Bolognina e dintorni. Chi ha ucciso la sinistra in Italia?

di Massimo RIBAUDO

Non è soltanto l’assassino che torna sul luogo del delitto. Dovrebbero farlo anche i detective e i giornalisti seri: per individuare l’assassino, a volte.

Il giornalista d’inchiesta Stefano Santachiara, con molto rigore e serietà, è andato a ricercare le tracce di quel delitto politico che si compì nel distruggere la storia e le idealità del partito comunista italiano, “il maggior partito comunista in Occidente”, tra il 1989 e il 1991.

Il suo articolo pubblicato su Left Avvenimenti di questa settimana ci rivela alcuni elementi – i fatti, di cui spesso gli articoli che leggiamo sono privi – che permettono di capire perché non abbiamo più una sinistra in Italia, se non nelle nostre necessità politiche.

Per i più giovani si può sintetizzare così quel periodo: quasi tutta la dirigenza del PCI decise che si doveva far pagare agli italiani l’errore di aver studiato (e in parte seguito) solo il comunismo sovietico, spesso senza aver letto né Marx, né Gramsci, e quindi autoeliminarsi con il crollo dello stesso.

Nel fare questo, però, bisognava fondersi “a freddo” con la parte progressista cattolica e liberaldemocratica che oggi, come sappiamo, governa in Germania sotto il nome di Angela Merkel. Il modello ordoliberista che parla di mercato sociale, di eticità del mercato, di banche etiche. Pubblicità ingannevole. Non c’è nessuna etica nel volere i siriani (bianchi e laureati) e rifiutare i ghanesi. E’ razzismo purissimo. Quindi, fate ancora più schifo a chi vi guarda.

Poteva andare a finire bene? No.

Ma c’era Berlusconi dall’altra parte (dal 1994), il rigurgito fascista, la voglia di vincere e di governare, e così accettammo, come militanti e elettori di sinistra, qualsiasi cosa: tutte le narrazioni più assurde, pur di non ammettere che c’era qualcosa di strano, di sbagliato in tutto quello che si creò dal 1989 in poi.

I fatti, quindi. Una lettera inviata a Walter Veltroni prima della Bolognina e pubblicata in esclusiva nell’articolo di Santachiara su Left Avvenimenti ci fornisce indizi interessanti. Sul delitto e sugli assassini del comunismo in Italia. 

Francesco Martelloni, esponente del Pci (area berlingueriana) della sezione Gramsci di Lecce (lui, probabilmente, Gramsci l’aveva letto), consigliò a Veltroni  ”Una trasformazione senza strappi alle radici, cambiando il nome in Partito Comunista Libertario e inserendo un nuovo simbolo: l’albero della libertà della rivoluzione francese, nonché della Repubblica partenopea e di quelle giacobine del ’99″.

Si legge ancora: ”Martelloni, redattore della rivista ‘Itinerari di ricerca storica’, faceva riferimento agli scritti degli anni ’60 di Galvano della Volpe, nei quali il filosofo marxista critico prospettava il superamento della III Internazionale per realizzare, in un sistema di libertà e garanzie, la socialdemocrazia dinamica contrapposta a quella statica di Bad Godesberg”. I passi salienti della lettera di Martelloni delineavano “la rottura con ogni cultura autoritaria e violenta” e “il recupero dell’ispirazione originaria dell’equivalenza tra comunismo e libertà”.

Ve la ricordate Bandiera Rossa, vero? Finisce con: “Evviva il Comunismo e la Libertà“.

Non vogliamo essere dipendenti della burocrazia di un partito che si mangia lo Stato, non vogliamo un comunismo che si leghi agli aspetti più retrogradi e antimoderni del cattolicesimo, che ponga, insomma, vicino al lavoro della falce e martello i sempiterni feticci della destra: dio, patria e famiglia. Aria, per favore. Apriamo le finestre.

