L’immigrazione e l’ennesima guerra tra poveri inscenata dal capitale

Razzismo

di Mirco MARIUCCI

[pubblicato sul blog Utopia Razionale]

State in guardia: strumentalizzando l’immigrazione, il potere sta gettando le basi per l’ennesima guerra tra poveri.

Non lo avete notato? Il sistema c’insegna a guardare con un misto d’odio e di disprezzo chi sta peggio di noi, invece di chi sta decisamente meglio grazie al nostro quotidiano asservimento.

Il sentore comune suggerisce che gli immigrati rappresentino un costo insostenibile per l’economia di una nazione già fortemente provata dalla crisi economica… ma che razza di società è quella che riduce la disperazione degli esseri umani ad una questione di costi?

Pensateci, utilizzando soltanto la ricchezza accumulata in eccesso dall’imprenditore più avido d’Italia, potremmo tranquillamente ospitare tutti gli immigrati in alberghi a 5 stelle, rilanciando perfino l’economia nazionale… invece, che cosa stiamo facendo?

Ce la prendiamo con degli esseri umani che molto spesso scappano da guerre condotte per far arrivare in Italia la benzina che utilizziamo per andare al lavoro a guadagnare denaro che spenderemo per acquistare beni e servizi che faranno arricchire ulteriormente l’imprenditore più avido d’Italia!

Cos’è, siamo forse impazziti?

No, rientra tutto nella normalità delle dinamiche impiegate dall’élite per il controllo sociale.

Fomentare l’odio razziale è soltanto una delle strategie che il potere utilizza per dissipare l’energia e distogliere l’attenzione della massa dalle vere cause del loro malessere, che di certo non possono risiedere presso un gruppo d’individui alla disperata ricerca d’un futuro migliore…

Ma i mass-media incalzano con la propaganda: “arriveranno a milioni; la situazione è insostenibile; ci ruberanno il lavoro; sono dei delinquenti”, urge un rimedio!

Possiamo rimpatriare i clandestini, chiudere le frontiere o affondare i barconi, ma se non ci decidiamo a risolvere le cause il flusso migratorio non si fermerà.

Dal momento che nessuno fugge da un paese dove regnano pace e abbondanza, comprendiamo che la questione dell’immigrazione si risolve in uno e in un sol modo: creando un diffuso benessere sia qui, in Italia, che nei paesi nativi dei migranti.

Non c’è alternativa, l’impostazione nazionalista sinteticamente racchiusa nel motto “prima gli italiani” potrà forse «contribuire a occultare i problemi alla vista e alla mente», per dirla con le parole del professor Zygmunt Bauman, ma non rappresenta di certo una soluzione, in quanto incide esclusivamente sugli effetti e non sulle cause scatenanti.

E’ esattamente la stessa cosa che accade con i furti: si può usare la forza, imprigionare i ladri o condannarli addirittura alla sedia elettrica, ma fin quando non si elimineranno disuguaglianza e povertà, statene pur certi, le persone continueranno a rubare.

Perché? E’ stupido punire i ladri e rimpatriare gli immigrati sperando che i furti e l’immigrazione magicamente, in futuro, non si verificheranno più se al tempo stesso le dinamiche che inducono le persone a rubare e a emigrare non vengono minimamente modificate.

Purtroppo chi detiene il potere non ha la benché minima intenzione di realizzare condizioni di benessere per l’intera umanità… tutt’altro!

In particolare, il capitale è il creatore delle disuguaglianze e della povertà sulla terra, e sfrutterà ancora una volta gli immigrati a proprio vantaggio come riserva di mano d’opera a basso costo, nonché come mezzo ricattatorio per livellare ancor più verso il basso salari e diritti dei lavoratori.

Com’è noto, la fame e la disperazione spingono gli esseri umani ad invocare la propria schiavitù, facendo precipitare le condizioni di vita di tutta quella classe che è costretta a subordinarsi al capitale per non morire di fame.

Eppure, vivendo sulla propria pelle gli effetti di questa crudele dinamica, bisogna avere la lucidità cognitiva necessaria per comprendere e sostenere a gran voce che gli immigrati non sono il problema, mentre la follia delle logiche capitalistiche, inscenate da una compagine di criminali, invece sì.

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