Vogliono uccidere il mare. Fermiamoli

no-ombrina

di Rita CANTALINO

Il 14 Ottobre ci sarà un’importantissima manifestazione a Roma. Il Ministero dello Sviluppo Economico ha convocato per quel giorno la Conferenza dei Servizi che dovrebbe sbloccare il progetto Ombrina mare.

Il progetto consiste nel posizionamento, a opera di una compagnia inglese, di una serie di pozzi per trivellare in cerca di petrolio a sette chilometri dalla meravigliosa costa di San Vito Chietino, e di una grande nave per raffinare questo petrolio a soli undici minuti dalle spiagge. La piattaforma con le trivelle e la nave dovrebbero essere collegati da un sistema di gasdotti e oleodotti.

Il progetto dovrebbe durare venticinque anni; una volta al mese per questi venticinque anni dovrebbe essere eseguita un’operazione di prelievo e carico del greggio estratto che ha un rischio altissimo di sversamenti in mare, esplosioni e altri incidenti. A dirla tutta, non si tratta di un rischio. Un rischio è inerente a qualcosa che può anche non verificarsi, mentre in ognuno degli impianti al mondo in cui si esegue questo tipo di operazione si verificano incidenti con una frequenza notevolissima.

La società inglese che sta proponendo il progetto sminuisce, minimizza, ma senza fornire dati scientifici in merito e senza nemmeno porsi il problema. Del resto dal progetto Ombrina per loro ci saranno solo dei profitti, mentre tutti i rischi e le eventuali ripercussioni saranno per il territorio abruzzese, per il mare di San Vito e i suoi abitanti. E lo sanno bene, gli abitanti, che infatti sono organizzati e combattivi per bloccare con ogni mezzo questa devastazione ambientale che ha potenzialmente dei rischi abissali, che potrebbe causare sversamenti enormi e per lunghissimi periodi di tempo, ammazzando definitivamente il mare e un pezzo di vita fondamentale non solo per loro, ma per l’Italia tutta.

Il governo, dal canto suo, con lo Sblocca Italia ha dato il via libera a ogni tipo di speculazione e devastazione sui territori, facilitando ogni tipo di iniziativa privata e velocizzando le procedure per approvare ogni tipo di intervento. Come con la Terra dei Fuochi, come con gli inceneritori, come con la TAV, come con ognuna delle catastrofi che hanno sistematicamente ammazzato pezzi di territorio nel Belpaese e che sistematicamente ancora ci mostrano ogni giorno i segni della deturpazione, tutto è lasciato fare in nome della libertà dei grandi gruppi economici di privati di arricchirsi sulla pelle dei cittadini.

Un giorno forse anche per quanto riguarda il progetto Ombrina mare questo sarà chiaro, e qualcuno dall’alto piangerà a qualche cerimonia ufficiale per una serie di danni che erano perfettamente evitabili e di cui tutti anche ora, che ancora lo sono, sono consapevoli. Ma forse per una volta si potrebbe semplicemente fare in modo che quel giorno non arrivi. Forse questa volta si potrebbe veramente lasciare spazio a chi vive nella propria terra di decidere come vivere e di che morte morire. Di avere la prima voce in capitolo, quella fondamentale, per determinare le sorti di un territorio. Gli abruzzesi questo lo sanno e vogliono questo, ed è per questo che il 14 ottobre a Roma ci sarà una manifestazione importantissima, cui tutti dovremmo aderire e i cui sviluppi tutti dovremmo seguire con il fiato sospeso.

Ma non ci saranno solo loro, perché non è una faccenda che riguardi solo loro. A questo proposito invito tutti quelli che abbiano compreso la portata di questa vicenda a partecipare. Anche da Napoli partirà una delegazione: ci sono ancora dei posti sul bus.Venite!

(Pubblicato su Errecinque)

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