Lettera a un rivoluzionario

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di Antonino ROSETO in Il Teatro degli Indecenti, Politica&Ideali

Il rivoluzionario crede nell’uomo, negli esseri umani. Chi non crede nell’essere umano non è un rivoluzionario’. Non smettere mai di credere nell’uomo, anche e soprattutto quando è più difficile. Non smettere mai di schierarti dalla parte degli ultimi, dei vinti, dei deboli. Te li presenteranno come il nemico da combattere. Da loro, vorranno dividerti. Loro non hanno voce. Sono in grado solo di sussurrare. Sussurra con loro, e avrete la forza del vento.

Non smettere mai di credere in una società più giusta. Perché i drogati, le prostitute e tutti gli invisibili della nostra società, ‘anche se non sono gigli, son pur sempre figli, vittime di questo mondo’. Non giudicare, ma non giustificare nemmeno a prescindere. Accogli i tuoi fratelli, la cui povertà rende meno giusto il nostro benessere. Ti diranno che sei un buonista e un ipocrita. Tu rispondi che è questo il mondo che vuoi cambiare, quello in cui l’odio è la normalità e la solidarietà è considerata buonismo.

Non smettere mai di indignarti di fronte alle ingiustizie. Di fronte a un imprenditore che guadagna mille volte di più di un operaio. Di fronte a una politica che apre la scuola pubblica ai privati, che tace quando vengono cancellati i diritti dei lavoratori o quando un’azienda, che è stata aiutata dallo Stato, sposta la sua sede fiscale all’estero.  Di fronte alla distruzione dello stato sociale. Di fronte a orari di lavoro massacranti, un ricatto che i lavoratori sono costretti ad accettare per poter mettere un piatto a tavola tutti i giorni. Indìgnati, quando ti diranno che tutto questo ‘lo richiede il mercato’. Perché il mercato l’abbiamo creato noi, e noi possiamo cambiarlo. Perché varrà sempre di più la vita di un uomo che un indice di borsa.

Non smettere mai di credere nei tuoi ideali. Non tradirli, sono la cosa più intima che hai. Proteggili, cercheranno di farti credere che sono sbagliati. Non cambiarli secondo le necessità. Essi sono i guardrail della tua strada. Nella vita sbanderai, ma loro sono li, a ricordarti cosa, per te, è giusto. A insegnarti, ogni volta di più, a non sbandare e a camminare dritto.

Non smettere mai di appendere il poster di Che Guevara o del Quarto Stato in camera tua. Ma solo se sai cosa rappresentano. Il mondo non si cambia in un giorno. Ma tu, in un giorno, puoi cambiare il tuo mondo e quello delle persone accanto a te. Cercheranno sempre di farti credere che non puoi fare niente, che è cosi che vanno le cose. Tu esci tra la gente, e, quelle ‘cose’, inizia a cambiarle. Nel tuo piccolo. Nella tua città o nel tuo paese. Che si tratti di affiggere un manifesto di protesta o ascoltare i problemi di un quartiere in difficoltà. Liberati dalle catene che questa società cerca di mettere ai tuoi pensieri. Da qui, parte la vera rivoluzione.

‘Dicono che noi rivoluzionari siamo romantici’. È vero. Guarda in alto. Lo stiamo facendo in tanti in questo momento. Non sei solo.

 

(Pubblicato in Qualcosa di Sinistra)

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