Manifesto del Movimento Essere Sinistra – Seconda parte

senzapermesso

[La prima parte del Manifesto del Movimento Essere Sinistra è stata pubblicata qui]

[documento 001-b/2015/P]

ESSERE SINISTRA É UN MOVIMENTO ANTIFASCISTA E LIBERTARIO

Essere Sinistra si riconosce nei valori della Resistenza Partigiana e della lotta antifascista.

Ci consideriamo naturali eredi e continuatori di quello spirito autenticamente democratico e di quella lotta che oggi intendiamo riprendere per portare a compimento, poiché tale lotta non può considerarsi conclusa finché oltre il fascismo imposto con la repressione e la violenza delle armi, non sarà sconfitto anche il fascismo neoliberista che opprime i popoli con la violenza dei mercati globali esercitata tramite il ricatto finanziario legittimato dalle istituzioni democratiche ad esso asservite.

Allo stesso modo intendiamo portare a compimento gli intenti espressi nella Costituzione del 1948 cui ci ispiriamo per valorizzare il sacrificio e il sangue versato da chi ha lottato per la libertà e la giustizia nel nostro Paese.

La Costituzione della Repubblica Italiana è stata frutto di un inevitabile compromesso tra capitale e lavoro, compromesso che rifletteva i reali rapporti politici di forza in Italia alla fine del conflitto mondiale. Tali rapporti di forza, in parte legittimavano le pressioni delle nazioni allora vincitrici che ancora oggi esercitano una pesante egemonia e condizionamento sulla storia del nostro Paese.
La Costituzione, minacciata nel suo intimo da continue riforme regressive e liberiste, vaga oggi come uno spirito in cerca di incarnazione e al quale intendiamo dare corpo con modifiche e vincoli che la rendano attuativa soprattutto nel dettato in cui si richiama il diritto al lavoro e alle garanzie sociali.

Essere Sinistra è un Movimento Libertario e in quanto tale respinge e combatte con forza ogni sorta di fascismo politico, economico e culturale e ogni forma palese od occulta di autoritarismo e di violenza statuale ponendo al centro il valore assoluto dell’essere umano e il diritto alla sua libera determinazione contro ogni forma di violenza e limitazione derivanti da pregiudizi razziali, discriminazioni etniche, pretese identitarie di carattere religioso o nazionalistico, omofobia, sessismo.

ESSERE SINISTRA SI RICONOSCE NEI VALORI DEL FEMMINISMO

Essere Sinistra è un Movimento antisessista che respinge ogni pretesa d’egemonia o superiorità di genere secondo il modello capitalista e di conseguenza secondo il modello patriarcale che è strumento del capitalismo e quindi suo alleato, che ne persegue i medesimi scopi tesi a sfruttare la diversità naturale uomo-donna e a trasformarla in disuguaglianza attraverso la quale esercitare un predominio ingiusto e quindi un’oppressione.

Essere Sinistra è un Movimento che sostiene la lotta femminista perché una società egualitaria non può prescindere dalla lotta al capitalismo in ogni sua forma e di conseguenza non può prescindere dalla lotta contro il patriarcato. È la lotta che una sinistra che si definisce radicale deve abbracciare per poter modificare la realtà e attuare quel cambiamento culturale nelle coscienze delle persone.

Essere Sinistra lotta per il superamento della discriminazione economica delle donne e del loro lavoro. Respinge che il lavoro di cura debba essere considerato connaturato alla donna in quanto tale e non ritenuto un lavoro a tutti gli effetti quindi essere retribuito anche per la sua forte valenza sociale.
Fintanto che questo assunto non sarà riconosciuto, le donne saranno sempre costrette ad una condizione di subalternità individuale, famigliare e sociale.

Per queste ragioni la lotta per il riconoscimento dei diritti delle donne viene rivendicata nell’ambito dei diritti umani ancor prima che dei diritti civili.

ESSERE SINISTRA É UN MOVIMENTO PACIFISTA ANTIMILITARISTA E ANTINAZIONALISTA

Essere Sinistra è un Movimento che sostiene l’autodeterminazione di tutti i Popoli, riconosce alle Nazioni il diritto di essere indipendenti e ai popoli che vi risiedono quello di governarsi in piena libertà e autonomia senza ingerenze esterne di alcun tipo.