Respiriamo il vento della libertà che ci descrissero Marx e Engels: “…appena il lavoro comincia ad essere diviso ciascuno ha una sfera di attività determinata ed esclusiva che gli viene imposta e dalla quale non può sfuggire: è cacciatore, pescatore, o pastore, o critico, e tale deve restare se non vuol perdere i mezzi per vivere; laddove nella società comunista, in cui ciascuno non ha una sfera di attività esclusiva ma può perfezionarsi in qualsiasi ramo a piacere, la società regola la produzione generale e appunto in tal modo mi rende possibile di fare oggi questa cosa, domani quell’altra, la mattina andare a caccia, il pomeriggio pescare, la sera allevare il bestiame, dopo pranzo criticare, cosí come mi vien voglia; senza diventare né cacciatore, né pescatore, né pastore, né critico”.

Ma le finestre non si aprirono, come ricorda Stefano Santachiara, anzi si spinse nella tomba il marxismo, il socialismo continentale, il lavoro e si rifiutò di inserire nel nome del nuovo partito “il termine socialista o laburista […], e di accogliere le analisi di Pietro Ingrao contro la rinuncia esplicita alla lotta anticapitalista“.

Si fece tutt’altro: si parlò solo di “questione morale” senza alcuna convinzione e senza il rigore berlingueriano, “apertura alla società civile” (avete visto che fine ha fatto Ignazio Marino) e “contaminazione con le migliori forze liberal democratiche e cattoliche progressiste” (la Binetti, la Fiat  e la banche che davano i soldi).

Fuffa. Ce n’è ancora molta nei convegni delle minoranze del Pd, lo sapete.

E con la fuffa si perdono le elezioni e la dignità. Iniziata male, la progressione autodistruttiva non poteva che proseguire peggio. Quindi, Renzi è il prodotto dell’adesione di gran parte della dirigenza del defunto PCI al neoliberismo. Negli Usa si chiamano neoconservatori. Ex accademici di sinistra (anche provenienti dal mondo accademico marxista) a cui piacciono i soldi. In Europa si chiamano Blair, Gerhard Schröder, Veltroni, D’Alema. Gente che serve, a suo modo, il capitale.

Santachiara è definitivo: Renzi è la prosecuzione del veltronismo con altri mezzi, vale a dire il nuovismo anagrafico dissimulante l’origine democristiana e il gotha della finanza che l’ha sostenuto nella scalata a partito e Palazzo Chigi.

Chiaro, adesso arrivano i pentiti. Come Walter Tocci che si rifiuta, giustamente, di votare la riforma del Senato. Con parole gravi. “Viene a compimento un inganno trentennale. La classe politica di destra e di sinistra ha nascosto la propria incapacità di governo attribuendone la colpa alle istituzioni. Ha surrogato la perdita dei voti con i premi di maggioranza, provocando ulteriore distacco dalle urne. Il governo maggioritario nella democrazia minoritaria ha accentuato la crisi italiana“.

Ammissione importante.

L’inganno è ora sotto gli occhi di chi vuole leggerlo e comprenderlo. E’ nelle vite di chi non sa come creare un futuro per i propri figli. La sua prole. E non perché doveva crearlo lo Stato, ma, almeno, a norma di Costituzione, non doveva sparargli nelle gambe per impedirglielo. E invece i responsabili della sinistra lo hanno fatto. Scientemente. Per proteggere solo il proprio entourage e il proprio ceto.
Walter Veltroni non ha mai risposto alla lettera di Martelloni. Ha solo ucciso il comunismo, la sua declinazione libertaria, e si è tenuto l’albero, rubando l’idea. Per attaccarci le sue palle di Natale. Quelle del santa Claus della Coca Cola: l’unico simbolo in cui crede.

 

p.s. Nel Manifesto del Movimento Essere Sinistra si legge che “Essere Sinistra è un Movimento libertario“. Quella radice è ancora viva, quindi.

