Manifesto per niente utopico di una rete della sinistra italiana

pueblo

di Francesco GENTILINI GIANNELLI

UNA PROPOSTA COLLETTIVA DI STATUTO

Premessa: il contenuto di questo Manifesto non è proprietà intellettuale di nessuno, quindi è di tutti. Le idee qui presentate sono quelle che corrono tra le bocche e le orecchie di molte donne e uomini di sinistra in tutto il mondo.

Ho deciso di buttare giù un canovaccio, uno scheletro di quello che potrebbe essere un giorno, giusto per dare qualche spunto e riassumere i punti più importanti secondo me, in modo da lasciare spazio ad aggiunte, integrazioni e, perché no, per togliere qualcosa. Tutto ciò verrà fatto col contributo di chiunque abbia voglia di esprimere la sua opinione su questo Manifesto. So che là fuori ci sono molte persone che hanno tante belle cose da suggerire.

Ho scelto il nome “Rete” perché mi piace, ma è un nome come un altro.

Il nome, il logo e tutto il resto lo decideranno gli iscritti. Per me si può chiamare come volete, basta che sia credibile e che vinca, per il popolo.

Penso che ogni partito o coalizione si debba configurare secondo il modello di comunità (quindi anche statale, ma non solo e non per forza) che desidera creare. Per questo qui è riassunto un partito “snello”, dove nessuno può arrogarsi il diritto di essere un “leader” (che più che altro è spesso oggi un “boss”) e dove la saggezza ed il potere stanno nel popolo.

Vorrei che fosse finita l’era di chi, come mestiere, fa il “dirigente”. Per due motivi: il primo è che ormai mi pare chiaro che l’Italia ha i gruppi dirigenti politici meno preparati della sua storia, gente che magari potrebbe tenere corsi accademici (mica sempre) ma che non è allenato a fare il politico, a fiutare la strategia da intraprendere. Il secondo è che, per quanto io ritenga che per fare il rappresentante di una comunità serva molta preparazione e “gavetta”, questo non vuol dire che questa attività non possa essere perpetrata gratuitamente per quella comunità, come servizio e non come mestiere. Se oggi ancora l’Europa (e soprattutto la Grecia) si tengono in piedi è soprattutto grazie a chi ha fatto della sua gratuità e del suo impegno una risorsa per gli altri.
Per finire, so che molti storceranno il naso dicendo che “non è il momento di parlare di contenitori”. So bene che molto più importante e urgente è la discussione sui contenuti e sulle campagne di lotta comune, ma io sono convinto che un contenitore influenzi il suo contenuto e viceversa. Provateci voi a bere dell’acqua con una forchetta.
Mi scuso per la lunghezza. Buona lettura.

ALCUNI IMPRESCINDIBILI VALORI
Antifascismo. Il germe del fascismo, inteso come dominazione del prossimo attraverso violenza fisica e non al fine della supremazia di un gruppo su un altro, è vivo e vegeto nella società in cui viviamo, sia su scala locale (razzismo verso minoranze etniche o migranti, ad esempio) che globale (il controllo della finanza sulla politica a favore delle élites e a sfavore dei popoli). La Rete usa tutte le sue forze per combattere il fascismo, predatore della democrazia, sia riducendone gli spazi di efficacia che promuovendo l’aggregazione e la cultura antifascista, nel segno della comprensione, del rispetto e della convivenza nonviolenta.