Sosteniamo inoltre, le lotte di emancipazione di tutti i popoli che ancora oggi vivono prigionieri di occupazioni militari e politiche dentro i naturali territori d’appartenenza, riconoscendo come legittime le loro prerogative d’indipendenza contro tutti i poteri statali che li opprimono.

Essere Sinistra è un Movimento Antinazionalista che nel riconoscere il diritto alla Sovranità di tutti i Popoli respinge altresì che tale diritto diventi il pretesto per trarre vantaggio utilizzando la propria forza economica e militare per instaurare rapporti di egemonia e di dominio su altri popoli liberi.

In politica estera saranno promossi con altri popoli liberi solo trattati e accordi costruiti sulla base di una espressa volontà popolare e nel segno della cooperazione, della reciprocità e del simmetrico vantaggio nell’interesse generale dei cittadini contro le pretese di ogni oligarchia.
Essere Sinistra è un movimento antimilitarista e nel rispetto autentico dell’art. 11 della Costituzione ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli, rifiutando di aggregarsi ad altri eserciti per combattere guerre per conto terzi fuori dai propri confini con qualsiasi pretesto esse, in spregio al succitato articolo, sono state finora condotte con diversi pretesti a partire dal terrorismo.

ESSERE SINISTRA É UN MOVIMENTO ANTILIBERISTA

L’orientamento politico di Essere Sinistra si colloca nell’ambito di una scelta d’azione volta a superare due grandi errori strategici finora commessi sia dalle sinistre storiche europee sia dalle formazioni a diverso titolo definite come radicali: il Falso Riformismo dei partiti d’ispirazione socialdemocratica e il Falso Radicalismo dei partiti massimalisti.

I Falsi Riformisti hanno ridotto l’azione politica della sinistra alla sola rivendicazione dei diritti civili, abdicando al potere del capitalismo per quanto riguarda l’organizzazione politica dell’economia e rinunciando di conseguenza ai diritti sociali. L’accettazione del paradigma neoliberista da parte di questa sinistra snaturata e della supremazia del potere economico e finanziario sulla società civile, rende impossibile qualsiasi politica di equità sociale, legittimando così la sottomissione dell’interesse generale all’interesse privatistico dei mercati, in particolar modo di quello finanziario globale.

D’altra parte i Falsi Radicali, incapaci di comprendere fino in fondo i meccanismi del capitalismo nell’attuale fase neoliberista, fondata sull’esproprio totale delle istituzioni democratiche soggiogate e dipendenti dai mercati finanziari, limitano la loro azione ad una attesa del crollo di tali istituzioni nell’ottica di un non meglio determinato orizzonte utopico che prevede l’edificazione del socialismo.

Essere Sinistra, pur riconoscendo la grande forza organizzativa del sistema produttivo capitalistico, capace di produrre beni e servizi senza precedenti nella storia, ne individua i limiti e determina gli spazi d’intervento politico per ricondurre tale sistema in una posizione non contraddittoria rispetto agli interessi generali dei lavoratori, della società nel suo insieme e dell’ambiente.

L’obiettivo principale è quello di operare attraverso strumenti istituzionali e democratici, congiuntamente ad una mobilitazione organizzata e pacifica dei cittadini lavoratori e disoccupati, una separazione tra il potere politico e finanziario da un lato che deve diventare prerogativa del mondo del lavoro, dell’ambiente e quindi dell’interesse generale della società nel suo insieme e dall’altro il potere economico e produttivo.

Senza questa necessaria separazione e fin quando il capitalismo concentrerà in se stesso sia il potere economico sia quello politico e finanziario, nessuna politica di equità sociale sarà possibile.

Diventa obiettivo prioritario, quindi, riportare la libertà d’iniziativa, implicita nel sistema di produzione capitalistico, dentro i confini di un’azione compatibile con gli interessi generali.

