Il Paradiso può attendere

sangue

di Manuela PASQUARELLI

1971. “La classe operaia va in paradiso”. Occhio implacabile di Elio Petri. Il secondo film della cosidetta Trilogia della nevrosi. Orda di polemiche. Critiche feroci, da tutti, nessuno escluso.

Una spietata satira durissima da vedere. E da ricordare. Era la mattina degli anni di piombo, preannunciati dall’ alba livida della strage di Piazza Fontana, che tronfia e orribile marciava per la sua strada immonda. Quel che ne è seguito, a chiusura del secolo breve e nell’affaccio al nuovo millennio, altrettanto disumano e violento, apparentemente lontano ed estraneo agli yuppies emergenti elevati a modelli di vita “nova”. E ai loro seguaci et allievi.

In tutto il nostro mondo “civile” scorre sempre sangue. Dalla primavera slovena alla primavera araba … nella torturata mezzaluna fertile … nell’Africa perenne terra di conquista al soldo di qualche corona o di qualche mostrina per squallidi e criminali affari di soldi … nel lontano oriente. SANGUE.

L’elenco è agghiacciante a volerlo ripercorrere. Sangue così bello e rosso da doverlo tenere ben protetto nei nostri vasi sanguigni e ben celato a sguardi obliqui, che più d’ogni altra cosa a vedersi ti racconta che lì c’era vita.

Strappata via, insieme col sangue, dal corpo. E allora c’è chi fugge, con la SPERANZA di SALVARSI, cercando scampo e umanità lì dove sembra offrirsi vita nova, come un miraggio nel deserto. E per folle di sopravvissuti la speranza di salvarsi, dopo fughe affannose e disperate, tempeste di mare, momenti di terrore che solo immaginarli agghiaccia chiunque abbia pochi grammi di sensibilità, si spegne nei “centri d’accoglienza”, nei campi che spezzano la schiena, nello sfruttamento più screanzato, negli stupri e nelle violenze quotidiane materiali e non-materiali.

Nel RIFIUTO OSTINATO della loro umanità da parte di certa gente per bene. Per bene? Epperò è sangue diverso. Estraneo per certa vecchia Europa. Come dire: sprecabile. Disprezzabile. E dunque disprezzato. Ma sempre sangue rosso vivo “è”.

Ugualmente rosso vivo: non esistono razze umane, solo etnie. Siamo tutti una razza. Memoria cortissima impera nell’occidente imperialista e nei suoi governi predoni. Sufficiente un passettino per illudersi d’aver superato la barricata dei paria e subito smaniare per entrare nel recinto dei maiali. Quelli di Orwell. Che s’affollano nel trogolo della peggiore disinformazione a copertura dei loro giochi scellerati.

In estrema sintesi, parole di Petri, era un film “sulla classe operaia”. A seguire la trilogia,  Petri scelse Todo modo, di Leonardo Sciascia: ridicola e folle involuzione di un partito ed eliminazione a delitti incrociati della rosa dirigente. TOH! Preveggenza d’artisti nel cogliere prodromi e sintomi nella loro epoca.

Sciascia, definendo, Todo modo “un film pasoliniano”, concluse: “Esiste una sola Democrazia Cristiana con la quale il popolo italiano deve decidersi a fare definitivamente e radicalmente i conti“. Ottimista.  Sono trascorsi rispettivamente 44 e 39 anni da questi due film. Lo zoccolo duro della DC ancora calpesta: ma non era decaduta?

La classe operaia s’è frantumata, lì dove ancora riesce a lavorare, s’è “sclassata”. Sono rimasti i COMPAGNI, che si cercano alle prime luci dell’alba. Smarriti eppure consapevoli della necessità di riconoscersi e ricompattarsi.

Compagni sono tutti quelli che vedono nell’altro, sempre diverso da un io e da un noi, un fratello e una sorella, a prescindere dal colore della pelle, dagli usi e costumi, dalle caratteristiche e tendenze sessuali … dal censo pure … finché non rubano e non prevaricano, finché non debordano nel disumano, distinguendosi quindi in fratellastri e sorellastre… da isolare.

Così, in poche parole. Sono tutti quelli che nei “disprezzati” vedono esseri umani di pari dignità perché hanno saldi i valori della solidarietà e della condivisione. Del rispetto. Dell’Amore. Quelli che gioiscono nel riconoscere nell’altro, il diverso da sé, gli stessi valori.

Sono quelli che il Paradiso lo vogliono QUI: nel nostro Pianeta Blu. Per TUTTI.

Per Tutti gli “UMANI”!

Una nuova lotta? LOTTA di CLASSE UMANA.

Quell’altro paradiso, per chi ci vuole credere … può attendere.

 

“Volevo che tu imparassi una cosa da lei: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta si vince.”

(Il buio oltre la siepe, Harper Lee)

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Un pensiero su &Idquo;Il Paradiso può attendere

  1. Io ci voglio credere nel Paradiso di lassù, ma desiderei anche un paradiso quaggiù, anzi lo sarebbe già, se l’egoismo e la cattiveria umana non prevalesse. Parlo spesso nel mio blog di giustizia sociale, penso che ognuno debba contribuire con le capacità che possiede e nella maniera che gli è più congeniale. Serena sera, Giusy

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