Ossimori: Famiglia naturale, Povertà francescana, Europa cristiana

francesco

di Maria MORIGI

E’ bello occuparsi di figure retoriche, specialmente di ossimori dove si accostano concetti opposti. L’attributo capovolge il significato del sostantivo, oppure aggiunge un segno che fa a pugni col buon senso comune.

La Famiglia, ci si creda o no, inventata dalla convenzione sociale e dalla tradizione, riconosciuta dal Diritto, costituita per contratto matrimoniale, non appartiene alla Natura. Appartiene a pieno titolo alla Cultura che può siglare accordi, stabilire tutele, regole e scioglimenti dalle regole. E non entro nel merito delle opzioni di genere, vocazione e possibilità genitoriale che continuano ad apparirmi come esercizi praticati per imbrigliare e codificare la Natura che di per sè è varia e multiforme.

E questo anche per cercare di non cadere nella trappola delle “bombe d’acqua”, nuove di conio: come noto, prima si chiamavano “grossi temporali”.

Sul secondo termine, quello della Povertà, siamo tutti d’accordo che non ci piace se deve servire ai numeri delle statistiche o se viene usata in modi di dire come “la soglia di povertà” oppure “le nuove povertà”.

Il caso della “Povertà francescana” però è ossimoro di gran cattivo gusto perché i conti gettano una luce feroce sulle funzioni del denaro nella società cristiana. E’dimostrato ad esempio che proprio nei libri contabili di Avignone si possono individuare le origini del capitalismo e che, attraverso l’analisi dei metodi contabili dei fratelli francescani, si può ricostruire un’affinità tra religione ed economia.

Come rimanere poveri mentre tutto cospira al nostro arricchimento? Si chiedono i confratelli. Questo è il problema esistenziale dei confratelli. Essi non possiedono nulla, eppure flussi di denaro arrivano nei loro conventi.  Cosa che sembra annunciare il legame tra etica protestante e spirito del capitalismo e forse anche sviluppo sostenibile e austerità. La nascita dell’economia moderna ha sviluppato un rapporto con le cose, con il tempo e Dio dove la contabilità è diventato il modo di analizzare presente e futuro, e dove gli esperti di questo calcolo sono stati considerati coloro più in grado di governare.

E mi dispiace per chi sulla povertà francescana ha scritto libri senza conoscere cosa hanno contabilizzato i francescani a Medjugorje…

il Potere della Povertà conclamata! Perché già si sa che Papa Bergoglio non rinuncerà allo IOR e che gli amministratori non rinunceranno agli affari di mafie.

Di certo, però, l’ispirazione francescana va di gran moda cosicché tutti recitano il mantra della “decrescita felice” (altro ossimoro d’effetto) per arrivare al più grandioso ossimoro dell’Europa cristiana, che si vorrebbe introdurre nei trattati e nella carta di Lisbona.

Debito pubblico della Grecia in mano all’UE: anche questo potrebbe essere un ossimoro, tuttavia meno divertente.

O insensata cura de‘ mortali /quanto son difettivi sillogismi/quei che ti fanno in basso batter l’ali!/Chi dietro a iura, e chi ad aforismi/sen giva, e chi seguendo sacerdozio,/ e chi regnar per forza e per sofismi,/ e chi rubare, e chi civil negozio;/chi nel diletto de la carne involto/s’affaticava, e chi si dava a l’ozio….

Dante Alighieri, Canto XI del Paradiso

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