Il Grande Fratello vuole ricattare la Grecia. Ma Tsipras cambia canale (e la legge sulle TV)

Alexis Tsipras, Nikos Pappas, Gabriel Sakellaridis,

di Argiris PANAGOUPOLOS

I grandi baroni dei mezzi di informazione hanno reagito alla proposta di legge che cerca di mettere fine all’etere selvaggio, corrotto e compiacente ai poteri forti minacciando migliaia di licenziamenti nel settore radiotelevisivo. Pensano che così metteranno i lavoratori del settore contro il governo, che secondo loro pone in pericolo il loro business perché pretende che sia arrivata l’ora, dopo 25 anni, che le radiotelevisioni private paghino per l’uso delle frequenze e poiché la legge proposta pone regole del funzionamento del settore garantendo il bene pubblico dell’informazione, il pluralismo, la qualità dei programmi e naturalmente la sopravvivenza delle società del settore con i loro conti trasparenti e alla luce del sole.

Una legge che può “costare” ai banchieri, armatori, costruttori e faccendieri che hanno la proprietà dei canali fino a 300 milioni.

Da parte loro i baroni minacciano che è meglio chiudere le società piuttosto che… garantire la trasparenza e utilizzano i lavoratori del settore come scudo sacrificale per costringere il ministro Nikos Pappas di ritirare almeno gli articoli più importanti dalla proposta di legge.

I baroni dei mezzi di informazione hanno cominciato con il licenziamento collettivo di 30 tecnici nel canale Ant1, la diminuzione dei stipendi del 50% nella radio di Alpha e l’interruzione del segnale del canale economico finanziario SBC dall’unica società privata che gestisce la rete dei segnali televisivi, che in pratica ha lasciato a casa le decine di persone che lavorano nel canale. Nello stesso momento il giornale conservatore “Eleutheros Typos”  ha chiuso senza nemmeno un preavviso la sezione sportiva lasciando a casa altre venti persone.

I grandi proprietari del settore media privato, che controllano anche i maggiori giornali, minacciano in pratica una massa di licenziamenti che possono arrivare alle quasi 2400 persone che avevano licenziato Samaras e Venizelos quando avevano chiuso la televisione pubblica ERT.

Il ministro che ha preparato il disegno di legge Nikos Pappas e il ministro di Lavoro Giorgos Katrougalos hanno avvertito che i proprietari delle radiotelevisioni private utilizzano la minaccia di licenziamenti collettivi per usare i lavoratori come scudo di protezione contro la nuova legge che vuole la regolamentazione e la legalità del sistema radiotelevisivo dopo almeno 25 anni che funziona senza l’applicazione di nessuna legge!

Pappas ha lasciato un monito ai proprietari dei grandi mezzi di informazione digitale, banchieri, costruttori, armatori, finanzieri e faccendieri, che la nuova legge sarà applicata completamente. Katrougalos da parte sua ha rassicurato i lavoratori che le autorità di controllo del ministero del Lavoro garantiranno la legalità e i contratti collettivi di lavoro per proteggere i lavoratori dai ricatti e le minacce dai proprietari dei media.

I sindacati di ESHEA e EPHEA, dei giornalisti e dei tecnici, avevano proclamato subito uno sciopero di 6 ore ad Ant1 e antena.gr per il venerdì 31 luglio contro il licenziamento collettivo di 30 tecnici. Nello stesso momento pero la società che gestisce la rete di frequenze Digea ha deciso di interrompere il segnale del canale di informazione economico-finanziaria SBC le prime ore di sabato 1 agosto.

I lavoratori hanno denunciato il fatto che una società privata decide di “spegnere” di fatto una televisione utilizzando come strumento le frequenze, che sono un bene comune e appartengono al settore pubblico. E tutto nel momento che si è aperto il dibattito politico in parlamento e nella società per la regolamentazione del settore. I lavoratori hanno denunciato inoltre che l’autorità d controllo delle frequenze aveva avvertito la Digeo di non interrompere il segnale della SBC.

