Una proposta per la Sinistra, la Democrazia e la Repubblica. Per l’unità popolare

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La Redazione

Questo potrebbe essere l’ultimo 2 giugno della nostra Repubblica democratica, rappresentativa, costituzionale.

Il tentativo di trasformarla in Repubblica presidenziale plebiscitaria è in stato di avanzata realizzazione, con la complicità di coloro il cui consenso popolare – i voti che hanno preso, con cui sono stati eletti – sono riferiti a valori politici contro l’assolutismo, il potere del singolo, il plebiscito della folla verso il Capo.

I parlamentari del Partito Democratico stanno modificando, approvando l’Italicum e apprestandosi a votare la riforma definitiva del Senato, un presidenzialismo monocamerale senza garanzie per le minoranze. Un presidenzialismo autoritario.

E’ questa la forma di governo, la costruzione giuridica, che ha permesso la vittoria delle dittature in tutto il mondo.

E’ stupido non voler sentire parlare di fascismo.
Quando si eliminano i poteri di intermediazione dei corpi sociali, quando si instaura una cultura che vede nel Capo il fulcro delle soluzioni politiche con scarico di tutte le responsabilità verso di lui e verso la sua corte, ci troviamo in un’area che non è più quella della democrazia occidentale.

Il popolo sceglie un padrone, non un rappresentante dei suoi interessi, bisogni, idealità.

E’ già successo nella storia.
Oggi siamo in una fase politica che sta di nuovo ripresentandosi con le sue seduzioni e i suoi rischi per l’emancipazione e la libertà dei singoli e della società.

Assistiamo alla nascita di lodevoli tentativi di reagire a questo stato delle cose che ci conduce verso un modello presidenziale di tipo plebiscitario.

Dobbiamo però prendere atto che ognuno di questi tentativi parte dall’alto, dalla volontà di un uomo politico, da un gruppo dirigente che ancora si situa all’interno del sistema partitico che ha prodotto la crisi, e, in quanto tale, non riesce a proporre soluzioni che siano autenticamente alternative al sistema esistente.

In fondo, se un partito accetta l’Italicum entrerà nella sua logica elettorale. Ricercherà il consenso attraverso quel modello comunicativo e contenutistico.
Il modello maggioritario che spinge a trovare soluzioni mediane per accontentare quanti più elettori possibile.
O prenderli in giro nel modo più abilmente subdolo.

Non è così che si crea un programma alternativo.

Per contrastare chi ci offre un 2 giugno di parate governative di esaltazione dell’uomo della provvidenza, quanto più lontano dallo spirito repubblicano che informò l’azione dei Padri Costituenti, crediamo sia un altro il metodo da seguire.

Si deve fare un discorso politico che ricrei una COSCIENZA DI CLASSE, che ci porti ad un reale e concreto conflitto con il modello neocapitalista in atto.

Sono discorsi a cui non siamo abituati, vero?

Come ha scritto Roberto Rizzardi, “si parte, come Podemos, come Syriza, dalla volontà/capacità di semplici cittadini di farsi coinvolgere in un processo fondativo e con la prospettiva, credibile, di poter poi partecipare al governo delle iniziative individuate”.

Certo ci sono dei promotori, ma non si devono proporre imperativamente quale gruppo dirigente.
Si devono mettere al servizio di una linea stabilita collettivamente e in modo condiviso, di un percorso, di un metodo, dopo aver fornito le premesse organizzative e facilitato l’acquisizione degli strumenti di base, lasciando poi alla gente il compito – e l’onere – di sviluppare, gestire, verificare e controllare il progetto politico.

Ed è questo che abbiamo deciso di fare con l’apertura del nostro gruppo su Facebook PROPOSTA DI ESSERE SINISTRA.

  • Il Manifesto lo potete leggere qui
  • Le finalità del gruppo sono riassunte in questo documento
  • Il regolamento per una discussione coinvolgente, costruttiva e feconda è questo.

Vi invitiamo tutti a partecipare, ad evidenziare le vostre esperienze, le vostre volontà e a promuovere le proposte esistenti per poi giungere a crearne di nuove.

Per la Democrazia, la Repubblica e la Sinistra italiana.

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3 Pensieri su &Idquo;Una proposta per la Sinistra, la Democrazia e la Repubblica. Per l’unità popolare

  1. Pingback: Civati, Sel e Prc verso un progetto nazionale | Notizieblog.tk

  2. Presidenzialismo o parlamentarismo? E’ questo il dilemma? Queste due diverse forme di stato sono entrambe risposte a due diverse esigenze che comunque coesistono nella realtà al di là delle diverse visioni politiche della società: governabilità e partecipazione. Esigenze opposte che trovano sintesi e composizione solo nella esatta definizione e netta separazione tra i poteri legislativo ed esecutivo. Quando si piegano le leggi elettorali all’esigenza della governabilità si opera una innaturale commistione tra i due poteri. Per farla breve sarebbe stato sufficiente inserire nella costituzione l’istituto della “sfiducia costruttiva” per garantire sempre e comunque la governabilità e la proporzionalità pura nell’elezione dei parlamentari per garantire sempre e comunque l’indipendenza del potere legislativo da quello esecutivo…… Chiaramente non è tutto così semplice ma è preferibile approfondire i meccanismi della democrazia anzichè accusarci reciprocamente di fascismo o velleitarismo……

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