 Prima le persone. La Rete della Sinistra deve essere sempre impegnata a distinguere quali sono le trasformazioni della realtà che vanno a favore dei popoli e dell’uguaglianza e quelle che vanno a favore di interessi e profitti privati che creano ingiustizie economiche, sociali e, quindi, politiche. La Rete si impegna quindi a difendere e promuovere le prime in ogni maniera democratica e nonviolenta possibile, combattendo le seconde con lo stesso metodo, per assicurare a tutte e tutti il pane, la casa, la libertà, l’educazione, la salute, la giustizia, la pace, il lavoro degno.
La Rete ha come fine la dignità e la felicità per ogni essere umano, consapevole che non può esistere Lotta politica senza Azione sociale, consapevole che ogni Azione sociale è Lotta Politica.
Amore per il Creato. Avere il coraggio di parlare di Creato, al di là di un banale approccio fideistico, significa cambiare paradigma e abbandonare una logica riduzionista. In questa prospettiva
la Rete è consapevole del fatto con può esistere lotta per la salute delle persone senza lotta per la salute del pianeta e viceversa.
La Rete si impegna quindi a difendere il Creato dalle attività invasive della razza umana, che sta uccidendo animali e piante attraverso la distruzione di delicatissimi equilibri negli ecosistemi del nostro pianeta, con atteggiamenti devastanti per la Terra,irreversibili, che consumano la fertilità e la ricchezza di ciò che l’uomo deve custodire, per altri uomini, per i propri figli. Le attività della società capitalista sono diventate sempre più devastanti e il tempo per cambiare rotta e salvare il pianeta è ormai pochissimo. Non è diritto dell’Uomo sfruttare, con conseguenze nocive per la produzione di cibo, il clima, la salute e la stabilità del terreno e, quindi, la creazione di nuovi conflitti, sia tra uomini, che tra l’Uomo e il Creato.
Rispetto e Nonviolenza. La Rete si impegna nel cambiamento culturale del paese, oltre che a quello sociale e politico che ne è fratello. Per questo la Rete promuove uno stile di comunicazione, di azione e di rapporti tra donne e uomini all’insegna del rispetto del prossimo e della nonviolenza. Il cambiamento inizia dal nostro esempio.
Promozione della Costituzione. La Costituzione italiana, figlia della Resistenza, resta tutt’oggi un progetto incompiuto nell’ordinamento legislativo della Repubblica, che ancora non ne ha profondamente percepito i valori e le linee guida.
Compito della Rete della Sinistra è quello di promuovere nuove iniziative e aiutare quelle già esistenti di attuazione di quei principi e valori in collaborazione con chiunque vi si riconosca.
IL METODO
La Rete della Sinistra esiste come luogo di incontro, discussione ed organizzazione dell’azione politica per tutti le persone, le associazioni, le organizzazioni italiane che operano nella società secondo i valori sopra elencati. Funziona secondo base democratica e non è proprietà di nessuno, ma bene comune di e per tutte e tutti i suoi componenti, i più vecchi come i più nuovi. Per questo:
1-La Democrazia regola i rapporti interni alla Rete. Sia a livello locale che nazionale, le scelte vengono prese per via assembleare con una maggioranza di almeno il 60% dei votanti. Vale il principio del “una testa una voce, una testa un voto”, senza quindi possibilità di veti o di influenze da parte di ognuno. La Rete si avvale anche della votazione online. 
2-La Rete opera secondo Trasparenza totale, secondo i principi del FOIA (Freedom Of Information Act). Ogni assemblea, votazione ed attività della Rete viene documentata e rendicontata attraverso verbali pubblici e materiali audio/video, posti su un indirizzo web appositamente creato all’interno del sito della Rete. Inoltre, la Rete elegge ogni due anni una commissione di garanti, sia a livello locale che nazionale, che vigilino sul corretto svolgimento dell’attività interna secondo democrazia e correttezza.
3-La Rete favorisce l’Inclusione nel suo progetto politico. È prevista la possibilità di un’iscrizione, al prezzo simbolico di un euro, la quale non preclude il diritto alla partecipazione alla vita interna della Rete, in modo da equiparare chi di tessere già ne ha e chi no, chi si impegna da sempre e chi non sa ancora se ha voglia di impegnarsi. L’iscrizione garantisce solamente il diritto di voto nelle Assemblee, mentre qualsiasi donna o uomo può candidarsi e dare rinforzo all’organizzazione della vita della Rete. Ogni iscritto ha pari diritti rispetto agli altri, indipendentemente dalla sua data di iscrizione alla Rete.
4-La Rete vive di Partecipazione, interna ed esterna, ed invita quindi tutte e tutti coloro che ne fanno parte a favorire i luoghi di incontro e cooperazione. Ciò avviene non solo aprendo le Assemblee, ma soprattutto portando le diverse e complementari energie della Rete al di fuori di essa, sia col sostegno alla Lotta di chi non ne fa parte ma condivide gli stessi valori, che portando quotidianamente quei valori tra la gente col proprio esempio di vita, “casa per casa, strada per strada”. Per favorire la partecipazione, la Rete si dota di una struttura che favorisca il ricambio dei suoi Portavoce e la presa di responsabilità politica da parte di tutti i suoi partecipanti.
5-La Rete sulla linea di un Programma Comune di cui si dota nelle sue assemblee nazionali, le quali sono aperte a tutte e tutti coloro che vogliano parteciparvi. Questo programma viene stilato secondo tre principi fondamentali: l’Ascolto delle compagne e dei compagni, attraverso assemblee locali, consultazioni sul web ed ogni altro strumento che porti direttamente la voce dei militanti; il lavoro sui Punti Comuni, dove la maggioranza (60% dei votanti) concorda, su cui lavorare insieme, senza attardarsi sulle divergenze intese come questioni sulle quali non si riesca a raggiungere una maggioranza, se non per continuare la discussione in un seguente momento assembleare; il Centralismo Democratico, per cui, una volta presa una decisione da parte di una Assemblea, non si possa agire diversamente da quella decisione fino al successivo momento di discussione, dove potrà essere rinnovata la fiducia alle decisioni prese o votata un’alternativa.
 6-L’ Unità e l’Autonomia sono i principi di azione politica della Rete. Sia in caso di elezioni, che in tutti gli altri momenti di azione sociale e politica, i componenti della Rete decidono insieme come collocarsi e quali iniziative prendere, e agiscono sempre uniti. L’Unità è garantita dalla sottoscrizione del Programma Comune e del Centralismo Democratico. Eventuali alleanze politiche vengono decise collettivamente, mantenendo l’indipendenza del progetto politico e del Programma comune da influenze esterne. La Rete valorizza la sua autonomia 