L’assemblea dei lavoratori della SBC ha chiesto dal governo di votare la legge presentata al Parlamento che riguarda le licenze per le frequenze, di far funzionare il prima possibile la filiale della nuova ERT che garantirà le reti come servizio pubblico e di nominare una nuova e legale autorità di controllo del settore ESR. Inoltre i lavoratori della SBC hanno chiesto dai magistrati di indagare sugli azionisti dei mezzi di informazione, perché tra di loro ci sono persone ricercate, di controllare perché in diverse società il principale azionista è indagato e si sono impegnati a raccogliere prove contro i baroni dei media per l’agenzia europea che combatte il crimine economico OLAF.
La radio di Alpha ha licenziato un tecnico, ma nello stesso momento ha tagliato di 50% lo stipendio a tutti gli altri tecnici! I lavoratori hanno rifiutato di firmare i licenziamenti, mentre i sindacati dei tecnici ETITA e dei giornalisti ESHEA hanno proclamato scioperi.

Secondo il comunicato del Comitato centrale di Syriza “nel momento che i proprietari delle stazioni radiotelevisive rifiutano di pagare i loro debiti allo stato greco… continuano a coltivare contro i loro lavoratori una clima di autoritarismo e violazione dei elementari diritti di lavoro… I proprietari dei mezzi di informazione privati devono capire che non si trovano in uno stato di immunità e che la loro “privilegiata” relazione con il potere esecutivo ha auto fine il 26 gennaio”. Anche il KKE ha emesso un duro comunicato contro i baroni dei media chiedendo la mobilitazione dei lavoratori del settore.

Il governo ha reagito affiancando le 4000 persone licenziate da 62 aziende, principalmente dal settore dei media e da due catene di abbigliamento, ad un programma di sostegno economico in collaborazione con il ministero del Lavoro per affrontare il disagio sociale e evitare il pericolo della marginalizzazione dei licenziati.
La nuova legge pretende assegnare le frequenze digitali nazionali e territoriali attraverso un concorso pubblico e senza esclusioni, garantire la legalità nel settore, il pluralismo, l’obbiettiva e trasparente trasmissione di informazione e notizie, il rafforzamento del carattere sociale della televisione e il rafforzamento dello sviluppo culturale del paese con il rispetto dei valori dell’uomo e dei cittadini come si prevede dalla Costituzione greca rispettando le elementari regole democratiche.

Molto sorprendente è l’indagine di Bridging Europe che mostra che quasi 7 greci su 10 non si fidano dei grandi canali privati di televisione, mentre altrettanti sono d’accordo con la proposta di legge del governo per far pagare le TV private per l’uso delle frequenze.
Il 69% dei greci non si fida per la informazione che gli offrono i grandi canali di televisione per quando riguarda la copertura della politica interna e la crisi nell’eurozona, mentre solo il 18% si mostra fiducioso.

Il 72% dei greci sostiene il tentativo del governo di mettere ordine nel sistema radiotelevisivo e far pagare ai proprietari delle stazioni radiotelevisive per le frequenze e controllare se si tratta di aziende sane, mentre il 18% si mostra contrario.

L’85% sostiene che i mezzi di informazione indebitati devono pagare i loro debiti e solo il 13% preferisce che falliscano.
Secondo la indagine i greci hanno la peggior opinione per il canale Mega, che praticamente con Sky rappresentano i portavoce dei poteri forti in Grecia, visto che l’79% ha un’opinione negativa e solo il 15% positiva. Non a caso di pari passo segue Sky, con 76% non opinione negativa e 13% positiva, Ant1 con 67% e 16%, Macedonia TV con 60% e 29% e Alpha con 53% e 38%, mentre per Star le opinioni sono più equilibrate con 39% negativo e 36% positivo.

L’indagine sulla credibilità dei grandi canali televisivi greci la dice molto lunga anche sulle vittorie elettorali di Syriza del 2012, 2015 e del referendum dove il partito della sinistra radicale aveva tutte le radiotelevisioni e i grandi giornali contro!
Si nota anche che i giudici hanno bussato alla porta del ex direttore di ERT nel periodo di Nuova Democrazia e i dirigenti della radio del Comune di Atene 9,84, cercando di trovare dove sono finiti almeno 35 milioni di euro.

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3 Pensieri su &Idquo;Il Grande Fratello vuole ricattare la Grecia. Ma Tsipras cambia canale (e la legge sulle TV)

  1. Grazie Argirs di informarci su temi importanti e spesso fondamentali per la democrazia, e in particolar modo di un Paese come la Grecia di cui i media embedded ci parlano sono con la “voce del padrone”!

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