Fermiamo la speculazione sulla Natura. Come? Rispettandola

18607_10205685799921424_751126520410689773_n

di Cosima DI TOMMASO

La “Xilella fastidiosa” dà fastidio a chi?
Sono cresciuta in mezzo a queste presenze possenti: gli ulivi secolari, vere presenze animiche e, sapere del loro abbattimento forzato è un dolore inenarrabile.
Questa è la dolorosa ferita!

Ma qualcosa di quasi inafferrabile, paradossalmente sta sfuggendo: la “pratica”. Tutte le piante seccano se vengono trascurate e, gli ulivi, benché secolari, non fanno eccezione.
Il punto semmai è: perché seccano.
I contadini, quelli veri lo sanno: agli ulivi questo, è sempre accaduto, parzialmente o persino del tutto. Ma poi rinascono, cioè si rigenerano.
I parassiti ci sono sempre stati, ad aggredire questa o quell’altra coltura, come per l’ulivo ovviamente.
Ma fino a quarant’anni fa quella del contadino, benché assai poco remunerata e oltremodo faticosa, era una pratica in uso, pari ad un’arte.
Il mistero primordiale preesisteva nel “patto” tra l’uomo e la pianta, che poggia sul rispetto e la cura. Il contadino ne è quindi, la chiave, il suo terapeuta, lo strumento attraverso il quale fluiscono forze di guarigione.

Se si abbandona la pianta, non la si pota, e non si cura il tronco, bruciando dal suo interno i parassiti che lo infestano, l’albero s’ammala, ma non muore un ulivo, è veramente difficile! Poi, con le cure rinasce, mette rami nuovi.
Un primo dato che balza agli occhi è proprio questo: non solo non ci sono più contadini bravi, ma scarseggiano proprio i contadini.
Questo, è un primo dato di fatto da cui partiamo.

La “Xilella fastidiosa”pare che si sia estesa sul territorio, specialmente tra Brindisi e Taranto, a macchia di leopardo e, in coincidenza con una potatura tardiva, vale a dire nei mesi caldi di maggio/luglio addirittura, quando cioè la pianta è in piena vegetazione. Ricevere un’intima aggressione in questa fase, è più probabile. Gli ulivi invece si potano notoriamente entro gennaio/febbraio, ovvero, quando la pianta è in letargo.

La manodopera e la lavorazione hanno dei costi elevati, mentre il prezzo sul mercato è troppo basso: proprio non ce la fa a reggere la concorrenza con la Spagna e la Tunisia, per esempio.
In Puglia la UE ha rimosso gli incentivi alla effettiva produzione.
Ciò significa che se le olive non si raccolgono e gli alberi non si curano, i soldi dalla UE arrivano ugualmente, cioè il minimo indispensabile.
A vantaggio di chi?

Nello splendido saggio di Naomi Klein, del 2007, Shock Economy è messo ben in risalto il concetto secondo cui gli innumerevoli disastri naturali, le crisi economiche, le guerre siano per certo, la fucina degli sciacalli della nuova finanza.
In questi casi alle popolazioni turbate e non di rado, paralizzate dagli accadimenti, è stata propinata una “cura” economica estrema.

Abbattere un albero, specialmente se d’ulivo, è come uccidere un uomo: “complimenti dottore, la cura è riuscita, ma il paziente è morto”. Gli ulivi pugliesi sono patrimonio Unesco, patrimonio dell’Umanità!

La “cura” finora attuata ahimé, ha una mente perversa, voluta da beceri interessi capitalistici, gli stessi che hanno via via sottratto ai cittadini il welfare state, i diritti conquistati a suon di Resistenza ed onestà intellettuale, cedendo invece i beni dello Stato a entità spesso straniere.
I recenti governi si sono resi complici di politiche mortifere e dissennate e hanno aperto le porte alle liberalizzazioni, alle privatizzazioni, alle svendite.

Ebbene, la riflessione sorge spontanea: visto che i tagli al welfare state e le liberalizzazioni dei salari sono stati effettuati sempre senza il consenso popolare (vedi Jobs act ecc.), approfittando di uno shock causato da un evento contingente – non lo escludiamo affatto – provocato ad hoc per questo scopo,possiamo chiederci legittimamente, se questo scempio, sia stato generato dalle incapacità politiche o da cause esterne?

