Storie di ordinaria empatia

caramelle

di Franz ALTOMARE

Me ne andavo a spasso per il web quando m’imbatto in Valigia Blu, un blog collettivo di informazione alternativa che mi colpisce subito per il titolo di un suo post:

Migranti: storie di solidarietà e di accoglienza.
Un racconto collettivo contro l’odio.

Tra le altre cose si parla della necessità di contrapporre la visione dei Lover a quella rancorosa degli Hater che arrogandomi il diritto di traduzione definirei gli odiosi.

La foto che vedete in quest’articolo è di Jan Pellissier inviato per l’agenzia stampa LaPresse.

L’immagine della bambina che distribuisce caramelle agli immigrati a Ventimiglia narra l’innocenza a proprio agio in mezzo al colore e al sorriso.
Da altre parti abbiamo l’immagine preferita dai media ufficiali che è quella di un ghigno trasfigurato sulle facce di coloro che hanno preferito barattare la propria umanità, se mai l’hanno avuta, con il barbaro cinismo diffuso (ma non prevalente) nelle cosiddette società avanzate.

Un’altra pagina, ancora, parla di un corteo che parte dalla stazione di Ventimiglia organizzato da Centri sociali, notav, associazioni, ExMoi occupato e sindacati di base i quali hanno raccolto l’appello lanciato nei giorni scorsi dai migranti e dal Presidio Permanente NoBordes per una manifestazione contro le politiche europee sull’immigrazione. Nel linguaggio pavido e retrò di un articolo on line di Rai News si descrivono questi partecipanti come antagonisti.

Abbiamo da una parte la ribellione attraverso la testimonianza delle immagini che raccontano quanto la solidarietà sia diretta e faccia parte di un sentimento diffuso e attivo tra la gente comune contro ogni vile accusa di buonismo. Dall’altra parte la ribellione viene vissuta come presenza e partecipazione politica direttamente sui luoghi dove le contraddizioni sociali si consumano.

La ribellione come testimonianza di immagini alternative a quelle della propaganda ufficiale che ospita nei propri salotti televisivi e sui giornali personaggi discutibili che incitano all’odio.
La ribellione come presenza sui luoghi del conflitto e della sofferenza a ricordare che diritti e tutele appartengono a tutti gli esseri umani e che non può essere rappresentato come problema l’immigrazione che è invece conseguenza di politiche di rapina e di guerra ad opera delle multinazionali e degli eserciti di un impero guerrafondaio e del suo vassallo europeo.

La ribellione non coincide sempre con una reazione inconsulta e scomposta, anzi, spesso è un moto spontaneo dell’animo contro ogni forma di oppressione della libertà e della giustizia.
Se rifiutare ogni forma di violenza, se essere testimoni e presenti significa essere ribelli, allora coerentemente con il nostro essere di sinistra non possiamo che riconoscerci in questa definizione e cominciare a riceverla come un complimento.

 

Annunci

Un pensiero su &Idquo;Storie di ordinaria empatia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...