Unità Popolare. Una presentazione: cosa vuole per la Grecia

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[traduzione dell’articolo del 21 Agosto 2015 di  “Introducing Popular Unity]

Questa mattina presto, venticinque deputati di Syriza hanno lasciato il gruppo parlamentare del partito per creare un nuovo gruppo con il nome di “Unità Popolare.” La maggior parte di questi parlamentari sono membri della piattaforma di sinistra, ma anche alcuni altri si sono uniti come Vangelis Diamantopoulos e Rachel Makri, stretta collaboratrice di Zoe Kostantopoulou.

Si tratta di uno sviluppo importante nella politica greca, ma anche per la sinistra radicale, in Grecia e a livello internazionale.

Tre cose devono essere sottolineate.

La prima è che “Unità Popolare” è il nome del nuovo fronte politico, che consiste nel riorganizzazione di tredici gruppi della sinistra radicale – coloro che hanno firmato il testo emesso il 13 agosto chiedendo la costituzione del Fronte del No. Questo elemento è quindi il primo risultato tangibile di una ricomposizione all’interno della sinistra radicale greca – ricomposizione che acquisisce le lezioni degli ultimi cinque anni e, naturalmente, l’esperienza di Syriza in carica e della catastrofe risultante.

Ma l’obiettivo del fronte è ancora più ampio. E’ quello di fornire un’espressione di forze sociali che non necessariamente si riconoscono come parte della sinistra, ma vogliono combattere l’austerità, il memorandum, e la “la legge troika reloaded” del nuovo memorandum.

La seconda è che l’obiettivo del fronte è quello di costituire l’espressione politica del “no” come è stato espresso sia nelle elezioni di gennaio che nel referendum del 5 luglio.

Le principali linee programmatiche sono la rottura con l’austerità e il memorandum, il rifiuto di ogni privatizzazione, e la nazionalizzazione sotto il controllo sociale dei settori strategici dell’economia (a partire dal sistema bancario), la cancellazione della maggior parte del debito greco (iniziando con l’interruzione immediata del suo rimborso), e, più in generale, una serie di misure radicali in grado di spostare l’equilibrio delle forze a favore del lavoro e delle classi popolari e di aprire un percorso per la ricostruzione progressiva del paese, della sua economia e delle sue istituzioni.

Come il recente disastro ha abbondantemente dimostrato, questi obiettivi non possono essere realizzati senza uscire dalla zona euro e con la rottura con l’intera serie di politiche istituzionalizzate da parte dell’Unione europea. Il fronte saprà anche combattere per una lotta internazionalista unitaria su obiettivi comuni a livello europeo e internazionale, e supporterà l’uscita della Nato, rompendo gli accordi esistenti tra la Grecia e Israele, così come si oppone radicalmente alle guerre e agli interventi imperialisti. Questo programma di cambiamento si concretizza nel punto di vista di un socialismo del ventunesimo secolo.

La terza è che questo nuovo gruppo parlamentare è oggi il terzo più grande gruppo nel Parlamento greco,  avanti Alba Dorata, il partito neonazista. Ciò significa che nei prossimi giorni il suo leader, Panagiotis Lafazanis, avrà il mandato di costituire un governo che durerà per tre giorni, come la prevede la costituzione prevede.

Dopo le dimissioni del governo Tsipras, questo mandato è ora nelle mani del secondo partito in parlamento, Nuova Democrazia, il principale partito di destra di opposizione. Questo lasso di tempo sarà utilizzato da Unità popolare per innescare un ampio dibattito e la mobilitazione di tutte le forze sociali che vogliono lottare contro l’austerità e il memorandum, il precedente e il nuovo.

Il programma del partito e l’intera gamma del suo sostegno tra i principali personaggi della sinistra greca, che dovrebbe essere abbastanza impressionante, sarà rilasciato all’inizio della prossima settimana.

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Un pensiero su &Idquo;Unità Popolare. Una presentazione: cosa vuole per la Grecia

  1. Nell’articolo si professano certezze…. o speranze?
    La Grecia è:
    – isolata
    – priva di margini di manovra
    – ricattabile
    La deludente fine della breve stagione Tsipras non mette in evidenza un suo tradimento, ma la semplice evidenza dei tre punti qui sopra elencati.
    Al tavolo della trattativa la Grecia non è stata ascoltata. I criteri da lei messi in discussione non sono stati presi in considerazione.
    La troika ed i suoi sicari del “governo” europeo, si sono messi seduti comodamente, hanno tenuto i rubinetti ben chiusi ed hanno atteso che il peso del loro potere contrattuale divenisse evidente,
    Il Fronte Popolare ritiene di poter fare di meglio? Mi piacerebbe, ma non lo credo, non se la Grecia continuerà a non poter contare sull’aiuto di nessuno.
    Uscire dall’Euro? L’Euro si è rivelato un pessimo affare e molti vorrebbero uscirsene, ma chissà perché nessuno lo ha ancora fatto.
    Se la Grecia ci provasse si ritroverebbe con una Dracma non migliore dei Marchi tedeschi della Repubblica di Weimar e anche i greci, come i tedeschi degli anni ’20, si ritroverebbero con borsellini grandi come zaini alpini, solo per comprare un filone di pane.
    O qualcuno crede veramente che i poteri economici transnazionali e la cosca della speculazione finanziaria lascerebbero correre senza alcun intervento?

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