Questo si potrà realizzare se saremo capaci di intervenire sia sulle contraddizioni di fondo dell’attuale sistema politico e finanziario, sia sulle contraddizioni implicite nei rapporti di produzione in tutti i loro aspetti, a partire da quelli giuridici, e restituire diritti e capacità di rappresentanza a tutti i SINDACATI dei LAVORATORI, autonomi e istituzionali. Per l’importanza dei fini che ci prefiggiamo non sarà possibile quindi limitare la proposta a una semplice alternativa di gestione degli istituti politici e delle regole esistenti che non preveda una profonda riforma delle stesse regole; né consideriamo di limitare l’azione politica alla sostituzione delle persone che rappresentano la classe dirigente.

L’attuale quadro di potere deve essere messo in discussione riconquistando gli spazi democratici nelle istituzioni centrali e locali per riportare in quei luoghi le istanze delle classi lavoratrici sfruttate, precarie e disoccupate, riconoscendo e valorizzando la volontà dei cittadini a partite dai territori.

Questa è la premessa per restituire alla collettività nel suo insieme il potere di gestire gli strumenti politici e finanziari della politica economica e monetaria, ora nelle mani delle banche e quindi in un palese conflitto d’interesse tra redditi e rendite, tra lavoro e capitale, tra collettività e classi privilegiate, tra profitti e necessità ambientali.

ESSERE SINISTRA È AMBIENTALISMO ED ECOLOGISMO

Il capitalismo mondiale ha sfruttato in maniera indiscriminata le risorse del pianeta alterandone e modificandone l’equilibrio al punto da stravolgerne l’atmosfera con pesanti ricadute sulla salute dei cittadini.

I tempi per un’inversione di tendenza sono stretti ed è nostro dovere come Sinistra togliere dalle mani degli speculatori capitalisti l’utilizzo delle risorse terrestri riportandole nelle mani del popolo con un’equa redistribuzione.

Essere Sinistra è avere un obiettivo ambientale ed ecologico che deve riguardare nello specifico agricoltura, inquinamento, urbanistica (ripristino ambientale e salvaguardia del territorio, traffico, cementificazione), energie alternative e rinnovabili.

Essere Sinistra vuol dire che l’agricoltura deve riprendere il suo ruolo primario nell’economia della società con una produzione maggiormente legata al territorio e lontano da logiche speculative con produzioni di massa e di scarsa qualità dei prodotti.

Essere Sinistra significa una lotta massiccia ad ogni tipo di inquinamento che nel sistema capitalista, dove il consumismo è la regola, ha avuto un picco vertiginoso compromettendo non solo il pianeta ma la stessa salute dei cittadini con una ricaduta sociale notevole e costi elevati che tutti noi sopportiamo per permettere alle grandi industrie di arricchirsi.

Essere Sinistra vuol dire che l’urbanistica va ripensata non in più in chiave di sviluppo del territorio costruito e non, ma come disciplina di salvaguardia e di ripristino ambientale e urbano con un’attenzione particolare all’incentivazione del trasporto di massa riducendo l’utilizzo di combustibili fossili. Fermare la cementificazione selvaggia e inutile riutilizzando e riconvertendo il patrimonio edilizio esistente deve diventare la regola.

Essere Sinistra vuole che l’utilizzo di energie alternative e rinnovabili sia una priorità non più derogabile e che pertanto debbano essere sovvenzionate in ogni forma anche tramite un abbattimento dei costi di acquisto dando ai cittadini la possibilità del loro utilizzo per un Paese sano e amico del suo popolo.

ESSERE SINISTRA E LE POLITICHE ECONOMICHE NEL QUADRO DELL’UNIONE EUROPEA

Si deve prendere atto che oggi la gestione dell’Euro comporta una scelta univoca:

la privatizzazione di tutti i beni e i servizi pubblici. La loro sottoposizione alle regole ragionieristiche del profitto.

Come affermava Pierre Bordeau nel 1998 il nuovo capitalismo che si esprime nell’ideologia neoliberista ha un programma di distruzione di tutte le strutture della collettività capaci di porre un ostacolo alla mera logica assoluta del mercato.

Dopo tutto quello che abbiamo visto accadere in Grecia dal 15 Luglio, dopo aver constatato senza possibilità di dubbio che l’unica volontà dell’Eurogruppo sia stata quella di eliminare il governo di sinistra di Syriza e di impedirgli, con successo, la realizzazione del proprio programma politico espresso a Salonicco, dobbiamo realizzare una piattaforma politica che ponga il tema della moneta unica europea, gestita oggi per privatizzare gli stati nazionali, come elemento discriminante rispetto ai programmi di tutti gli altri partiti.

