La grandezza di Alexis, l’importanza di un referendum, la necessità di un NO

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di Nello BALZANO

Avevamo così tanta voglia di liberarci di Berlusconi ed avevamo ragione, che la lettera preparata dall’Europa era un dettaglio.

Si sono presi gioco di noi, della nostra incapacità di costruire una politica credibile, e con la complicità del Presidente Giorgio Napolitano e dei potentati finanziari, hanno costruito un percorso per ridurre ogni conquista sullo stato sociale, colpire i diritti dei lavoratori, di tutti i lavoratori, dall’operaio al ricercatore, dal muratore, al praticante nello studio legale.

Se ci pensiamo bene 20 anni persi a costruire un antiberlusconismo, invece di una forza di sinistra, in grado di proporre politiche serie, 20 anni a sommare partiti e partitini, scioglierli tra loro in un miscuglio dal gusto atroce; oggi siamo messi ancora peggio, perché gli avversari politici sono triplicati, l’onnipresente destra berlusconiana, la demagogia senza proposte dei cinquestestelle, ma ciò che ancor peggio un PD senza un volto, senza una prospettiva, con solo la bramosia del comando, del potere e tenere il più possibile strette le poltrone faticosamente conquistate negli anni di consociativismo con i poteri locali e nazionali.

Il popolo ellenico ha visto anch’esso momenti politici difficili, ma la sua cultura, l’aver vissuto tirannie dai loro governanti, l’aver sofferto tre anni di guerra civile dopo le tragedie della seconda guerra mondiale, ha compreso che si doveva cambiare registro, senza dover cadere nella violenza e nella xenofobia di una destra che in altri Paesi è cresciuta a dismisura. Con la calma e la saggezza che lo contraddistingue, passaggio dopo passaggio elettorale, ha costruito un Governo in grado di rappresentare gli strati sociali più deboli, per sfidare l’austerità imposta ai governi centristi e socialisti che per anni, con politiche clientelari e assistenzialiste per scambio di voto, come la nostra DC degli anni passati, hanno ridotto le risorse economiche ai minimi termini, senza riuscire a creare una prospettiva economica seria.

Ma tutto questo non deve gravare sui poveri, suo deboli, su chi per sopravvivere deve lavorare, non è politica non avere medicine per curare le più semplici malattie, non è strategia economica portare al suicidio migliaia di persone.

Syriza sta cercando di dare queste risposte: deve eliminare quelle sacche di corruzione ed evasione di privilegio, cresciute negli anni passati, non è semplice, ma è suo dovere provarci, sapendo che ha un impegno con i suoi elettori; saggia la decisione del referendum, che chiede a tutti e non solo ai suoi, se devono piegarsi alle proposte della Commissione europea e dell’FMI o NO.

Ecco perché è importante il NO, solo così può nascere una Resistenza pacifica, che lotta per un’economia al servizio delle persone e non il contrario come oggi.

Ecco l’ennesima lezione che sta dando all’Europa, non forza politica alla ricerca del consenso con tutti i mezzi, ma capacità di rappresentanza, che conosce chi e come deve tutelarlo: la sinistra italiana raccolga questo insegnamento, solo così riuscirà ad essere credibile.

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4 Pensieri su &Idquo;La grandezza di Alexis, l’importanza di un referendum, la necessità di un NO

  1. Sì, la sinistra italiana dovrebbe raccogliere davvero questo insegnamento, per essere credibile. Ma esiste ancora una sinistra a livello istituzionale? C’è tanta, tantissima gente con grandi valori, ma intorno a chi potrebbe raccogliersi?

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