Acqua di Lourdes

cappio

di Manuela PASQUARELLI

C’è un giorno in cui si muore. Non sempre coincidente col giorno in cui si ferma il cuore.
Capita che sia un giorno qualunque, un giorno apparentemente come un altro, ma poi tutto è solo un sopravvivere. A testa bassa, cuore stretto in una morsa ed occhi spenti.

Profondo e sordo e tormentoso il male che spezza respiro e gambe. E giorno dopo giorno e le notti divorano la forza di andare avanti. La voglia di vivere.

Se il giovane disoccupato fa pena (ma mi sorprendo ad incitarlo: “fuggi da questo insano paese”), l’ultra-quarantenne-cinquantenne esodato o licenziato perché l’azienda ristruttura o cede una sua parte e lui, che sembrava sano e forte, LUI si sente respinto perché VECCHIO e si ritrova “a spasso”, perché l’azienda punta sui giovani (meglio manovrabili?)… beh, LUI ti strazia d’impotenza!

Cosa vuoi che gli freghi all’azienda di tutta la sua esperienza e delle sue indubbie capacità? Una ceppa gliene frega all’azienda!
Quando non è direttamente il capo dell’azienda a soccombere alle regole sregolate e disumane…

E di tutti quei DEBOLI sfruttati e schiavizzati, d’ogni colore e religione e latitudine, ne vogliamo parlare?
E dell’IGNORANZA che ottunde e livella al basso più basso?

C’è chi s’ammala davvero d’un male “organico”. Il corpo dice la sua. E la dice forte e chiara. Ed è sofferenza tutta. Interrogandoli puoi anche scoprire il giorno esatto e quasi pure l’ora in cui il cuore, per inerzia, ha continuato a battere mentre la vita, nel senso della GIOIA di VIVERE, li abbandonava.

Sono i casi più difficili. E sembrano in crescita esponenziale. O sono io più sensibile ai segni che tocco ormai quotidianamente con mano?
In questa torrida estate, da poco rinfrescata, pochi i “ritorni” per controlli, pochissimi. Ogni giorno quasi tutti “nuovi casi” o “tutti, proprio TUTTI nuovi casi”!!
E trattandosi di visite specialistiche pneumologiche… ad ognuno di noi è stranoto come l’estate sia il periodo di massima morbilità, nevvero? Che facile ironia questa mia.

Ed in autunno-inverno, con la caduta delle foglie ed i polmoni-bersaglio, cosa accadrà? E la prossima primavera coi pollini in picchiata, al passo di carica con le ignobili riforme gaglioffiane del Presidente del Consiglio?

Sala d’attesa strapiena di nuovi casi, più o meno reali, più o meno mascherati da malattia “respiratoria”.

E ti credo che gli manca l’aria!

Sono i casi più difficili ed io sono sprovvista di farmaco magico.
E, come non bastasse, stanno facendo a pezzi la “Sanità” intorno a noi…
Li cureremo con l’acqua di Lourdes.

 

(immagine dal web)

 

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