Se per avere una politica che torni ad avere la giustizia sociale come suo faro, si dovrà abbandonare l’Euro, sarà necessario farlo e farlo in modo non traumatico, programmandolo e con attente procedure che salvaguardino al massimo l’economia individuale e famigliare dei cittadini e il lavoro.

Non si deve prendere in giro l’elettore prospettandogli tale eventualità come semplice e indolore, ma come l’unica, anche se complessa, possibilità di operare quelle politiche pubbliche in grado di assicurare la garanzia di una vita dignitosa alla maggioranza dei cittadini e di isolare le oligarchie finanziarie europee.

Questo non significa essere contro una cooperazione pacifica tra gli Stati europei e non riconoscere la bellezza di un’utopia che veda i popoli europei solidali e fraternamente uniti fra loro.

Significa constatare che il mezzo della moneta unica ha soltanto inasprito la concorrenza tra i mercati dei diversi stati, permettendo ad alcune nazioni di egemonizzare la sovranità in Europa e le proprie strategie globali a danno di altre.

Questo, dopo la II Guerra non sarebbe mai dovuto più accadere, e dobbiamo fare di tutto per far fallire tale disegno egemonico di colonizzazione degli Stati del Sud dell’Europa.

Essere contro l’euro è guardare in faccia la realtà delle cose. Ammettere che uno strumento economico che, a detta dei suoi sostenitori, doveva costituire il primo passo per una maggiore integrazione politica europea, si è rivelato una trappola egemonica del capitalismo neoliberista. Le inevitabili differenze dei tassi di crescita delle economie europee, l’inflazione nascosta dall’abbassamento progressivo dei salari, è stata fatta pagare ai lavoratori, ai pensionati, generando una spinta deflattiva che non vede via d’uscita.

Se non è stata data la possibilità di operare un cambiamento, relativamente al fallimentare e rigoroso rispetto delle politiche di austerità, alla Grecia, essa non verrà offerta a nessun paese europeo.

É ora di comprenderlo.

Quindi, va posto come elemento prioritario per una formazione politica di sinistra, il ricercare mezzi, procedure, risorse e soluzioni per gestire il ritorno ad una moneta che possa essere governata direttamente dallo Stato e non in funzione degli interessi delle banche private.

ESSERE SINISTRA E LE AZIONI POLITICHE SUL TERRITORIO

Come accennato nella prima parte di questo documento, l’azione politica di Essere Sinistra sul territorio prevede che il nostro soggetto politico non miri a diventare un micro partito autoreferenziale e ininfluente. É fondamentale mantenere un profilo di cooperazione con altri soggetti politici e movimenti e lavorare per una finalità più ampia che coinvolga tutte le realtà politiche presenti e a venire con cui condividere azioni politiche alternative a questo sistema di potere.

Lo spirito unitario è da ricercare con umiltà ma con determinazione sulla base di obiettivi di programma certi e condivisi, da realizzarsi nell’ambito di una struttura contenitore coerente e democraticamente organizzata e dentro la quale, Essere Sinistra come movimento, trovi una sintesi delle sue istanze presentandosi come soggetto collettivo, in cui le voci di tutte le pluralità che hanno contribuito a costruire il nostro movimento vengano espresse in maniera unitaria e coerente.

La doppia azione che ci riserviamo nel nostro agire politico proprio è da svolgersi sia sul piano democratico istituzionale sia su quello della mobilitazione democratica e pacifica, costruita insieme alle varie componenti sociali nei luoghi dove il conflitto e il disagio sono la realtà misconosciuta dai vertici della politica istituzionale: i quartieri, i luoghi di lavoro, le associazioni di disoccupati e le libere associazioni di cittadini in generale, i sindacati istituzionali che si aprono a prospettive di lotta concreta, i sindacati di base, le scuole e fino giungere ai centri sociali e alla grande ricchezza di intelligenze giovanili presenti nelle Università.

~

23 settembre 2015

Il Coordinamento Politico del Movimento Essere Sinistra.

DOCUMENTO REDATTO DA:

Franz Altomare;
Ivana Fabris (per la parte riguardante la questione femminile);
Massimo Ribaudo (su euro ed Europa).

