe puntare sulla “partecipazione dal basso”, ma inventando sistemi di partecipazione accoglienti anche per chi ha poco tempo, cioè il lavoratore che dovrebbe votarci (no riunioni estenuanti sull’universo mondo, ogni settimana, per poi decidere in 4 gatti a mezzanotte!).

    In quest’articolo del manifesto Loris Caruso spiega il “modello Barcellona”, un bello spunto di riflessione http://ilmanifesto.info/piu-di-podemos-vince-il-modello-barcellona/

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    • caro Pitocco , tu scrivi “no riunioni estenuanti sull’universo mondo, ogni settimana, per poi decidere in 4 gatti a mezzanotte!” . Proprio come succede anche dalle mie parti: deve essere una malattia congenita ; la decisione in pochissimi è comune a tutti i partiti, le riunioni estenuanti mi sembrano una specialità della sinistra.

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  2. Il progetto di partito di Civati era già delineato nella sua mozione congressuale: un partito “ospitale”, come lo aveva definito, capace di dialogare con la società, di accogliere le istanze di associazioni e movimenti nella logica di dare rappresentanza politica, di mantenere vivo il dialogo con i sindacati e gli altri “corpi intermedi” (che Renzi invece preferisce bypassare). In questo partito si farà uso delle “doparie”, cioè consultazioni periodiche degli iscritti e/o elettori su tematiche specifiche, dopo un’accurata campagna di informazione, per coinvolgere le persone e renderle protagoniste attive, anche solo su particolari temi che interessano loro maggiormente. Tutto ciò va però organizzato con una struttura snella ma efficace, per evitare l’assemblearismo inconcludente così come il verticismo e la propaganda di partito… una sfida affascinante, direi 🙂

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    • Quindi mi stai dicendo, Silvia, che il programma e la struttura del partito sono già contenute nella mozione congressuale. Il che, avendola votata, non mi trova sostanzialmente discorde. Ma allora il verticismo c’è. E’ quello l’input della sinistra, a prescindere da ogni altra elaborazione? Mi sembra l’accoglienza del padrone del castello, dove si deve fare solo quello 🙂

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    • Secondo me occorrono “corpi intermedi ” anche all’interno di un partito che cerchi di ridurre il distacco tra vertice e periferia : non saranno necessariamente amministratori locali nè coloro che ricoprono le tradizionali cariche di partito : quello dei corpi intermedi è un compito così importante e oneroso che non vi può essere sovrapposizione di incarichi. Tutto questo , gentile Silvia, dovrà essere all’interno di quel tipo di struttura che tu qui individui e che anch’io ipotizzo da sempre.
      Si parla poco di un partito europeo nel senso di collegamenti organici e non solo formali con gli altri partiti di sinistra europei.
      Non ho capito il senso della frase, non tua, “L’orizzontalità schiaccia tutto verso il basso.”
      Giuseppe Del Zotto

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  3. E’ il programma che delinea l’identità. L’dentità non è una cosa fissa : è in divenire e non è già costruita una volta per tutte. Questo non significa che non debba esserci nè che debba essere aereo, anzi tutt’altro; però non deve essere una camicia di forza altrimenti diventa ideologia. Il programma non deve essere solo un elenco delle cose da fare, ma invece soprattutto dei modi di affrontare le questioni.

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  4. Il mio terrore manifesto è che ancora una volta non si riparta condividendo obiettivi e strumenti ma indicando la via la popolo festante. Dobbiamo trovare un nuovo modo per ricomporre le divisioni del popolo della sinistra, costruendo insieme una strada che non sia la sommatoria di piccoli egoismi e neanche il nuovo orizzonte di riciclati di ogni specie. Possibilità per tutti di essere partecipi del percorso , anche con strumenti nuovi ( senza illusioni grilline) , purchè davvero democratici e trasparenti. Niente capi e capetti e filiere di amici degli amici,spazio reale alla meritocrazia e alla competenza e soprattutto al lavoro( politico e non ) svolto per raggiungere il risultatato.Nuova forma di movimento-partito .

