Usura: un “cancro” che cresce e divora imprese e famiglie

cappiousura

Luca SOLDI

La piaga dell’usura, malgrado ancora oggi vengano lanciati messaggi di una ripresa economica di difficile comprensione, continua a distruggere imprese e famiglie. Lo denunciano in molti, e arriva a confermarlo anche l’analisi della CGIA di Mestre che segnala come tra la fine di giugno del 2011 e lo stesso periodo del 2015, l’ammontare degli impieghi bancari alle imprese è diminuito di 104,6 miliardi di euro, mentre il numero di estorsioni e di delitti legati all’usura denunciato, alle forze dell’ordine all’Autorità giudiziaria, è aumentato in misura esponenziale.

Lo studio rileva che se nel 2011 le denunce di usura erano 352, nel 2013 (ultimo dato disponibile) sono salite a 460 (+30,7 per cento); le estorsioni, invece, sono passate da 6.099 a 6.884 (+12,9 per cento).

Il comunicato rende evidente che siamo proprio davanti ad un “cancro” economico e sociale, sotto il pieno controllo delle mafie: “Con la forte contrazione dei prestiti bancari avvenuta in questi ultimi anni, soprattutto nei confronti delle imprese di piccola dimensione, esiste il pericolo che il fenomeno dell’usura, soprattutto al Sud, assuma dimensioni preoccupanti. Un crimine invisibile che rischia di minare la tenuta finanziaria di moltissime attivita’ commerciali ed artigianali“.

Uno stillicidio infinito che denota poi la naturale presenza di attività illegali che alimentano questo mondo parallelo al sistema bancario. E questo si ripercuote su un vero clima di paura per chi si azzarda nella denuncia.

Denunce che pur aumentando, come abbiamo visto, evidenziano che le segnalazioni, purtroppo, sono relativamente poche. Frenate dalla paura di ripercussioni morali e fisiche, nei confronti dell’azienda “aiutata” ma anche e soprattutto nei confronti dei propri cari. 

Le vittime di questo crimine, infatti, si guardano bene dal rivolgersi alle forze dell’ordine: chi cade nella rete degli strozzini è vittima di minacce personali e ai propri familiari, elemento che scoraggia molte persone a chiedere aiuto.

Nell’ultimo indice del rischio di usura, che da oltre 15 anni la Cgia provvede a calcolare, si sottolinea come tale fenomeno abbia assunto dimensioni devastanti soprattutto nel Sud del Paese. Dove le miserie si rincorrono.

Nel 2014, infatti, la Campania, la Calabria, la Sicilia, la Puglia e la Basilicata sono state le realtà dove la “penetrazione” di questa piaga raggiunge i picchi maggiori. Nelle aree dove c’è più disoccupazione – ha calcolato la Cgia – alti tassi di interesse, maggiori sofferenze, pochi sportelli bancari e tanti protesti, la situazione è decisamente a rischio. Ma anche nel più ricco Nord e nel Centro il fenomeno prospera e dilaga facendo rendere evidente una realtà ancora ben lontana da quel clima euforico di ripresa che certi media e politici vogliono “venderci”.

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2 Pensieri su &Idquo;Usura: un “cancro” che cresce e divora imprese e famiglie

  1. Attenzione, gli usurai esistono solo perché qualcuno vuole vivere nella illegalità. Può un padrone o un padroncino avere in prestito soldi dalle banche se non denuncia reddito?, può una famiglia avere soldi dalle banche se quello che spende e superiore a quello che entra? MEDITATE MEDITATE.

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