 

Contributi diretti alla presente versione riveduta ed ampliata:

per la questione femminile: Raffaella Ipazia Biferale

per il tema ecologia e ambiente: Francesco Polesello

per una migliore definizione delle categorie sociali di riferimento: Alessandro Visalli

 

Per leggere il documento intero cliccate QUI

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32 Pensieri su &Idquo;Manifesto del Movimento Essere Sinistra – Seconda parte

  1. Pingback: Manifesto del Movimento Essere Sinistra – Prima parte | Essere Sinistra

  2. io ho avuto il piacere di leggervi attentamente ma sono perplesso e mi chiedo se non sarebbe piu opportuno per voi , visto che ci siete arrivati , indicare l’obbiettivo primario , quello che se non raggiunto renderebbe impossibile la realizzazione di tutti gli altri obiettivi che vi siete dati e quindi impossibile la realizzazione di quella condizione di benessere diffuso al quale , non solo voi , mirate ? abbiate il coraggio di dire che auspicate: 1 ) l’uscita dall’euro per tornare alla sovranita monetaria perche è solo con uno stato che batte moneta che lo stesso stato può poi creare ricchezza
    p.s. cosa siano destra e sinistra oggi io ( ma non solo io ) lo riduco a : difendere le rendite da oligopolio oppure difendere le rendite da lavoro , niente di piu .
    p.p.s. mi spiace dirlo ma constato che voi avete una idea “statica “ della comunita europea degli assetti politici nazionali e della loro conseguente naturale evoluzione . non si spiegherebbero diversamente i vostri vagheggiamenti e le vostre considerazioni sull’europa dato che li concludete con il constatare che il vostro modello d’europa è diverso dal modello “dinamico” attuale . A voi sfugge il fatto che gli attori sono strategicamente dinamici hanno stabilito i fini e gli strumenti strategici su tutti la banca centrale “indipendente” . CONOSCERE IL CAMPO IN CUI VI ESPRIMETE NON E’ IMPORTANTE E’ IMPORTANTISSIMO E PER CAMPO INTENDO L’EUROPA E LA SUA DINAMICITA ECONOMICA PRIMA MOOOLTO PRIMA DI QUELLA POLITICA DATO CHE QUEST’ULTIMA E’ EMANATA IN FUNZIONE DELLA PRIMA E NON E’ IMMOBILE .
    saluti.

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    • Ci sembra invece che sia proprio tu a non vedere la dinamicità delle forze e delle ideologie presenti nella costruzione europea. Essere sstatici significa fermarsi all’utopia di Ventotene, senza comprenderne la realizzazione e le sue aporie. Certo, vorremmo tutti che la costruzione europea non si basasse sulle teorie di Hayek, ma almeno su quello di Dahrendorf. Questultimo, da saggio pessimista, disse appunto che l’euro rendeva impossibile uno sviluppo socialista e liberale. Oggi sappiamo che aveva ragione. Poiché ci piacciono tanti altri blog, ti invitiamo a leggere con attenzione questo articolo. E molti altri articoli presenti in “Orizzonte48”. Forse vedrai le cose sotto una diversa prospettiva. http://orizzonte48.blogspot.it/2015/07/la-ricostruzione-delleuropa-cooperativa.html

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  3. amici miei avete frainteso . io non stò facendo a misurarselo …non intendo darvi torto o ragione per dimostrare alcunchè. IO vi ho letto e siete statici in quello che Voi , non io , dite. nel mentre l’europa marcia a passi spediti raggiungwendo obiettivi prefissati voi contate di eprimervi ” dove il conflitto e il disagio sono la realtà misconosciuta dai vertici della politica istituzionale: i quartieri, i luoghi di lavoro, le associazioni di disoccupati e le libere associazioni di cittadini in generale, i sindacati istituzionali che si aprono a prospettive di lotta concreta…” questo lo dite voi , non io . sarebbe interessante una vs spiegazione sul cosa intendete con ” lotta concreta” e quel “democraticamente” che anteponete a paravento , non si sa mai , ad ogni frase che intende spiegare cosa intendete fare .
    vi saluto .

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    • Lotta concreta sociale, democraticamente nel politico. E’ semplice. Insomma, nel politico col consenso, nel sociale con l’aggregazione fisica che boicotta o spaventa il potere.

