Viva la scuola! Abbasso Renzi

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Articolo 33 della Costituzione Italiana

L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà e ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole statali.
E` prescritto un esame di Stato per l’ammissione ai vari ordini e gradi di scuole o per la conclusione di essi e per l’abilitazione all’esercizio professionale.
Le istituzioni di alta cultura, università ed accademie, hanno il diritto di darsi ordinamenti autonomi nei limiti stabiliti dalle leggi dello Stato.

di Claudia BALDINI

Da tempo in questo Paese succede che ogni governo, ogni ministro dell’Istruzione, dice che la scuola è il primo pensiero, la priorità nel proprio programma. E questa priorità la concretizzano, oltre che con visite d’immagine e “batti il cinque” con i bambini delle scuole, con una nuova Riforma. Tutti i governi l’hanno fatto. E non si preoccupano certamente di non avere ancora applicato completamente la precedente. Già questo la dice lunga: sia sulla priorità , sia sulla competenza. Così non si concorda la riforma con gli insegnanti , ma ad esempio si applicano i modelli Marchionne alla scuola.

La mentalità che affiora è chiara: punire gli insegnanti scarsi. Come? Lo decide il Preside. Pochi fondi per la gestione sia ordinaria (manutenzione compresa)? Le scuole si cerchino sponsor. Come si assume? Ci pensa il Preside. E tutti i docenti che già hanno fatto abilitazione, concorsi, speso soldi per stare in graduatoria supplenze? Vabbè dai, a settembre assumiamo quelli che hanno già cattedre a giugno , circa 100.000 e buona lì. Di programmi ? Non è affar loro. Scuole professionali “ghetto”? Non è affar loro.

La misura è divenuta straboccante. Questa volta gli insegnanti sono rimasti uniti, quelli di ruolo e i precari, da mesi, sono scesi in lotta con tutti i sindacati contro il DDL del governo. Solo contro? Ma non scherziamo. Gli insegnanti sostenuti a gran voce dalla Rete Studenti hanno bene l’idea di che cosa debba essere una Riforma della scuola. Non sono entrati pienamente in discussione i comitati genitori, se non in qualche felice realtà, ma la scuola che fa scuola c’era tutta, compreso il personale ausiliario e non docente. Una parola sola sui genitori: è vero è sempre più difficile coinvolgerli, ma penso che sia una cosa che riguardi questa generazione di mezzo, lontana da quella che chiamano politica, per la quale a scuola si va per sentire come vanno i figli. Si eleggono a fatica i delegati in Consiglio di Istituto e poi ci si disinteressa. Salvo problemi. E invece il vero organo di governo della scuola dovrebbe essere il CONSIGLIO DI ISTITUTO, altrimenti non si capisce a che sia servita la lotta per ottenere i decreti delegati. Nel Consiglio è ovviamente rappresentato anche il Preside.

Ma qual è la riforma alternativa che gli insegnanti volevano discutere col Premier  Si chiama LIP. (Legge di Iniziativa Popolare). E non sto qui a raccontarvela di nuovo. Posso volentieri mettere il link da cui scaricare e leggerla: http://lipscuola.it/blog/testo-della-lip/ E’ un’ottima scuola, questa.

Questo testo è già da tempo al Senato. Ma Renzi fa finta di non saperlo.

Gli scioperi, i flash mob, il parziale blocco scrutini, lo sciopero dei verbali, sono tutte le forme di lotta che i docenti hanno messo in campo. Massicciamente, per tanto tempo, tenacemente hanno contato e pesato.

Per la prima volta il Premier ha fatto un passo indietro. Forse è una strategia, pensando che a Luglio gli insegnanti non ci sono e quindi di soppiatto si vota il DDL con la fiducia.

In più indispettito come un bambino: – Ah fate così eh , ma io ho il coltello dalla parte del manico, con tutta la corte al seguito. Non faccio in tempo ad assumere i 100.000 precari.

Renzi 3, la vendetta. Ah certo ,l’ha detto anche l’Europa che si devono stabilizzare i precari. Ma lui lo fa solo se lo dice Marchionne. Tutti devono continuare a lottare.

Il 18 giugno scorso la trasmissione televisiva Servizio Pubblico ha festeggiato l’ultima puntata con una splendida edizione in piazza Annigoni a Firenze. Ci siamo mossi in tutta la rete per garantire partecipazione, dal momento che sapevamo che avrebbe dato spazio ai problemi della gente.

Tra gli amici docenti ce n’è uno in particolare che, oltre ad essere un riconosciuto ottimo insegnante, è anche un grande lottatore per il bene di questa bistrattata scuola. Giovanni Cocchi l’ho conosciuto in rete nella sua pagina Facebook, è esponente del Comitato art.33 e ha fatto un video di risposta alla trasmissione, andata praticamente a reti unificate, con cui Renzi dotato di lavagna e gessetti come i trogloditi insegnanti si è messo a fare propaganda alla sua riforma. Cocchi deve essersi  arrabbiato per bene, come me ad esempio, e ha prodotto una clip dove punto per punto ribatte alla riforma renziana. Eccolo.

Le cose che dice chiaramente e semplicemente sono quelle che sono contenute nella LIP e che diciamo tutti da tempo anche qui su Essere Sinistra.

Renzi, ascolta Giovanni Cocchi! Questo è quello che ti ha detto dvanti a una platea che lo applaudiva sinceramente.

“Renzi, adesso vai da Vespa e dici che ti dimetterai se non passasse la tua riforma della scuola. Ma sai benissimo che ogni anno ci sono 130.000 cattedre vaceanti. Ti basta un’ora per stabilizzare i precari, atto dovuto dopo la sentenza UE e soprattutto necessario. Smettila di fare il bambino capriccioso che porta via la palla se non si seguono le sue regole. La scuola devi cambiarla con la scuola. Per il solo merito di appartenenza familiare si andranno a creare scuole di serie A con gli insegnanti migliori e e tante scuole di serie B in periferia, un alveare per forza lavoro disponibile a basso costo. Hai provato a dividerci, ma non ci sei riuscito”

Insieme a Giovanni, sul palco di piazza Annigoni allestito da Michele Santoro è salito anche Danilo.
Danilo Lampis è uno studente, Coordinatore Nazionale dell’ Unione Studenti, emozionatissimo che, con la tipica foga giovanile (meno male che ancora esiste) ha detto chiaro che cosa vogliono i giovani dalla scuola, per poi affrontare il discorso del lavoro stagionale, degli stage.

Grazie Giovanni, grazie Danilo, su quel palco per noi, per la scuola, per chi davvero crede che sia una priorità.

Ascoltateli.

https://www.facebook.com/servpubblico/videos/1106627079352264/?pnref=story

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