Il risultato delle elezioni veneziane e l’Italia che non galleggia più

acquaalta

di Mario GALLINA

La mancata elezione di Felice Casson a sindaco di Venezia, pone un quesito che va molto al di là del trionfalismo della folla dei fan renziani che la interpreta come la sconfitta della sinistra civatiana.

Al di là della inerte posizione grillina, che come sponda immobile del biliardo consente la carambola della biglia bianca tra la rossa e la gialla: garantendo la triangolazione geometrica, ne è di fatto elemento determinante ed ineludibile, seppure muta e passiva.
Persino al di là della vittoria insperata di Berlusconi che pure se ne attribuirà la paternità, per la prima volta nella sua storia, senza alcuna responsabilità!

Il problema che Venezia pone a tutti noi, all’Italia intera è: cosa avranno mai voluto dire i veneziani agli Italiani?
Che vanno bene i soldi che Galan s’è intascato fino ad ieri? O che le imprese corrotte sono la sola speranza per la Venezia del Mose?
Che non è stata capace di distinguere cosa stesse avvenendo all’interno del PD?

Cosa si aspetta da domani la città lagunare tornando sui suoi passi e rinunciando al nuovo per il futuro?

Se queste sono le prospettive alle quali il popolo italiano può aspirare anche quando si creano la condizioni per un cambiamento, allora vuol dire che la situazione è molto più grave di quella che sembra e che molto ancora c’è da fare per evidenziare da che parte stanno le responsabilità e per uscire da questo buio tunnel che non mostra affatto la sua fine.

(immagine dal web)

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2 Pensieri su &Idquo;Il risultato delle elezioni veneziane e l’Italia che non galleggia più

  1. C’è un’altra chiave di lettura confermata dai dati elettorali, a saperli leggere e interpretarli. L’astensionismo. Come si declina questo dato?
    E’ sfiducia allo stato puro. Non verso Casson o questo o quella bella e oneste persona, verso la persona politica. Ma verso quei luoghi e quei riti che fino a l’altro ieri era il materializzarsi della “democrazia”. Come d’altro canto Roma e Marino hanno dimostrato, anche se un uomo onesto e frse anche ingenuo va alla massima assise cittadina, il malaffare, al’ti-politica la fa da padrona. E allora? Allora quei luoghi e quei riti sono inutili per il cittadino. Quei luoghi e quei riti sono come una club privè, un circolo privato. Entrarci significa perdersi. Perdete ogni speranza o voi che entrate. E quindi non solo non ci entriamo, perché non ci appartiene più , ma non ne vogliamo avere nulla a che fare.
    La Politica è altro!

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