Il discorso di Zoi Konstantopoulou all’ONU. Sostenete la democrazia greca contro la dittatura del debito

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[Il discorso tenuto all’ONU di Zoi Konstantopoulou, Presidente del disciolto Parlamento greco, adel 2 Settembre 2015. Traduzione da Mediapart.fr]

“Il debito sovrano è attualmente utilizzato contro il popolo greco e il Parlamento greco per indebolire la democrazia”.

Signore e signori, membri dei parlamenti di tutto il mondo, in occasione del 70° anniversario delle Nazioni Unite, che ricorda anche i 70 anni dalla fine della seconda guerra mondiale, nella 4^ Conferenza mondiale dei presidenti dei Parlamenti la quale colloca la democrazia al servizio della pace, lo sviluppo sostenibile e la costruzione di un mondo come la sua popolazione lo desidera, mi rivolgo a voi e sono tra voi, in qualità di Presidente del Parlamento ellenico recentemente sciolto per rivolgervi un appello alla solidarietà per il popolo greco e per la Grecia, la terra in cui è nata la democrazia e dove questa viene brutalmente aggredita e violentata oggi.

La Grecia e la sua popolazione sono le vittime, da cinque anni,  di politiche che presumono una soluzione duratura al debito incombente del paese e una via d’uscita dalla crisi economica, le politiche contenute in accordi chiamati “memorandum – Protocolli d’Intesa [MoU]”, stipulati dal governo greco e un trio di istituzioni internazionali, in particolare il Fondo monetario internazionale, la Commissione europea e la Banca centrale europea, note come la Troika, che agisce a titolo dei creditori della Grecia, che hanno dato come risultato gravi violazioni dei diritti umani, dei diritti sociali, in particolare delle libertà fondamentali e dello stesso stato di diritto.

Ciò che è stato pubblicizzato come un accordo di salvataggio ha avuto come effetti la povertà, la disoccupazione a livelli che non si sono mai visti in precedenza, il 72% tra le giovani e il 60% tra i giovani, centinaia di migliaia di giovani spinti verso l’emigrazione, l’aumento esplosivo di suicidi, l’emarginazione dei giovani, gli anziani, i deboli, i migranti, i rifugiati, con la metà dei bambini del paese che vivono al di sotto della soglia di povertà, una situazione che rappresenta una crisi umanitaria, documentata nei rapporti e nelle dichiarazioni di esperti indipendenti delle Nazioni Unite in materia di debito e di diritti umani, nonché in una serie di sentenze e di rapporti.

Il 25 gennaio 2015, dal quale sono trascorsi sette mesi, il popolo greco, attraverso una scheda elettorale nazionale, ha dato al governo e al Parlamento un mandato chiaro e chiaro: sbarazzarsi di queste politiche omicide.

I negoziati iniziarono, si formò una una speciale commissione parlamentare, chiamata la Commissione della verità sul debito pubblico, con la missione di effettuare una verifica e una valutazione giuridica del debito greco.

Questa commissione ha prodotto un rapporto preliminare nel mese di giugno. La relazione ha rilevato che il debito sovrano dello Stato è illegale, illegittimo, odioso e insostenibile. Ha stabilito che il debito sovrano è stato contratto in seguito a delle procedure che sono in flagrante violazione del diritto costituzionale, giustificando così la risoluzione del debito.

Ha stabilito che i creditori avevano agito deliberatamente in malafede per far pesare sulla Grecia l’onere di prestiti insostenibili per salvare le banche private francesi, tedesche e greche. Nonostante queste conclusioni, i creditori della Grecia hanno richiesto che il mandato elettorale del popolo fosse completamente annullato.

Il 25 giugno, il governo greco è stato posto davanti a un ultimatum di 48 ore, chiedendogli di accettare, in contrasto con il mandato popolare, una serie di misure di smantellamento del diritto del lavoro, di abolizione delle garanzie di sicurezza sociale e della tutela giuridica dei cittadini indebitati e che si debba ricorrere, allo stesso tempo, alla svendita dei beni e delle aziende pubbliche più importanti,  nonché dei porti principali, degli aeroporti e delle infrastrutture che dovranno essere venduti o ceduti per rimborsare un debito odioso e insostenibile.

La democrazia ha vinto. Il Parlamento ellenico ha approvato la proposta del governo di tenere un referendum sull’ultimatum, e il popolo greco, con la grande maggioranza del 62%, ha respinto quelle misure.
Durante la settimana del referendum, i rappresentanti di organismi internazionali e i governi stranieri hanno tentato di influenzare l’esito del referendum, attraverso dichiarazioni volte a terrorizzare la popolazione, e il referendum si è svolto con le banche chiuse e controlli sui capitali imposti a causa del rifiuto della BCE di fornire liquidità dopo l’annuncio della proclamzione del referendum; ma la democrazia ha prevalso, la gente ha parlato chiaro e ha detto NO, con il 62%,  a queste azioni omicide.

Ciò che ne è seguito è un incubo per qualsiasi coscienza democratica, e una vergogna. I creditori hanno rifiutato di prendere in considerazione il referendum. Hanno insistito, con la minaccia di un collasso bancario e una catastrofe umanitaria, per l’adozione di misure ancora più severe di quelle che erano stata respinte. Il governo è stato costretto ad accettare che il Parlamento dovesse legiferare su testi già preparati di centinaia di pagine, senza deliberazione, e in date prestabilite, secondo una procedura d’urgenza, e con le banche ancora chiuse. Questa estorsione è stata denominata “presupposto per un accordo” e il Parlamento è stato chiamato ad abolire le leggi che erano state approvate durante i precedenti quattro mesi, e ad astenersi da qualsiasi iniziativa legislativa senza il preventivo consenso dei creditori.

Un disegno di legge di cento pagine, presentato come un unico articolo, è stato approvato il 15 luglio in meno di 24 ore; un altro, più lungo, di circa 1000 pagine che si compone di 3 sezioni è stato adottato in meno di 24 ore il 22 luglio; un altro di quasi 400 pagine, è stata adottata il 14 agosto in 24 ore.

Il Parlamento ha legiferato tre volte sotto costrizione e coercizione, e dato il fatto che,  una parte significativa dei deputati del principale partito di governo, tra cui il Presidente del Parlamento, ha rifiutato di votare tale normativa, il Parlamento è stato disciolto in modo improvviso per garantire una maggioranza più stabile per attuare quanto il  popolo greco ha rifiutato.

Signore e signori, il debito sovrano viene utilizzato contro la popolazione greca e il Parlamento ellenico per indebolire la democrazia, ma la democrazia è un valore supremo, e i Parlamenti non possono essere ridotti a certificatori, omologati ai principi dettati, che sono stati respinti dal popolo e progettati per distruggere le società e le generazioni future.

Mi appello a voi, parlamentari di tutto il mondo:

sostenete l’esigenza della democrazia e della sovranità parlamentare contro la coercizione del debito; sostenete le iniziative dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e la commissione ad hoc per la revisione contabile del debito sovrano, così come le iniziative degli esperti indipendenti delle Nazioni Unite sul debito e sui diritti umani.

Non permettete che la democrazia possa essere annientata nella terra in cui è nata. Non permettete che un altro Parlamento sia costretto a votare contro la volontà del popolo e contro il mandato dei suoi membri. Non permettete che i diritti umani, la vita umana, la dignità umana, e i principi più preziosi delle Nazioni Unite vengano calpestate per servire il sistema bancario.

Il mondo che i popoli vogliono, non si può costruire senza i popoli del mondo.

Grazie.

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