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  4. per essere piu chiaro vi ricordo che : da parte di questo governo e dei sindacati sono gia stati firmati accordi che permetteranno la “deroga dai contratti collettivi nazionali” in zone d’Italia a piu alta concentrazione di disoccupati,( abbassamento dei salari !) non piu tardi di un paio di giorni addietro la sig.ra camusso ha detto che squinzi vuole abbassare i salari e che lei bla bla bla del fatto che il mercato del lavoro va riformato è disposta a parlarne .. quando dico che “loro” hanno fini e strategie poste in atto per raggiungere i loro obiettivi , quando dico che mentre voi constatate che cosi l’europa non va e che dovrebbe essere diversa intendo dirvi che cosi come vedete le cose è esattamente quello che volevano e vogliono che siano . loro non hanno commesso errori , voi credete che ci siano stati errori , quello che è era nei loro piani , da tempo .abbastanza charo , spero .
    p.s. constaterete una diminuzione dei servizi al cittadino che tornerà utile ai “venditori nostrani” per poter abbattere il valore dei beni che intendono vendere con il favore dei cittadini stessi che saranno stufi di avere una ” sanita” e/o ” un’istruzione” che cosi come sono non sono accettabili.lo stesso succederà per gli istituti che gestiscono le attuali pensioni . prima riducono i servizi che queste istituzioni offrono , poi ottengono il consenso del popolo infine vendono e tutto questo NON ACCADE PER CASO O PER ERRORE E’ PROGRAMMATO !. voi ,di fronte al carroarmato , stilate un programma puntualizzando in ogni dove che il vostro è e sarà un agire DEMOCRATICO . Ecco ,la mia critica nei vs confronti è solo in quest’ultima frase ” voi di fronte al carroarmato stilate un programma “.
    buonafortuna .

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    • ma guarda che siamo completamente concorde con te. Non pensiamo affatto che siano errori, i loro. Volevano. Stiliamo un programma? Forse vediamo come far affondare il carroarmato 🙂

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      • voi , é evidente nei vostri proclami , non vi rendete conto che “non esistono ,letteralmente, spazi per operare come piace a voi.” siete come un 12n che armato di spada di plastica sale sul ring per battersi contro iron mike tyson . se mai avrete un seguito vi assumerete anche la responsabilita di averne ucciso gli ultimi scampoli di ribellione. a voi sfuggono le considerazioni necessarie utili a valutare la potenza di chi avete contro ed andate letteralmente allo sbaraglio trascinando con voi le ultime illusioni di chi é gia a pezzi. voi ( io ? ) avete contro qualcosa la cui percezione é stata solo minimamente messa in luce con i fatti inerenti alla grecia.io credo che non sia eticamente giusto proclamarsi paladini dei piu”deboli” ed andare allo scontro a mani praticamente nude.non biasimo il vostro comportamento se non per la parte che tende ad alimentare illusioni. il carroarmato metaforico non é virtuale ma é per davvero un macinatore di vite reali ed intendo che le porta alla morte fisica consapevolmente, qui non c’é proprio nulla di riconducibile in un alveo democratico. chiaro ?

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          • e qui casca l’asino. Dubito che il passante risponda o che dia una risposta convincente. A me ricorda molto la diatriba fine anni 60 con il PCI e gli extra. (il PCI di oggi sarebbe ES).

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          • se vi proponessero di partecipare ad un ” gioco” ad una “gara” ad una “competizione” a voi sconosciuta e decideste a priori di partecipare ,quale sarebbe la prima cosa che fareste una volta scesi in campo ? come chiamereste il modo usato per estromettere s.k. dal fmi? come chiamereste i consigli usa asyriza? come chiamereste le politiche restrittive i pareggi di bilancio ? a cosa sono stati soggetti i suicidii prima di farla finita? quale aggettivo é piu idoneo a descrivere l’esistenza del terzo governo non eletto? come chiamereste l’eccessivo uso delle tasse? vado avanti ? no ? ecco! il nome che darete a quelle cosette sono il nome delle armi in uso in questo “gioco”. p.s. nascondersi dietro un comportamento “democratico” é il patetico tentativo di cambiare le regole del gioco e questo nascondersi potete infiocchettarlocon tutte le migliori parole che avete e farci finanche un programma ma, avrete sempre un testimone della vostra vigliaccheria ed é quell’intimo testimone al quale non potrete raccontare cazzate .oggi l’unica alternativa possibile per voi é evitare di mentire a voi stessi e , per favore, evitare di mentire agli altri.

