Qualcosa stride

lagarde

di Claudia BALDINI

C’è un punto che solleva un interrogativo rispetto alle politiche dell’FMI ed ai meccanismi di rappresentanza e mandato propri del Fondo. Ovvero, Christine Lagarde dovrebbe rispondere al Board del FMI, dove siede anche il direttore esecutivo italiano, Carlo Cottarelli, che nel Board rappresenta pure la Grecia ed altri paesi. E’ una questione annosa: nel board del FMI vige il principio un dollaro un voto, quindi chi ha quote inferiori di partecipazione conta di meno.

I paesi più ricchi hanno più voce in capitolo mentre l’Italia rappresenta una “constituency” plurale, con Grecia (il vice direttore esecutivo dell’ufficio italiano non a caso è greco, Thanos Catsambas), Portogallo, Malta, San Marino ed Albania.

Allora di cosa stiamo parlando, di schizofrenia o di un problema assai serio?

Se il nostro direttore prende direttive dal MEF, e dovrebbe rappresentare pure la Grecia ed il suo governo, quale posizione ha rappresentato?

Quella in sostegno alla Lagarde o anche gli interessi della Grecia?

E perché il Parlamento non ha avuto la possibilità di dire la sua visto che di volta in volta gli viene richiesto di rifinanziare l’FMI con i cosiddetti Diritti Speciali di Prelievo, ossia con fondi del pubblico contribuente?

A chi parla tanto di democrazia e poi critica la scelta di Alexis Tsipras non viene un po’ di vergogna pensando al ricatto perpetrato da chi decide solo in base a chi ha più soldi?

Forse c’è in atto un processo di colonizzazione. E non vogliamo ammetterlo.

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