La sinistra risorgerà da sola

germogliorosso

E’ ragionevole, chiunque lo capisce: E’ facile.
Non sei uno sfruttatore, lo puoi intendere.
Va bene per te, informatene.
Gli idioti lo chiamano idiota e, i sudici, sudicio.
E’ contro il sudiciume e contro l’idiozia.
Gli sfruttatori lo chiamano delitto.
Ma noi sappiamo:
è la fine dei delitti.
Non è follia ma invece
fine della follia.
Non è il caos ma
l’ordine, invece.
E’ la semplicità
che è difficile a farsi.

(Bertolt Brecht – 1933)

di Antonio DITARANTO

E’ la semplicità che è difficile a farsi”: sono le parole con le quali si chiude “lode del comunismo”, una splendida poesia di Bertolt Brecht.

Ecco, ho voluto citare questa frase per cominciare a scrivere queste mie personalissime riflessioni proprio perché credo che ciò che manca al mondo dove per decenni mi sono onorato di appartenere è appunto quella semplicità che oggi è divenuta ancor più difficile da farsi, ma forse anche solo da immaginare.
Se pensiamo che ciò che può essere racchiuso nel concetto di quello che significhi sinistra sia un qualcosa ipotizzato ed immaginato con la nascita del pensiero liberale del periodo post rivoluzione francese e con il proliferare di tendenze ideologiche e filosofiche avanguardiste dell’Europa del 1700 e 1800, sbagliamo di grosso.

A Marx, ma anche a Bakunin, Engels ed altri filosofi rivoluzionari del periodo va senz’altro il merito di aver ipotizzato una società che potesse opporre la gestione comune dello stato a quella di pochi che avanzava nel nuovo assetto europeo e gestito dai nuovi latifondisti e industriali che avevano sostituito le signorie.

Quell’ipotesi comunque altro non era che il raccogliere finalmente dopo decine di secoli di un pensiero ancor più rivoluzionario, stoppato sul nascere da coloro che per primi avrebbero dovuto divulgarne i valori e le fondamenta e che invece se ne erano guardati bene dal farlo proprio in virtù della grande pericolosità che esso significava per il potere fino ad allora costituito.

Sto parlando naturalmente del pensiero di Cristo e dello stravolgimento ideologico che esso rappresentava nei confronti dello stesso vecchio testamento. “Lascia i tuoi averi ai poveri e seguimi”, “chi è senza peccato scagli la prima pietra”, la moltiplicazione dei pani e dei pesci, ossia la divisione dei pochi averi con l’intero popolo, altro non sono che i primi pensieri rivoluzionari di un mondo da immaginare diverso, dove tutti si possa essere sullo stesso piano e tutti possano godere in eguale misura delle cose che la natura ci offre.

Ecco appunto il mondo comunista, quello ripreso da Francesco intorno al 1200 e ipotizzato da Marx solamente dopo altri 600 anni.

La storia passa e con essa si avvicendano e passano i governi, il mondo stesso è un continuo turbine di cambiamenti; quelle che però rimangono e continuano a camminare di pari passo con la storia sono i due pensieri forti, ideologici che governano i popoli della terra fino dall’inizio della loro esistenza: il primo che vuole gli uomini sottomessi e schiavi del più forte, il secondo che vede gli uomini e le donne della terra, figli della stessa natura senza differenze razziali e con lo stesso diritto di godere dei frutti della terra, liberi da qualunque costringimento o da catene che ne limitano il desiderio di crescita e di movimento.

In questo secondo pensiero filosofico fondamentalmente si riconosce il nostro mondo, quello cioè che abitualmente chiamiamo sinistra.

Negli ultimi tempi si fa un gran parlare della ricostruzione di una nuova sinistra, come se quella sublime idea che vuole gli uomini tutti uguali fosse crollata e quindi bisognosa di ricostruzione. L’idea non è mai morta, è dentro ognuno di noi, è dentro anche i tanti che forse oggi approdano su spiagge diverse ma che erroneamente hanno ceduto alla disillusione provocata da uomini che pur dichiarandosi appartenere al nostro mondo di esso ne condividono solamente il nome ma non i valori.

Non si può ricostruire una sinistra se non cerchiamo prima di ogni altra cosa di rimuovere dalle nostre teste l’idea che intanto si è fatta strada che gli uomini sono diversi e che è giusto che vi siano diversità di condizioni per ogni singolo abitante della terra. A quelli che oggi indicono convegni, lanciano proclami, si auto eleggono leader chiedo quanti di loro sono disposti a mettere da parte il proprio egoismo , i privilegi acquisiti anche grazie alla fiducia carpita e a dividere quello che essi hanno accumulato con i loro compagni o più semplicemente con qualcuno che viene dall’ombra ma che ha un grandissimo bisogno di mangiare per non morire di fame. Sempre ad essi io chiedo quanti di voi sono disposti a farsi carico dei problemi anche minimi quotidiani del nostro dirimpettaio a cui hanno staccato il gas o la luce perché impossibilitati a pagare le bollette e che solitamente guardiamo con estremo disinteresse piuttosto che tendere loro una mano per paura di mettere mani al nostro portafoglio.

Non c’è sinistra da ricostruire, quello che abbiamo bisogno di ricostruire è il nostro modo di pensare; abbiamo bisogno di tornare ad essere quell’essere vivente che si prende cura dei propri simili più di come farebbe con se stesso; che gioisce delle gioie degli altri e che si fa carico delle altrui disperazioni tendendo la mano con estrema solidarietà e senza aspettarsi alcun ringraziamento.

Ricostruiamo il nostro pensiero, facciamo delle cose che solitamente professiamo il nostro modello comportamentale di vita e vedrete che la sinistra non avrà bisogno di nuovi costruttori perché risorgerà da sola.

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2 Pensieri su &Idquo;La sinistra risorgerà da sola

  1. …. Sempre ad essi io chiedo quanti di voi sono disposti a farsi carico dei problemi anche minimi quotidiani del nostro dirimpettaio a cui hanno staccato il gas o la luce perché impossibilitati a pagare le bollette e che solitamente guardiamo con estremo disinteresse piuttosto che tendere loro una mano per paura di mettere mani al nostro portafoglio….

    Ringrazio Antonio per questo bellissimo articolo, intriso di rabbia per ciò che la Sinistra non è più, ma anche per la forza che esprime nel voler ridare significato a quel pensiero chiamato “Sinistra” con azioni concrete.
    Le parole che sopra ho evidenziato rappresentato per me il perno del Pensiero di sinistra, la Solidarietà!
    Ancora i miei complimenti per questo bellissimo post.

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  2. Questi sono i valori trasmessi dai nostri avi, per i quali hanno lottato ad un prezzo altissimo. Questi sono i valori della nostra Costituzione e questi sono i valori espressi nel Vangelo. Il degrado a cui siamo arrivati è il frutto malefico di chi ci ha governato negli lunghi anni di questa specie di democrazia, è il frutto mortifero del voto di scambio e dell’egoismo più bieco, accompagnato dal più grande mezzo di disinformazione di massa: la televisione. Auguro con tutto il cuore all’autore del post e a tutti coloro che fermamente credono in questo, ogni bene. Un abbraccio e buona domenica, Giusy

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