Il babbo di Renzi. Parliamo ancora di capitalismo di relazione: quello dei “papi” e dei papà

tiziano-renzi

di Luca SOLDI

Tutto comincia, sotto il sole della Toscana, un caldo 22 giugno 2009.

Quel giorno, il giovane Matteo Renzi diventa sindaco di Firenze. In quelle stesse ore la Bcc di Pontassieve, città dove vive la famiglia del presidente del Consiglio, concede al suo papà Tiziano, un mutuo da 697mila euro.

A firmare le carte è il funzionario della banca, Marco Lotti, papà di quel Luca, oggi sottosegretario alla presidenza del Consiglio e braccio destro del premier, che poco dopo sarebbe diventato responsabile della segreteria del neo sindaco.

La vicenda ruota attorno ad un mutuo concesso quell’anno alla Chil Post, fondata nel 1993 ed allora gestita da Tiziano Renzi, il padre del nostro Presidente del Consiglio. Un’azienda per la distribuzione di giornali e la diffusione di campagne pubblicitarie.

Dalle carte sul procedimento sul fallimento che Libero dice di aver letto, emerge il nome di Marco Lotti, ascoltato dalla procura di Genova come persona informata dei fatti.

Ad attirare l’attenzione degli inquirenti è il ruolo avuto dall’uomo nella concessione del mutuo da quasi 700mila euro. Tutto comincia, dicevamo all’inizio, a giugno 2009, quando la finanziaria regionale, la Fidi Toscana, firma la delibera con cui garantisce la copertura dell’80% del prestito. In quei giorni giugno, Matteo Renzi vince le elezioni e diventa primo cittadino di Firenze: quel giorno la banca di Pontassieve apre l’istruttoria per l’anticipo di 697mila euro alla Chil Post.

Una storia di “paese”, (facendo passare alla parola “paese” la “p” minuscola in luogo di una ben più generalizzata “p” maiuscola), come tante che succedono fra amicizie, conoscenze, parentele del tutto legittime, che certi media curiosi (e la magistratura) hanno deciso di scavare.

Una storia che prosegue poi con altri favori, o meglio altre opportunità che capitano, ben raccontate, per chi volesse approfondire, da Libero, la Repubblica ed il Fatto Quotidiano.

Capita, infatti che quegli stessi giorni l’ufficio di segreteria del sindaco Renzi, si arricchisca della collaborazione di un’altra conoscenza, quella di Cristina Mordini, moglie di Luca Lotti.

Così come capita, essendo pochi in paese e come scrive ancora Libero che nel 2011 Tiziano Renzi ottiene di rimpiazzare l’ipoteca sulla casa di famiglia. Tre “vicini”, tre amici dicono sì a versare 75mila euro in un libretto di pegno come garanzia: sono Alfio Bencini, candidato nel 2009 nella lista Renzi alle comunali e Mario Renzi, cugino di Matteo ed Andrea Bacci, ex socio di Tiziano e chiamato da Matteo nel 2006 a dirigere l’agenzia di comunicazione della provincia di Firenze e promosso nel 2009 presidente della Silfi, società comunale che si occupa di illuminazione.

Nonché l’uomo che nel 2004 con la sua impresa edile ristruttura la villa del futuro sindaco a Pontassieve.

Commistioni ed intrecci che solo qualche malevole rancoroso può mettere insieme e spargere ai quattro venti.
Commistioni che sono sotto la lente d’ingrandimento della Magistratura che continua le sue indagini.

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3 Pensieri su &Idquo;Il babbo di Renzi. Parliamo ancora di capitalismo di relazione: quello dei “papi” e dei papà

  1. C’è da ” smarrirsi ” leggendo questa storia ? che, in un certo senso, potrebbe ” coinvolgere ” matteo renzi. Un intrecciarsi di nomi e cognomi e di sigle che, potrebbero fare scoprire interessi personali, familiari,di amicizia, e tanto altro ancora : renzi/padre, lotti, Bcc Pontassieve, Chil Post, 700.000 euro dati in prestito al padre di matteo- siamo a Giugno 2009 mentre matteo renzi diventa sindaco di Firenze. Commistioni e interessi che solo qualche malevolo rancoroso può mettere insieme per ” spargere ai quattro venti ” che,ha già interessato la Procura di Genova, e che, pare, oggi si trova sotto la ” lente di ingrandimento ” della Magistratura che, continua a fare INDAGINE. Un nome, in particolare : Andrea Bocci che – sostengono i ben informati -, pare entrato nella cerchia/RISTRETTA di matteo renzi dopo che , BOCCI , con la sua impresa edile , nel 2004 , ristrutturò la Villa di Pontasssive di proprietà dell’ex sindaco, OGGI capo del governo. Queste notizie, sono state pubblicate da ben tre Giornali : Repubblica, Libero e il Fatto Quotidiano che, TUTTI, volendolo, potranno verificare. E’ lecito chiedersi se potrebbe trattarsi di MALAFFARE, oppure, potrebbe trattarsi, soltanto di FANTAPOLITICA ?. IO, scelgo di ” attendere ” i risultati della Magistratura , se risultati ci SARANNO !!!

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