Questo riguarda il welfare, ma anche tutte le politiche. Agricole e industriali.

L’utilizzo di pesticidi anche vietati hanno spudoratamente generato una maggiore presenza di sintomi da disseccamento nei terreni che utilizzano in maniera imponente i disseccanti (in particolare il Roundup della Monsanto contenente glifosate) e i fungicidi (tra l’altro vietati) rispetto agli uliveti a conduzione biologica, questi ultimi dal canto loro, mostrano lievissimi attacchi o sintomi da CDRO, che potrebbero essere imputati a cause ordinarie.
Il punto di riflessione è: qual è il giro di affari dei semi in Puglia, della multinazionale Monsanto?
La Monsanto domina il mercato mondiale delle sementi geneticamente modificate, vende persino i semi di tutti i pomodori prodotti in Puglia e la Puglia è prima produttrice in Europa di pomodori da industria.
Questo vuol dire che in Europa è praticamente impossibile mangiare salsa di pomodoro che non sia derivata da originata dai pomodori ogm Monsanto e, nei suoi laboratori vengono impiegati poderosi investimenti, per la selezione di nuove sementi geneticamente modificate e rese resistenti alla “xylella”.
Guarda caso, la Alellyx , anagramma di “xylella”: pare che sia la società di Monsanto che si occupa proprio di scoprire nuovi semi e nuove varietà di piante resistenti alla “xylella”.

Ma allora, per gli interessi della multinazionale Monsanto la Puglia è strategicamente vantaggiosa e, attraverso la sua partecipata Alellyx, Monsanto seleziona e immette sul mercato mondiale varietà di semi e piante immuni alla “xylella”.
Ed ecco il cappio al collo: la dichiarazione dello stato di emergenza da “xylella” non può che giovare alla Monsanto, che in Puglia ha grandi interessi.
Questo potrebbe aprire la strada alla commercializzazione di nuove varietà di piante “xylella”-immuni, come per esempio, nuove varietà di vite, anch’essa attaccabile dalla “xylella”.

Chi lo sa? Chi può saperlo? Gli scenari da girone dantesco, potrebbero essere tanti, non ultima, l’emergenza della “xylella”, potrebbe essere l’uncino per traghettare politiche europee aggressive e più permissive verso gli organismi geneticamente modificati.

Ma questo è terrorismo dalle armi bieche ed oscure, perpetrato a danno e a detrimento della millenaria cultura mediterranea!
Ciò che mi colpisce veramente, è che i nuovi germogli rispuntano, a dispetto di tutto, avvisando di una ri-vegetazione senza peraltro presentare, segni di nuove bruciature o disseccamento dei rami, come se essi stessero comunicando all’uomo per dire – di fatto – che in questo modo gli ulivi, stanno partecipando all’opera sacrificale per l’evoluzione dell’umanità.
Il mistero della ferita, in fondo, è tutto qui: fiducia nella possibilità che la vita sia in grado di autorigenerarsi, sempre, ovunque e comunque per conseguire la vittoria su forze oscure di morte, nonostante tutto.
La ferita mette sempre in moto, forze insospettabili e, proprio in quel luogo, accade che muova potente, il rafforzamento del processo difensivo.

 

(foto di Gabriele Bastianutti)

Annunci

4 Pensieri su &Idquo;Fermiamo la speculazione sulla Natura. Come? Rispettandola

  1. Sante parole, mia cara, ma l’unico rispetto che l’uomo ha è per il dio denaro, ha lui si è ginoflesso…sono dalla tua parte, ma mi sento svilita e senza speranza, spero che la natura si riprenda da sola, ciò che l’uomo ha voluto usurpare. Un caro saluto, Giusy

    Mi piace

  2. Gentilissima Cosima,
    questi sì sono comportamenti contro natura. !!!.
    Sono di Udine ma mi si stringe il cuore quando vedo quegli ulivi abbattuti ! Occorre una sinistra non prona ai dettati europei.

    Mi piace

    • Grazie Giuseppe per la tua vicinanza umano-intellettuale. Una “sinistra non prona ai dettati europei” appunto – come tu affermi, parte dal nostro individuale “sentire” e fare resistenza: Noi Guardiani di Alberi (ulivi e non solo)!

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...