El pueblo unido

pueblounido

di Vincenzo G. PALIOTTI

“El pueblo unido jamas serà vencido”. Non ho bisogno di tradurre il significato di questa frase titolo e verso della canzone degli Inti Illimani che il popolo cileno accolse come un inno per lottare contro la dittatura di Pinochet, e che tanti pronunciano, canticchiamo anche, con orgoglio e partecipazione.

Poi, quando è l’ora di metterla in pratica, escono fuori le deroghe, le precisazioni i distinguo.

Mi riferisco alle reazioni su quanto sta accadendo sul caso dell’assemblea al Colosseo. Ci sono tanti che si accomunano al disagio dei lavoratori e ne legittimano il comportamento, anche perché questo è stato ineccepibile dal punto di vista legale, che è una parola in disuso, ed anche corretto avendo avvisato chi di dovere dell’assemblea una settimana prima della data stabilita per essa. I disagi, ai turisti, li ha creati la dirigenza, come ormai tutti dovrebbero sapere.

La reazione del governo, e per questo aspetto Dario Franceschini al prossimo discorso sui diritti, è stata addirittura programmata, come rivelano le indiscrezioni giornalistiche. Se ne è voluto fare un “caso” per colpire i sindacati e il diritto dei lavoratori.  Tutto nella strategia del governo Renzi, visto che tra Job Act e le ultime dichiarazioni del premier/segretario riguardo alle organizzazioni sindacali, si doveva comprendere che ogni occasione è ghiotta  per ribadire il loro diktat thatcheriano: abbassare ancora di più il livello dei diritti dei lavoratori, che pare siano diventati un nemico da combattere, e di conseguenza quelli dei sindacati.

Non è però comprensibile tanto “zelo” di una parte di cittadini che invece di unirsi a chi rivendica un diritto per formare quel “pueblo unido”, per la vittoria, si è lasciato andare alle solite considerazioni che dimostrano disinformazione, poco spirito civico e nessuna solidarietà verso chi rivendica il diritto insindacabile di essere retribuito regolarmente e giustamente.

Così che quel “pueblo” di cui parla la canzone non sarà mai “unido”, ma sarà sempre “vencido”.

Purtroppo si torna sempre alla solita considerazione che il nostro popolo è diviso in tanti “orticelli” che ognuno si cura ignorando gli altri. In veri e propri compartimenti stagni che si chiudono isolandosi in modo da non far passare l’acqua che sta allagando gli altri compartimenti, anche quello affianco al loro.

Questo non li riguarda, il loro compartimento è asciutto (per ora) e quindi non se ne preoccupano. Lo faranno quando l’acqua avrà riempito tutti i compartimenti, e quindi troppo tardi, e la nave affonderà. E con lei i diritti, e questa volta non solo quelli degli altri.

Solo allora forse, quando assomiglieremo sempre di più al popolo cileno di quell’epoca, la gente capirà che queste situazioni possono toccare a chiunque e che nessuno, con questo governo e questi ministri, è al sicuro, tutelato ed esente dai provvedimenti che stanno prendendo e che hanno in mente di prendere.

Allora forse cantare “El pueblo unido jamas serà vencido” avrà un senso e sarà legittimo.

Annunci

3 Pensieri su &Idquo;El pueblo unido

  1. Pingback: El pueblo unido | Meraviglioso

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...