La ramazza di Rosy servirà?

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di Vincenzo G. PALIOTTI

E’ stata pubblicata la lista degli impresentabili dalla Commissione Parlamentare antimafia.
Tutti contenti (?), però mi chiedo, e forse sbaglierò: a che serve una commissione del genere se stabilisce dei principi di non eleggibilità che non sono dei divieti perché poi a decidere chi votare deve essere l’elettore? Infatti nella conferenza stampa di presentazione di questa lista ho sentito la presidente Bindi dire che queste non sono limitazioni, né divieti aggiungo io per rendere più comprensibile il concetto: perché diversamente si potrebbe pensare che sia la Commissione stessa ad indirizzare il voto.
La commissione informa, l’elettore poi è l’elettore stesso che decide.
Ma allora se domani si presenta un mafioso riconosciuto, ma non ancora condannato in via definitiva, si applica lo stesso principio? Cioè: “noi vi informiamo su questa persona, sulla sua “moralità”, poi sta a voi decidere se votarlo o meno”.

Ma così non si arriva a nulla, si sa benissimo che chi si presenta di solito con queste “referenze” ha sicuramente un seguito elettorale, quasi certamente frutto di un’altra “virtù” che si accompagna spesso con quelle accertate: “il clientelismo”, così continueremo a candidare chiunque e anche fare liste come questa non servirà perché il “bacino” di elettori, specie per le elezioni locali, non farà mai mancare il suo appoggio a certa gente.

Ora, nel caso di De Luca pensate che il suo elettorato si farà influenzare da queste “informazioni”? Informazioni tra l’altro che già erano ampiamente note a tutti e nei dettagli.

Oltre tutto ciò bisogna prendere nota che nella lista non ci sono i rinviati a giudizio di ogni reato ed i condannati per peculato perché quelli dovrebbero, sì dovrebbero, essere messi fuori dalla legge Severino. Aggiungendo i nomi di questi la lista sarebbe stata composta da più di cinquanta “elementi”, che comunque godranno dell’anonimato da questo punto di vista e potranno “tranquillamente” candidarsi.
Un’altra occasione persa quindi per fare un po’ di pulizia.
Un’altra occasione persa per buttare fuori dai palazzi del potere le mafie, il malaffare e i disonesti che fiancheggiano queste attività. La solita cosa italiana. Sono sinceramente e profondamente deluso.

Si poteva almeno aggiungere a questa lista l’aggettivo “indegni”, secondo queste informazioni, di essere candidati. Adesso, invece, le responsabilità cadono su chi va a votare e non su chi li propone, come invece sarebbe stato giusto fare.

Del resto se un premier/segretario di fronte ad un fenomeno così esteso della camorra nel casertano risponde che la camorra va combattuta con i suo “twit” sul lavoro (e con le sue foto con Marchionne) mi rifaccio al mio articolo sull’anniversario della morte di Giovanni Falcone per ribadire che lo Stato contro le mafie è presente solo alle commemorazioni di quelli che sono morti per la giustizia, e, in quanto morti, non possono più parlare ed urlare contro chi tradisce il loro sacrificio ogni giorno.

Le reazioni del PD non sono meno indegne dei componenti la lista. C’è chi addossa alla Bindi un desiderio di vendetta e quindi un regolamento di conti tra maggioranza e minoranza del PD. Anche Forza Italia è di questo avviso, ma qui siamo nella normalità. Quello che fa senso, proprio così, sono le dichiarazioni delle schiere del premier/segretario che attaccano la Bindi addirittura accusandola di svilire la Costituzione, in che modo poi lo sanno solo loro.

ernestocarbone

De Luca che minaccia di querelare la Bindi, tipica reazione del “lei non sa chi sono io”, e invece la Bindi e tutti noi lo sappiamo bene chi è De Luca.

Non ho ancora notizie sulle reazioni del premier/segretario, vediamo cosa si inventa: su Twitter, naturalmente.

La “banda” PD è capeggiata dal suo stesso Presidente Orfini: “La Bindi vuole riportare i processi in piazza”.

Io aggiungo invece che loro fanno tanto per insabbiare e Rosy la “Pasionaria” invece informa la gente. Meno male che quella commissione l’hanno voluta e votata proprio quelli che oggi protestano e si indignano, ma si sa il trasformismo velocissimo, come il #cambiaverso ordina, è una delle maggiori virtù delle schiere del premier/segretario.

Io sono un garantista ma credo che chi deve stare sul ponte di comando deve avere la fedina penale pulita, immacolata per poter pretendere da tutti i cittadini la medesima onestà.

Il garantismo inteso come lo intendono i vari Renzi, Berlusconi, De Luca e tanti altri non è che una patente di impunità che nessun codice penale, civile, o codice etico di un partito, con il quale loro giocano agli “aeroplanini”, prevedono.

 

(immagine dal web)

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