 

(Nella foto dal web: Walter Veltroni, Achille Occhetto, Gianni Cuperlo)

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18 Pensieri su &Idquo;Bolognina e dintorni. Chi ha ucciso la sinistra in Italia?

  1. L’ha ribloggato su tramineraromaticoe ha commentato:
    Che schifo, albero di natale e dintorni, veltroni, gente, svegliatevi, fa il regista… ma per piacere…pollice verso, lui come altri, inutile citarne il nome, la vera sinistra l’hanno smantellata pro-cadregone …veltroni e i BAMBINI…ma vatti a nascondere, è meglio e son generosa!per gli ALTRI, pr in testa, mai la balena bianca è stata così bianca…io certe alleanze verde bosco, per sfasciare la costituzione, non le avrei fatte manco se mi regalavano il mondo! ma già..mica sono il bosco… 🙂

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  2. Il crollo del Muro di Berlino e poi del PCUS ha fatto fare l’effetto “Domino” sui maggiori partiti comunisti occidentali (come il nostro), per il semplice fatto che erano molto filosovietici (benchè sul caso del PCI si erano distaccati a favore dell’Eurocomunismo), ma era crollato il Paese guida del proletariato e levando le contraddizioni del sistema sovietico, quella è stata una grave perdita per le sinistre mondiali. Il Soviet Supremo è caduto male, lasciando ferite aperte e rancori…

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  3. ma come…dimenticarsi di berlinguer ? l’uomo che abdico alla lotta di classe in favore della lotta al crimine proponendo la questione morale partendo dal falso presupposto che i comunisti erano immuni dai crimini e dalla corruzione ? l’uomo che teorizzava l’austerita, l’abbandono della scala mobile,la contrazione dei salari,il via librra alla precarizzazione drl mercato del lavoro,la demonizzazione del ruolo dei partiti e della politica , l,avversione verso coloro che difendevano il ruolo dello stato come controllore e rappresentante degli interessi collettivi, l’uomo che attraverso il sacrificio umano di moro contribui a cementare per sempre in italia le politiche delle larghe intese nello schema del giochino democratico bipolare dell’alternanza tra un partito di destra ed un partito di estrema destra. il belinguer,quello che abiuró ad ogni idea di trasformazione sociale e che accetto come unico orizzonte politico l’economia capitalistica ed il sistema rappresentativo parlamentare consegnando il partito in mano ai giudici. quando io , e moltissimi altri , sosteniamo che a sinistra non c’é niente intendiamo dire che manca anche la capacita di guardarsi dietro.roba da matti.

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  4. Lettura interessante che consiglio a tutti. Altrimenti ci sembra che il pongo nel cervello ce l’abbiano solo i grillini. E invece NO, ci sono anche quelli che ci fanno notare che Bandiera rossa conclude con ‘Evviva il comunismo e la libertà’ e che la caduta del muro è stata una iattura.

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    • Poi, per forturna, i lettori potranno leggere che una donna che si autodefinisce intelligente e spiritosa – quanti danni ha fatto il concetto di autostima non regolato da prove – ha tempo da perdere per inveire e trollare su un blog, invece di dedicarsi ad altro 🙂

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  5. mi raccomando “evitate i contenuti e buttatela in caciara”. la cialtroneria ha fatto il suo tempo ma voi continuate a praticarla.p.s. di berlinguer ci sono sia i fatti che i risultati e se ve ne ho parlato e per definire ( a voi che l’ignorate ) una data piu attendibile di quella della bolognina.

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  6. IO sono MOLTO spiritosa, e amo frequentare situazioni border line come questo blog perché le trovo antropologicamente interessanti. Poi io faccio teatro devo vedere varia umanità. Ma tornando a voi, quando vi si fanno delle domande non rispondete mai. Vero è che non avete bisogno di fare proselitismo, dato che le masse verranno a voi spontaneamente, ma se uno sta sul web si presuppone che voglia se non confrontarsi almeno discutere… se no, boh….

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