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              • ops…forse ho frainteso mi era parso d’avervi letto far dichiarazioni di lotta. avvisate il sig. giuseppe che come me credeva che voi vi proponevate come combattenti e non ha capito che invece siete solo persone che descrivono minuziosamente i contorni della gabbia nel quale viviamo.saluti.

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                • p.s. siete come pecore che descrivono il lupo mentre si alimenta di pecore . c’é il lupo , ha il pelo folto , é feroce , é di colore grigio, ha i denti aguzzi ,ha sempre fame ,ha un olfatto portentoso ecc ed intanto il gregge muore…vedete ,carissimi , essere degli “scrittori” non é un sinonimo di essere ” combattenti”. ci sarebbe da chiedervi cosa vi inorgoglisce nell’adoperare le parole per affascinare gli stupidi e sarebbe una domanda comprensibile se non fosse gia da tempo chiaro . anche le pecore coltivano l’autostima e lo fanno cercando altre pecore al quale proporsi come i re delle pecore.mi era sfuggito che tra i siti che seguite citate anche quello di quell’uomo il cui squallore politico ha ecceduto la mera sfera politica fino al punto da intaccare pesantemente anche la percezione che si ha della sua figura umana.complimentissimi ed addio.

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  5. ma non vi imbarazza nemmeno un po’ tutta questa cotonatissima presunzione? non vi viene il dubbio che il vostro considerarvi eredi di questo o di quello sia frutto della vostra fantasia?

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  6. sicuro che potete permettervelo, siamo in una cultura liberale, ognuno può scrivere quello che vuole… ma mi permetto di farvi notare che 2378 parole di cotonatissimo pippone in cui addirittura contestate che la Costituzione abbia dovuto far troppe concessione al capitale appaiono un esercizio bizzarro… e sempre sul coté comunicazione, mi permetto di farvi notare che al lettore ‘essere sinistra’ rimanda l’immagine di una donna torva, sgradevole, nefasta, piuttosto che una proposta politica progressista… comunque contenti voi…. 😉

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  7. Io non faccio alcun esercizio bizzaro, se non quello di leggere la vostra prosa un po’ surreale. Ma del resto sono una teatrante i comportamenti sopra le righe mi ispirano molto. Ma voi vorreste fare politica… E io mi chiedo: ma quel ponderoso programma come pensate di realizzarlo? fate un partito e partecipate alle elezioni? oppure aspettate la rivoluzione?
    per esempio, come fate tecnicamente a fare uscire l’Italia dall’Euro? con la rivolta dei cittadini? o con un referendum?

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    • Vadi, Marialuisa? Non studi. Non sai neppure che illustri premi Nobel – vincitori del premio per le scienze economiche per dirla correttamente – hanno illustrato perfettamente il metodo per uscire dall’euro. Ma tu non puoi conoscerlo. Perché ti attardi in modo rabbioso, inconcludente e penoso a gettare fango sul lavoro degli altri. Ma non è che la donna cotonata, triste e rabbiosa sei tu quando ti guardi allo specchio? Un dubbio, eh 🙂

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  8. No. Siete voi che non studiate. Quella dei premi Nobel che dicono di uscire dall’Euro è una bufala molto amata da Matteo Salvini http://www.giornalettismo.com/archives/1313181/la-bufala-dei-premi-nobel-che-vogliono-luscita-dalleuro-secondo-salvini/
    Poi la mia domanda non era di tecnica econimica, ma di tecnica politica: cioè voi sette o otto blogger comunisti (si può dire?) in quale modo riuscite ad ottenere la decisione della Repubblica Italiana di abbandonare la moneta unica?

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  9. Pingback: Bolognina e dintorni. Chi ha ucciso la sinistra in Italia? | Essere Sinistra

  10. Pingback: Bolognina e dintorni. Chi ha ucciso la sinistra in Italia? da: esseredisinistra | ANPI CATANIA

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