Sapessi, non è strano. Amare, a Ferragosto, Milano.

sfogliatella

di Vincenzo G. PALIOTTI

15 Agosto. Mentre molti  sono al mare, in montagna o comunque in luoghi di vacanza, io, per mia precisa scelta, sono a casa a Milano. Non sono per questo triste o dispiaciuto: Milano, d’Agosto, è da vivere, ti offre la possibilità di girarla in breve senza problemi di traffico e le aree del centro ti ricordano i luoghi di villeggiatura perché brulicano di gente, locale ma anche di turisti, e l’Expo non c’entra perché è da quando mi sono trasferito, il 1978, che Milano offre questo spettacolo.

E non è vero che è tutto chiuso, comunque trovi qualcosa di aperto che ti consente di riparare a dimenticanze della settimana. Per quelli che poi si vogliono spostare ci sono i centri commerciali a pochi chilometri che offrono proprio tutto, ma io li evito accuratamente perché voglio godermi la città. Ormai di queste cose non potrei più fare a meno, anche se poi porto con me la mia “napolitudine”, le mie radici ben piantate all’ombra del Vesuvio, le canzoni di Peppino di Capri, di Fausto Cigliano, le commedie di Eduardo, Totò, Peppino, Salvatore Di Giacomo, Giuseppe Marotta e il mio Napoli. E queste cose, parlando tra persone “normali”, di cuore come diciamo noi, ho trovato che possono benissimo convivere con i Carlo Porta, i Parini, i Pietro Verri, gli Strelher, i Giovanni D’Anzi, Jannacci, Gaber, Dario Fo, che se si fossero conosciuti tra di loro si sarebbero di certo apprezzati reciprocamente perché l’arte, la cultura uniscono, affratellano.

Ho scritto questo per evidenziare il contrasto che invece si evince ogni qualvolta leggo di manifestazioni di becero razzismo contro la mia città, la mia gente da chi si sente superiore perché vive qui al nord dove il reddito medio è certamente superiore a quello del sud. Ma questo non è certo un merito che si possono attribuire i vari Salvini e i leghisti, ed è qui che volevo arrivare.

Il merito è di tutti, anche di coloro che arrivando a Milano con la speranza, sì Salvini sottolineo la speranza, di vivere hanno dato il proprio meglio per crearsi una posizione economicamente e socialmente rispettabile e di riflesso hanno contribuito allo sviluppo della città e del nord. Oggi contribuiscono a tutto questo anche gli stranieri che si sono inseriti nel tessuto sociale, che lo voglia o no Salvini questa è la realtà. Lui, poi, ono dovrebbe proprio parlare: che con la sua inattività perenne è solo un “costo” per lo Stato ed oggi che è in politica quel costo è salito vertiginosamente, ed immeritatamente aggiungo io.

Io volevo scrivere a Salvini, ma poi ho pensato che fosse inutile visto il livello di ricezione di questo individuo. Avrei voluto dirgli di aprire gli orizzonti, anche per dare un “servizio” migliore ai suoi fans, ai suoi elettori che però dimostrano di essere della stessa pasta, perché a loro basta sapere che c’è qualcuno che combatte contro gli stranieri, contro il loro inserimento, contro il loro arrivo nel nostro Paese. Avere un nemico: tralasciando cose che sono ancora più “decisive” per la vita del Paese: la lotta alla corruzione, alla criminalità organizzata, all’evasione fiscale. Poi, rileggendo le cronache giudiziarie mi rendo conto che tutto questo per loro è normalità, basti pensare alle collusioni con la ‘ndrangheta di alcuni assessori regionali della passata legislatura. Per quanto riguarda i “clandestini”, come li chiama lui, basta ricordarsi di un certo Prosperini, che si faceva ritrarre nel manifesto elettorale vestito da crociato, finito in galera per sporchi traffici d’armi, vendute proprio nei paesi dove scappano i “clandestini”.

Senza contare tutte le porcherie venute fuori nella scorsa legislatura per l’utilizzo dei fondi, pubblici, del partito a beneficio di Bossi, padre e figlio, e di altri funzionari della lega. Evito di soffermarmi sui cori beceri negli stadi all’arrivo del Napoli, quelli confermano solo che a loro basta quanto Salvini offre loro.

Rileggendo quanto ho scritto si può evincere quanto contrasto ci sia tra le persone come me, e come tanti altri come me, e gente come Salvini e come questi vivano in un mondo che mi permetto di definire sbagliato, un mondo che se fosse per loro resterebbe chiuso. Sempre più povero di tutto, quindi.

E’ giusto però specificare che non tutti qui al nord, e a Milano in particolare, la pensano così. Non tutti hanno le bende dell’odio razziale sugli occhi. Milano è considerata una città europea, e lo è. Per il lavoro, per la cultura e la storia e non è un pugno di imbecilli che può screditarne il valore.

Posso testimoniare la grassa risata che si sono fatti i milanesi quando Salvini propose posti riservati agli stranieri sulle linee della Metro.

Queste mie riflessioni si possono considerare tra un attestato di riconoscenza per una città ed un popolo che mi hanno dato la possibilità di vivere bene, ed il concetto che quel 1861, anno dell’Unità d’Italia, non deve essere dimenticato e vilipeso continuamente da insulti beceri e considerazioni da sottosviluppati.

Ricordo, per chiudere, la risposta che Massimo Troisi diede ai tifosi dell’Inter quando il Napoli stava vincendo il suo primo scudetto nel calcio e questi esposero un cartello che diceva: “Benvenuti ai campioni del nord Africa”. Massimo replicò: “Meglio essere campioni del nord Africa che scrivere frasi da Sudafrica”.

Buon ferragosto a tutti, questa frase mi ricorda sempre Totò che a Studio Uno la rivolse al pubblico, eravamo in pieno Dicembre.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...