Senato: era possibile fare peggio di Renzi? Ci sono riusciti i sinistri-Dem

minoranza

di Riccardo ACHILLI

Gli emendamenti sui quali la minoranza del partito democratico ha fatto la lotta della vita (la sua vita) sono addirittura peggiorativi rispetto al testo-base della riforma del Senato. Non è vero che i senatori saranno eletti dai cittadini. Essi saranno infatti designati dai consigli regionali fra i propri membri, tenendo conto degli esiti elettorali.

Tradotto, saranno presi da quelli che hanno preso il maggior numero di preferenze alle amministrative, aumentando il fenomeno del mercato delle vacche sul territorio. Cioè esattamente lo stesso esito voluto dal duo Renzi-Boschi, espresso con parole diverse. Tra l’altro, questi incapaci della sinistra Dem, perché difficilmente si possono qualificare diversamente, per farsi eleggere al Senato adesso dovranno candidarsi alle amministrative, cioè farsi paracadutare nelle regioni “sicure”, dove il Pd può prendere la maggioranza nel Consiglio regionale, e farsi dare una montagna di preferenze, combattendo contro i baroni del voto locali, che sul territorio sono molto forti.

Vedremo torme di disperati aspiranti senatori della sinistra Dem paracadutarsi in regioni nelle quali non necessariamente sono residenti, su territori che non conoscono affatto, come avveniva con il mattarellum.

Vedremo anche piccoli feudatari locali del voto di scambio, specie nel mezzogiorno, ritrovarsi senatori della repubblica senza alcun altro merito che non sia il pacchetto di voti detenuto con metodi consociativi. Decine di Fiorito che saranno senatori della repubblica. Non che il rischio non esistesse anche prima, lo sappiamo. Ma adesso il fenomeno sarà prassi consolidata. 

Il secondo emendamento è ancora peggio: assegna ad un organo che ha ancora funzioni legislative, seppur limitate, l’ attività di valutazione di impatto delle leggi e dei programmi. Il valutato che fa il valutatore. E senza competenze tecniche, poiché la valutazione è un mestiere che richiede know how professionale ed etico specifici.

Quindi, di fatto, non faranno altro che affidarsi alle strutture di valutazione già esistenti, in outsourcing. Dando però significanza politica a valutazioni tecniche, che dalla politica dovrebbero essere autonome.

Nessuna traccia di una funzione di raccordo normativo con le autonomie locali, che dovrebbe essere la competenza legislativa distintiva del nuovo Senato. I sinistri Dem sono riusciti nel difficile compito di peggiorare una riforma partorita dalle capocce di Renzi e della Boschi. Veramente un capolavoro di idiozia, chelipossino…

 

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