7-La Rete riconosce l’importanza del Conflitto Sociale delle persone e dei cittadini attivi che si riconoscono nei suoi stessi valori, del quale cerca di farsi portavoce senza pretendere di inglobarlo od interpretarlo, e nel quale cerca continuamente argomenti su cui riflettere ed azioni da portare avanti. La Rete è cosciente che, davanti alla crisi del nostro mondo dominato dalle diseguaglianze e dai profitti, non esistono tante piccole lotte, ma solo una, unica, Lotta che si esprime in molteplici forme e dinamiche.
 8-La Rete promuove, al suo interno ed al suo esterno, una comunicazione basata sul rispetto e la nonviolenza, secondo uno Stile Alternativo alla narrazione dominante nell’Italia e nell’Europa di oggi.
LA STRUTTURA
La Rete si dota di una struttura in grado di garantirle autonomia da parte di interessi individuali, di piccoli gruppi o di singoli partiti, e di massimizzare la sua azione, sempre intendendosi come mezzo, e non come fine, per un cambiamento radicale della società con l’obbiettivo della dignità e della felicità delle persone.Per questo:
1- La Rete ha il suo nucleo nell’azione sociale e politica locale. Si compone di Sezioni e di Circoli, così differenziati: la Sezione aggrega le persone su base territoriale, la cui ampiezza resta possibilmente ridotta in modo da facilitarne le attività, coprendo un quartiere o una sua parte nel caso delle città e un paese o una sua frazione nel caso delle campagne. La Sezione (in Architettura intesa come un’apertura in una struttura) è la madre dell’inclusione e dell’azione sociale della Rete. La Sezione cerca di rispondere ai bisogni del territorio in cui opera, senza escludere il suo servizio a chi non ne fa parte, secondo la logica dell’ascolto della comunità. L’uso dei suoi locali per attività rivolte all’aiuto della cittadinanza (in particolar modo quella in difficoltà) e alle risposte ai suoi bisogni non è solo consigliata, ma fortemente richiesta.
Il Circolo aggrega le persone su base tematica. Cerca di seguire l’ampiezza della Sezione, ma può essere più grande in caso di necessità. I Circoli funzionano come Forum di discussione ed elaborazione politica, dove ogni donna ed ogni uomo possa contribuire alla formazione di una visione critica del tema specificamente trattato, sia per sé che per gli altri, ascoltando e proponendo. La sua priorità è quella di proporre alla Rete l’azione politica da seguire sul suo territorio, favorendo la Lotta e le campagne delle cittadine e dei cittadini, delle associazioni e di ogni organizzazione che ne condividano i valori attivi sul territorio. Il Circolo si impegna a coinvolgere nelle sue discussioni vari punti di vista possibile, soprattutto quello scientifico ed accademico, a beneficio della qualità del dibattito e di chi vi partecipa. 
La partecipazione all’attività del Circolo non implica l’obbligatorietà della partecipazione all’attività della Sezione e viceversa così come l’iscrizione alla Rete, che conferisce solamente il diritto di voto.
2- Gli iscritti di ogni Sezione e di ogni Circolo eleggono i loro Portavoce, in numero di tre. L’elezione dei Portavoce, come ogni altra decisione interna, viene sempre presa con una votazione che veda favorevole almeno il 60% dei partecipanti, e previa discussione sufficiente. I Portavoce delle Sezioni e dei Circoli vengono scelti ogni anno, attraverso votazione in assemblea.  I Portavoce di Sezione e di Circolo possono coprire il loro ruolo senza limite di volte, ma mai per due anni consecutivi, in modo da favorire il ricambio e la partecipazione attiva di tutti i componenti. I Portavoce, sia a livello locale che a livello nazionale, sono semplici rappresentanti della volontà della comunità della Rete; il loro ruolo è quello di coordinare e favorire il dibattito e il processo di decisione democratica all’interno delle Assemblee e di comunicarne le decisioni all’interno e all’esterno della Rete. La loro investitura può essere revocata in qualsiasi momento attraverso voto favorevole del 60% dell’Assemblea che li ha eletti.
I Circoli e le Sezioni non hanno potere di delibera su Strategia Politica e Programma, e seguono le direttive nazionali della Rete. In caso di elezioni comunali, gli iscritti delle Sezioni e dei Circoli presenti sul territorio del Comune, eleggono i loro candidati in assemblea plenaria attraverso elezioni primarie con candidatura aperta ad ogni donna e uomo che sottoscriva i valori della Rete. I candidati non possono coprire già cariche all’interno della Rete, di organizzazioni che ne facciano parte o di Istituzioni.
3-Le Assemblee Regionali e l’Assemblea Nazionale sono formate da ogni donna e uomo residenti nel territorio che vogliano contribuire alla vita della Rete riconoscendosi nei suoi valori e sottoscrivendoli. Entrambe le assemblee decidono attraverso il voto di tutti gli iscritti, previo dibattito, sia per voto assembleare che via web, garantendo ad ogni iscritto il principio del “una testa, un voto”, oltre che quello del “una testa, una voce”, garantito anche ai non iscritti.
4-L’Assemblea Nazionale, attraverso il voto degli iscritti, decide su tutte le questioni di Strategia Politica e di Programma, ed elegge i Portavoce Nazionali (quelli generali, nel numero di tre, e quelli delle diverse aree tematiche, sempre nel numero di tre per area tematica) ed il Commissione Trasparenza e Democrazia, oltre ai candidati della Rete per elezioni Politiche ed Europee. Nessuno dei candidati ad elezioni interne o esterne può coprire già cariche all’interno della Rete, di organizzazioni che ne facciano parte o di Istituzioni. La candidatura è libera per ogni cittadina e cittadino, attraverso liste aperte. I Portavoce ed i componenti della Commissione restano in carica per un anno, e possono ricoprire le loro cariche un numero illimitato di volte. La votazione annuale degli iscritti serve a confermarli o ad incaricare nuove persone.
5- L’Assemblea Regionale elegge tre Portavoce Regionali generali ed altri tre per ogni area tematica, i quali non possono coprire già cariche all’interno della Rete, di organizzazioni che ne facciano parte o di Istituzioni. L’Assemblea Regionale elegge, attraverso il voto degli iscritti, i candidati alle elezioni regionali. Può candidarsi ogni donna e uomo che sottoscriva i valori della Rete.
6- La Rete si dota di una piattaforma digitale, o comunque di mezzi di interazione non fisica, il cui accesso è libero per chiunque, che aiuti il coordinamento e l’arricchimento dell’azione politica, del dibattito, della consultazione e della trasparenza della e nella Rete.
7- Gli eletti della Rete in qualsiasi Istituzione pubblica agiscono in contatto con i militanti, rendicontando la loro attività attraverso la piattaforma digitale, e ancorano il loro stipendio ad un totale di massimo tre volte quello di un insegnante di scuola media.
8-La Rete finanzia le sua attività attraverso un Fondo comune composto dai contributi spontanei delle cittadine e dei cittadini, oltre che da contributi di ogni partito che ne faccia parte secondo possibilità. L’azione della Rete è comune, e comuni devono esserne i mezzi.
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5 Pensieri su &Idquo;Manifesto per niente utopico di una rete della sinistra italiana

