Le bugie, le promesse da scout, e tredici miliardi di euro per quelle inutili macchine volanti

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di Luca SOLDI

Evidentemente, non si è tenuto conto che certe bugie hanno le gambe corte poiché fino all’ultimo si è negato l’innegabile. Si sono “dimenticate” le promesse. Si, perché si è andati ben oltre al fatto di nascondere la informazioni circa una delle questioni che la Sinistra (quello che ne rimane), le Associazioni, i Movimenti pacifisti hanno sempre considerato fondamentali: lo scellerato acquisto, in questi tempi di recessione, dei costosissimi e sfortunatissimi F35. Quei “gioielli”, della scienza e della tecnica applicati all’arte militare. Quelle “macchine volanti” piene di difetti e di sistemi di controllo inestricabili e malfunzionanti. Quel concentrato di tecnologia, di scienza votata ad una tattica di guerra che oggi, al tempo dell’Isis, appare improbabile e solo degna, probabilmente, di qualche costosissimo war-game.

Avevamo, per qualche tempo, sperato che non trovando traccia degli F35 nel famoso Libro Bianco della Difesa, uscito poche settimane addietro, dove si espone il piano degli investimenti e dei progetti della galassia militare, la questione fosse stata, per davvero, accantonata o perlomeno ridimensionata drasticamente. Qualcuno aveva anche creduto alla parola da scout del Presidente del Consiglio, che ricordiamo perfettamente, ebbe a dire ai “lupetti” durante il raduno della Route 2014, a Pisa, nel Parco di San Rossore: “La più grande arma per costruire la pace non sono gli Eurofighter o gli F35, ma la scuola. Quando fai delle spese che sono inutili, per il gusto di buttare via i soldi, ti senti piangere il cuore“.

Oppure quando nel lontano 7 giugno 2012, un rottamatorio commento Twitter aveva criticato il Governo Monti affermando: “Sono d’accordo nel chiudere i piccoli tribunali. Però non capisco perché buttare via così una dozzina di miliardi per gli F35”. E molti di noi, a quelle parole ed a quelle promesse avevamo creduto. Avevamo davvero pensato che la strada, il cammino fosse quello giusto.

Adesso, invece, ci dicono che avevamo capito male e che avremmo dovuto stare più attenti e magari leggere il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa, dove il programma F35 viene confermato nella sua spesa globale. Confermando che tanta acqua è passata sotto i ponti, che i buoni propositi e le promesse da scout sono ormai dimenticate. Lasciando, la prima persona responsabile, la ministra Roberta Pinotti di fronte a gravi responsabilità verso il Paese e verso le Camere. Lasciando così senza seguito le indicazioni, gli impegni che la stessa Camera dei Deputati aveva imposto al governo, in una mozione sull’argomento, del settembre scorso.

Ed e’ proprio su questo punto, sia Sel che il Movimento 5 Stelle, hanno chiesto le dimissioni nei confronti della Ministra, annunciando che nei prossimi giorni raccoglieranno le firme per formalizzare la richiesta alla Camera dei Deputati. Con l’accusa di essere una persona inadatta a rivestire un ruolo così importante per una funzione istituzionale così importante e delicata.

Più sommessamente, anche alcuni deputati e senatori del Pd hanno espresso tutta la loro contrarietà, annunciando che nei prossimi giorni faranno sentire pubblicamente il malumore evidente per la mancata riduzione degli stanziamenti agli F35.

Un malumore, che, se la popolazione fosse informata adeguatamente, risuonerebbe ben più alto delle improbabili traiettorie degli F35.

 

 

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2 Pensieri su &Idquo;Le bugie, le promesse da scout, e tredici miliardi di euro per quelle inutili macchine volanti

  1. Solo per amor di precisione e perché non amo le sottovalutazioni interessate. Gli F35 non sono “sfortunatissimi” e pieni di difetti. Sono solo macchine estremamente complicate, con sistemi e tecnologie estremamente innovativi, il cui sviluppo può durare anche decenni, come è capitato anche ad altri aerei che li hanno preceduti. Non sono più i tempi dello Spitfire, che non aveva niente di più complicato del motore Merlin che lo equipaggiava. Per portare il Tornado a maturazione, quello che ora ha 40 anni di servizio sulle spalle e cellule così sfibrate da poter volare solo con pesanti limitazioni, ci sono voluti 9 anni solo per arrivare al primo volo, nel ’74, e ricordo che a ogni minimo intoppo nel processo di sviluppo, immancabile nella tecnologia allora innovativa dell’ala variabile, si sragionava sulla “trappola volante”.
    No, il problema degli F35 non è che siano dei fallimenti, perché non lo sono. Il problema è che sono assurdamente costosi e noi, semplicemente, non ce li possiamo permettere, e il fatto che siano così dispendiosi, ai miei occhi perlomeno, è ancora più inaccettabile di qualsiasi loro problema di progettazione, perché un difetto lo si sistema, ma il costo di una macchina avanzatissima è e rimane alto, anzi non può che aumentare.
    Dunque se l’esigenza è quella di rinnovare la linea cacciabombardieri, anche per non spendere altri soldi in una forza armata che non può svolgere i propri compiti, buttandoli dunque via, sarà il caso di abbassare di molto standard e pretese.

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