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    • Gentilissima Idannamatteotti, mi pareche sia già stato piu’ volte dichiarato da Civati che assolutamente non vuole costruire una sommatoria di partitini e leggo in rete su questa stessa lunghezza d’onda tutti i sostenitori di una nuova cosa di sinistra. Concordo con te sul resto anche se qualcuno che “dirige il traffico ” ci dovrà pure essere ed un qualche piccolo potere piu’ di altri sarà necessario che abbia , senza per questo essere un “capo” nel senso che abbiamo visto per i leader degli altri partiti. Deve passare attraverso i media una nuova idea , quella della squadra e del collettivo piuttosto che quella dell’uomo solo. Che cosa intendi per “illusioni grilline”? Quello che loro chiamano democrazia diretta attraverso un click sul computer ? sono d’accordissimo e perciò ritengo necessari altre modalità di partecipazione diffusa, molto piu’ informata e piu’ discussa. Per questo secondo me sarebbero importantissimi dei quadri intermedi che fungono da connettivo tra vertici e base. fraterni saluti

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  5. Civati mi è completamente indifferente perché ritengo che la sua valenza politica se era poca prima di Renzi adesso sia praticamente nulla. Il suo tentativo di aggregarsi a Vendola e a Ferrero mi sembra semplicemente patetico. Se non sta solo cercando di mantenersi comunque a galla e di sopravvivere (ma al di fuori della politica, questi personaggi hanno un mestiere per vivere?), se effettivamente si sente di sinistra, metta giù un programma di sinistra ma fondato su basi convincenti e veda quante persone riesce ad aggregare. Se solo si guardasse intorno vedrebbe tra i cittadini tante di quelle istanze da esaudire che non basterebbe lo spazio di due legislature. Ascolti la gente, faccia un giro dei mercati sempre più vuoti almeno fino al Venerdì, ma anche i supermercati ormai stanno messi così, vada nei negozi non quelli per ricchi e per ultraricchi ma per gente normale, prenda il polso del paese poi butti giù non le innumerevoli pagine presentate dall’Ulivo, nel tentativo di contentare tutti, ma un programma di pochi punti che si possono riassumere così: Lavoro, Scuola, Tasse, Sanità, Pensioni, lotta alla corruzione e all’evasione fiscale, Lotta al fascismo di ritorno. Poi senza volergli né bene né male ci potrà presentare, a noi elettori di sinistra, il suo progetto. Segua l’esempio di Syriza e di Podemos, si schieri dalla parte dei poveri poi ne riparliamo.

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    • gentilissima Ildamarino, mi pare che tu frequenti i mercati ed i negozi per non ricchi : senz’altro ti saranno venute in mente moltissime istanze da esaudire. Perchè non provi a dare una mano nel suggerirne qualcuna ? Intanto ti inviterei ad andare alla mozione di Civati per le primarie ; è buona ed anche non sono le tavole di Mosè, probabilmente ci trovi qualcuna di quelle istanze. fraterni saluti.

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  6. Cari amici, mi sono piu’ volte chiesto del perchè molti che fino ad ieri erano tra coloro che non si occupavano di politica, stavano nell’area del qualunquismo, un po’ di destra verso il centro, oggi si dichiarano senza esitazione ed anche con un certo orgoglio, non tanto “renziani” quanto ” di sinistra”. Chi puo’ offrirmi qualche spiegazione ? Grazie

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    • Giuseppe, francamente, non notiamo questo fenomeno. I qualunquisti continuano ad essere moderati di centro o non alfabetizzati politicamente con tendenze all’autoritarismo. Poi vi sono alcuni che si definiscono “anarchici”, ma sono solo dei qualunquisti individualisti.

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      • caro compagno, mi riferivo ai nuovi renziani a cui piace piu’ definirsi “di sinistra” piu’ ancora che “renzianI”. almeno io ne vedo molti così; mi sembra come per i famili dell’antica Roma affiliati ad un antico casato importante. Si acquisisce così una nobiltà senza alcun costo. Oggi quali svantaggi potresti avere ?

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  7. Ma Il “forum di discussione politica aperto, dove confrontarsi permanentemente” era il WikiPD. Fu una boutade del duo Civati/Renzi della prima ora che cavalcarono l’idea di qualche studentello milanese… ma non fu mai realizzato. Adesso qualcuno ci sta provando ancora, con forse più coerenza ideale, su WikiPD.it

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  8. “Possibile supera i partiti tradizionali, sarà trasversale e nascerà dalle idee dei cittadini attraverso i comitati“. Non so dove è scritto e chi ne è l’autore. Mi pare una definizione ancora generica, forse già usata nei tempi passati da movimenti vari. Puo’ piacere ma si puo’ veramente servirsene per il nuovo “Possibile” ? Ma chi sono i cittadini ? ed i comitati ? Occorre andar oltre queste vaghezze. Auspicherei che ognuno dei frequentatori di questa pagina si esprimesse su tali ipotesi o su alternative.

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