  1. Veramente bello 🙂 Mi piace molto anche l’aspetto organizzativo. In realtà esistono già dei gruppi politici che sperimentano queste cose, usando strumenti iperdemocratici (senza capi, solo portavoce al massimo, con voto in assemblee aperte e orizzontali).
    Degli esempi: Partito Pirata Italiano (http://www.partito-pirata.it), Assemblea permanente Prima le Persone (http://www.primalepersone.eu), Progetto X (http://www.progettox.it).
    Prima le Persone è un piccolo gruppo politico di persone che hanno appoggiato l’Altra Europa con Tsipras (quindi in linea anche con tutti i valori politici che lei elenca), ma che vogliono sperimentare una forma di democrazia appunto più partecipativa.
    Tutti e tre gli esempi usano liquid feedback (i pirati però da molto più tempo e hanno molte cose da insegnare). Questa è una piattaforma di grande raffinatezza, infatti permette a tutti gli iscritti:
    – di fare proposte, emendamenti e controproposte
    – votare ogni proposta concorrente e poi metterle in ordine di preferenza (“metodo Schulze”, veramente l’optimum nei sistemi di votazione in quanto a libertà del votante)
    – possibilità di delega “liquida” (delego tizio su tematiche specifiche, mi riprendo il voto quando voglio; serve per chi vuole partecipare ma non ha tempo o competenze e vuole delegare persone stimate, senza creare gerarchie rigide)

