Le uniche ruspe che servono: quelle per eliminare l’abusivismo che deturpa il nostro paese!


di Luca SOLDI

Ci sono voluti diciassette anni per mettere in pratica le disposizioni di una sentenza del 1998. Per buttare giù un muretto alto 90 centimetri.

Era da quell’anno che i giudici di Agrigento avevano deliberato di mettere mano, per ristabilire la la dignità e la presenza dello Stato nella Valle dei Templi. In quello ch’è definito come uno dei luoghi al mondo di più grande valore storico ed artistico. In quello che tutto il mondo ha riconosciuto, attraverso l’Unesco, come patrimonio dell’umanità.

In quella valle, unica al mondo, nella quale, per ben 650 volte, era stato disatteso il rispetto di quella “bellezza” italiana che riempie tanto la bocca per poi essere dimenticata presto. Lo era stato fatto impunemente con 650 costruzioni abusive fra case, ville, palazzi e manufatti vari sorti dal niente all’improvviso, fra disattenzioni interessate e complicità vergognose.

Adesso lo Stato, torna a riappropriarsi del suo territorio, dei suoi beni che sono beni di tutti. Cominciando a far sentire le sua presenza, iniziando a muovere le ruspe per abbattere lo scempio. Dopo diciassette anni però la giusta e dura mano della legge è arrivata a colpire un misero muretto alto poco meno di un metro e che non arriva a 20 metri di lunghezza.

E nonostante si trattasse di un manufatto di quelli meno invasivi e importanti, la demolizione non e’ stata per niente facile. I proprietari hanno fatto il possibile per impedirlo, anche tramite i loro legali che sono riusciti a far sospendere l’esecuzione della disposizione per qualche altra ora. Le forze dell’ordine hanno dovuto presidiare la zona, le ruspe ed il muretto fino a quando non e’ arrivata l’ennesima certezza della legalità dell’azione: individuata nella sentenza (la 517/1995) che determinava l’abbattimento del muretto e il provvedimento di esecuzione del lontano 1998, notificato al suo proprietario, il cui recentissimo ricorso non è stato accolto.

Alla fine i lavori sono stati completati malgrado gli stessi proprietari, a più riprese abbiano cercato di fermare nuovamente le ruspe. Va ricordato che la procura di Agrigento aveva raccomandato un intervento celere da parte del comune, già nel mese di giugno.

Arrivando a minacciare di procedere per abuso di ufficio ed omissione di atti di ufficio a carico dei responsabili dei responsabili degli enti competenti che avessero impedito il ripristino della legalità nel sito del parco archeologico della valle dei Templi.

Adesso rimangono altri 649 edifici fuori dalla legge che praticamente sarebbero da abbattere. Di questo passo saranno altre le generazioni a poter godere appieno di quella “bellezza”.

 

(immagine dal web)

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