I miserabili

Les-Misérables

di Claudia BALDINI

Seguendo un poco la storia e gli avvenimenti del Bel Paese, alla fine quello che mi sono detta è proprio questo: siamo un paese di miserabili. Nel senso del grande capolavoro di Victor Hugo? Non soltanto: anche in quello del vocabolario.

1 Degno di compassione per le sue condizioni, per la sua sorte, ecc.;
2 estens. Degno del massimo disprezzo; spregevole dal punto di vista morale;
3 Insufficiente, scarso, del tutto inadeguato.

(Ho scelto il Sabatini-Coletti).

Ci siamo tutti? Beh, sì, tutti, in diversa misura, ma con una comune grande responsabilità. Escluderei da questa riedizione italiana della Restaurazione solamente i ciechi, i sordi e gli analfabeti.

Gli altri possono essere distribuiti in sottocategorie: da quelle di interessati a restare miserabili, a quelli che non vorrebbero esserlo (ci sono anche io), a quelli che ‘tanto io faccio ugualmente quello che mi serve’, a quelli che ‘tanto sono tutti uguali’, a quelli che è ‘tutto inutile tanto siamo un Paese di destra’. Poi ci sono due sottocategorie speciali quelli che ‘speriamo CI facciano un Partito davvero di sinistra’ e quelli che è ‘inutile che cerchiamo di costruircelo un partito’, perché tanto litigheremmo subito.

Siamo stati molto miserabili nel ventennio fascista, poi ci siamo riscattati, siamo stati miserabili nel ventennio berlusconiano, abbiamo avuto una parvenza di riscatto con Prodi e Bersani e poi siamo tornati nella nera miserabilità con il consenso a Renzi. Ma, stiamo all’erta, osserviamo e proviamo ugualmente a poter almeno aspirare ad essere meno miserabili.

Perché questo Paese non è più un Paese democratico, sta vivendo nel limbo della miserabilità, in attesa della dittatura. Vediamo se qualcuno è d’accordo con quello che penso.

Il Premier comanda da solo, il Parlamento non serve, le leggi fatte che hanno denominato riforme sono tutte orientate a demolire diritti conquistati nei brevi spazi tra i ventenni, avevamo una sinistra di opposizione che appena è andata al governo è divenuta destra con certi personaggi al top della miserabilità.

Gli organi di controllo contengono personaggi che prima di essere nominati in quelle Autorità di Garanzia hanno compiuto atti non proprio commendevoli.

La stessa Corte Costituzionale, di cui siamo avvezzi a rispettare le sentenze, su una questione analoga di privazione di un diritto, in un caso applica la Costituzione, nell’altro patteggia col governo: ristabilite il diritto, ma “scurdammoce o’ passato”.

Il Presidente del Consiglio è eterodiretto dalla gente che l’ha sostenuto, per cui qualche amichetto gli ha detto: “prendi la scuola, bastona gli insegnanti, assumi dei presidi fedeli e fai assumere da loro docenti fedeli o parenti fidati. Privatizzala, insomma”.

Il Presidente della Repubblica viene chiamato in causa solo per firmare ogni cosa, e lui a questo tiene davvero.

Aspettiamo ancora di scrivere il finale di questa Repubblica. Non mi piace affatto morire miserabile. E poi, ci sono i bambini da salvare.

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4 Pensieri su &Idquo;I miserabili

  1. L’articolo di CLAUDIA BALDINI disegna, con la massima esattezza, la situazione attuale del nostro Paese. Chiedo a Claudia Baldini di comporre e pubblicare un prossimo articolo, in cui siano indicati gli elementi corrosivi, che porteranno la società italiana ad uscire da questa “CONDIZIONE DI MISERABILI”. Questi elementi ci sono, perchè nessuna situazione è eterna. Già l’insofferenza e la denunzia di CLAUDIA BALDINI costituiscono uno di questi elementi COSTRUTTIVI.

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