Sinistra dei bisogni e sinistra di governo. Col PD

selpd

Coordinamento politico MovES

[Documento politico 002-b/2015/A]

Vogliamo spendere qualche parola di più circa il nostro dissenso sulla linea politica emersa dall’ultimo documento approvato dall’Assemblea nazionale di Sel e relativamente a cosa, per noi, significa rappresentare una vera alternativa di sinistra e una sinistra popolare, capace di farsi carico dei bisogni delle persone che maggiormente pagano il prezzo della crisi, quelle che non trovano rappresentanza politica e che sono ormai chiuse nell’astensionismo, fenomeno che dovrebbe ricordare a tutti quanto la politica di una certa sinistra di sistema ha dimenticato in favore della propria autoreferenzialità.

In sintesi.

La differenza sulle politiche europee non era una novità e sinceramente non ci aspettavamo da Nichi Vendola una rottura con il conformismo politico di una parte della sinistra che non considera la moneta unica e il sistema del debito cause principali dell’austerity e dei problemi sociali derivanti.

Nonostante ciò, e pur sapendo che nel lungo periodo una divergenza su questo punto cruciale non sarebbe sostenibile, eravamo aperti a valutare la possibilità di convergenze con Sel sulle politiche nei territori.

Quella eventuale convergenza per una unione circoscritta e a tempo determinato (una sorta di “contratto atipico”) poteva fondarsi solo su una minima intesa che riguardava due punti base: linea politica e contenuti.

Considerando che il MovES prende le distanze dalla sinistra di sistema, quella che ha governato e continua a governare, e che Sel rientra oggi in questa nostra definizione, almeno per quanto riguarda le amministrazioni locali, una eventuale apertura sarebbe dovuta comunque passare non dal coordinamento politico di Essere Sinistra ma da tutto il gruppo che si riconosce e ha sottoscritto il Manifesto del MovES.

Perché questo è il nostro METODO, autenticamente condiviso e partecipato, per cui ogni documento politico non è il frutto esclusivo di questo o quel compagno che può apparire come leader e a cui dare o non dare consenso senza discussione.

E siamo sicuri, dopo aver conosciuto personalmente e dialogato con alcuni compagni di Sel che abbiamo incontrato a Livorno, in occasione dell’evento “Sì, Livorno a sinistra” e per i quali tutti noi proviamo stima e rispetto, che se insieme al documento di Vendola ci fosse stata anche solo un’altra mozione da discutere non nell’Assemblea nazionale ma tra tutti gli iscritti, le cose sarebbero andate diversamente.

L’UNICO VERO SCOGLIO che ci impedisce anche solo di aprire una discussione per valutare un percorso comune con Sel, per quanto circoscritto alle politiche sul territorio, è la linea politica delle alleanze possibili che non esclude la presenza del PD in quelle realtà locali dove questa può essere considerata accettabile.

Per noi di Essere Sinistra non è mai accettabile perché alla fine il PD cadrebbe sempre in piedi e questo, per noi che lo avversiamo a 360 gradi, non è possibile, sostenendo politiche di trasformazione e di cambiamento di più largo respiro. Se Sel dovesse cambiare idea ed escludere il PD da percorsi unitari circa le politiche territoriali, noi procederemmo nel seguente modo e diremmo:

“Cari compagne e compagni del MovES, in deroga a quanto scritto nel nostro Manifesto sulle politiche europee e sulle formazioni di sinistra che consideriamo di sistema, consapevoli che non potremmo mai rinunciare alle nostre posizioni su certi punti, si apre comunque la possibilità, per quanto riguarda le politiche sui territori, di condividere percorsi insieme a Sel e ad altri soggetti politici di sinistra per mirare al governo dei territori nell’interesse di tutti i cittadini. Vi invitiamo a discuterne e a prendere una decisione attraverso il voto.”

Non possiamo, quindi, dire altro che ci sarebbe piaciuto che fosse andata così.

Purtroppo il nodo PD – finché permane e finchè evidenzia come le scelte della dirigenza di SEL non tengono conto dei sentimenti e dei bisogni della società e dei suoi iscritti e simpatizzanti, in nome della propria autoreferenzialità – non può essere superato.

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2 Pensieri su &Idquo;Sinistra dei bisogni e sinistra di governo. Col PD

  1. Una sinistra degna di questo nome si batterebbe per la Rivoluzione che,oggi, è rappresentata dall’attuazione della Costituzione economica in modo che,applicando il suo articolo 53, destina una parte dell’accumulazione capitalistica, in modo sufficiente, a garantire in modo strutturale i diritti sociali collettivi, scritti a chiare lettere nella Costituzione! L’applicazione dei Diritti e Doveri Sociali prescritti dalla Costituzione significa redistribuzione di reddito e di Diritti Sociali dai ricchi e benestanti a favore di quelle persone,che sono la stragrande maggioranza,meno abbienti! Questa oggi è la RIVOLUZIONE!

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  2. Pingback: Io sono il segretario dio tuo. Non avrai altro leader al di fuori di me | Essere Sinistra

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