    Consiglio di fare un giro in uno di questi posti, quanto meno per fare pratica con questi strumenti 😉
    Per qualsiasi cosa sono a disposizione, basta cercarmi su facebook (Armando Pitocco)

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  2. Secondo me c’e’ troppa “roba” a sinistra, troppi partiti, troppe “sigle”, per intenderci. C’e’ assolutamente bisogno di unita’ ,convergenza in un unico soggetto politico. Ma lo scioglimento e la convergenza non devono essere fatti ” a freddo” ( se lo si vuol fare…) , si devono indire assemblee e riunioni con tanto di votazioni degli iscritti ai partiti che intendono aderire a questo lavoro comune. E presentarsi uniti, litigare fra di noi magari nelle riunioni, ma poi dopo uniti e basta, poche storie. Solo cosi si puo’ essere credibili e sperare di attirare voti. Perche’ ,senza voti , non contiamo niente , ricordiamocelo sempre. E ricordiamoci che senza forza non riusciamo ad aiutare quelli che ora sono in difficolta’.

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    • Concordo in larga parte sulle tue note. Però bisogna ringraziare GIANNELLI per il grande, qualitativamente e qiantitativamente , sforzo da lui fatto. Io penso che potrebbe essere molto utile come base di discussione. Quanto alle “assemblee e riunioni con tanto di votazioni” sono d’accordo, ma purchè siano preparate non in fretta con adeguata documentazione sia dei fatti sia delle loro diverse interpretazioni e diverse proposte. Altrimenti anche il voto (basta parlare senza concludere!) rischia di diventare un voto stupido. Mai fare in una stessa seduta la presentazione della problematica e il voto : non c’è tempo di riflettere; cio’ non significa assolutamente che si allunghino i tempi. La democrazia è una gran rompitura di coglioni e non la si puo’ liquidare in due orette, a meno che non la si voglia anche stupida.

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  3. Grazie per i bei commenti! Rispondo in ordine:

    Armando, sono molto contento del tuo commento perchè dà una piccola Inside view di mondi che conosco solo per nome o poco più. E’ palese che io qui mi ispiri anche ai valori fondativi dell’Altra Europa, quelli proprio di Prima le Persone, che in una regione come l’Emilia romagna riesce a prendere più voti di SEL alle ultime regionali semplicemente dicendo questo, appunto: “Prima le Persone”.
    A n.c.60 e Giuseppe, oltre a ringraziarli, dico che condivido ogni cosa di quello che hanno scritto, e mi piace vedere che effettivamente quello che ho buttato giù in queste settimane rispecchia il pensiero di molti militanti (e non). Si’, è proprio il caso di usare questo materiale come base per discutere.
    Se i gruppi dirigenti della sinistra oggi, ammettendo il fallimento, i facessero indietro e convocassero spazi assembleari di Unità con questa struttura come base, credo che saremmo già ampiamente oltre la metà del lavoro da fare, visto che sui temi si dicono sempre più o meno le stesse cose.

    Quindi….facciamola girare. Ho già ricevuto un feedback positivo da Simone Oggionni e spero che altri personaggi “di rilievo” a sinistra presto ci aiutino a far girare questa proposta.

    Abrazo!

    Francesco

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