Io sono il segretario dio tuo. Non avrai altro leader al di fuori di me

renzi_vendola

di Franz ALTOMARE

[Documento politico 002-c/2015/A]

Abbiamo pubblicato due documenti come Movimento Essere Sinistra in cui si critica la scelta politica di Nichi Vendola approvata dall’Assemblea nazionale di SEL e dal quale prendiamo nettamente le distanze per le ragioni che abbiamo argomentato in maniera, a nostro avviso, sobria e ragionata.

Avere declinato l’invito di SEL a condividere un percorso unitario insieme al PD, benché con alleanze a macchia di leopardo per il governo nelle amministrazioni locali, ci ha attirato critiche garbate ma pur sempre severe e ingiuste di settarismo ed estremismo.

Per chi non li avesse ancora letti ed è interessato a farlo, i documenti in forma di articoli sono sul nostro blog ai seguenti indirizzi:

L’unità a sinistra secondo SEL

Sinistra dei bisogni e sinistra di governo. Con il PD

Nel merito dell’opportunismo vendoliano ci siamo già entrati quindi, e consigliamo di leggere gli articoli succitati per comprendere come la linea politica del MovES non prevede affatto di restare ghettizzati in un recinto di saggezza politica improbabile e di eterna opposizione: tutt’altro.

Il MovES intende competere per strappare spazi politici istituzionali a forze regressive e neoliberiste che stanno attuando la più stringente e assoluta tirannia possibile, quella mascherata da democrazia, e intendiamo farlo non come micro realtà politica, elitaria o autoreferenziale, ma impegnandoci per costruire percorsi unitari con altri soggetti della sinistra sulla base inequivocabile di obiettivi certi e condivisi e all’interno di una linea politica di autentica alternativa al presente sistema di dominio sulle classi lavoratrici sfruttate, disoccupate e precarie.

Una sola considerazione resta da aggiungere restando nel merito delle scelte di SEL e riguarda la notizia appresa ieri mattina di una dichiarazione della Presidente della Camera Laura Boldrini quando afferma: “E’ assurdo pensare che il nemico della sinistra possa essere Renzi”.

Secondo la Boldrini Sel e Pd devono trovare un accordo per tornare a presentarsi assieme alle elezioni e per governare l’Italia.

In questa esternazione vi è molto di più di una conferma alle nostre perplessità e come hanno osservato Ivana Fabris e Cinzia Casalvieri in un commento “… il passaggio è un altro ed è davvero pericoloso.
Qui siamo oltre l’affarismo politico e la pagnotta, ben oltre. Siamo alla negazione di una qualsiasi alternativa, proprio a livello di pensiero”.

Facciamo riferimento a questa vicenda per parlare di METODO e confrontare quello che è il nostro metodo, fondato sulla democrazia di base, e il leaderismo.

Parlavo con alcuni esponenti di SEL a Livorno che constatavano il mio scetticismo sul futuro del loro partito e sulla possibilità di condividere insieme al MovES un percorso politico.

Mi rassicuravano dicendo che non c’è solo Nichi Vendola ma anche altre posizioni politiche di una sinistra più decisa, con riferimento a Frantoianni ed altre visioni alternative a quella attuale. Chiedevo di anticiparmi qualcosa, ma loro si sono limitati a dirmi di aspettare qualche giorno perché di preciso non sapevano quali sviluppi ci sarebbero stati, ma davano per certo uno spostamento a sinistra e che bisognava dare fiducia sicuri che SEL sarebbe diventato un polo d’attrazione per la sinistra alternativa.

Chiedo così a uno di loro perché non aprivano una discussione democratica con tutti gli iscritti per individuare una posizione maggioritaria nel partito e colgo l’occasione di parlare del metodo adottato all’interno del MovES di una democrazia assembleare per giungere a decisioni condivise e partecipate.

Spiego che questo dà forza all’organizzazione e chiarezza alla linea politica.

Sorridendo di fronte a quella che a lui pareva una ingenuità politica obietta che è un metodo poco funzionale. Insisto spiegando come un piccolo gruppo in MovES ha elaborato una bozza di manifesto su cui tutti potevano discutere ma bisognava dichiarare se ci si riconosceva oppure no in quel primo documento di fondo e solo successivamente alla condivisione chi aderiva acquisiva il diritto di partecipare a discussione e decisioni per un ampliamento e un perfezionamento dello stesso documento e di tutti quelli che sarebbero stati prodotti in seguito.

Spiego l’esperienza positiva della discussione aperta in uno spazio politico definito e chiaro e di come la partecipazione di diverse persone ha reso possibile evolvere la bozza iniziale in un documento collettivo, partecipato e condiviso grazie ai contributi ricevuti.

Gli spiego ancora che la stessa procedura è stata adottata per il programma politico che è in via di pubblicazione. Il compagno replica che il nostro è un meccanismo pericoloso difficile da tenere sotto controllo. Pazienza! Non intendiamo controllare nessuno perché abbiamo certezza che nulla di negativo può emergere se non è in contraddizione col Manifesto.

Le cose in SEL sappiamo come sono andate. Non ci sono stati problemi di controllo. Vendola prepara uno scritto e lo sottopone all’assemblea nazionale per l’approvazione. Un dissenso in quel caso equivale ad una rottura con il leader che trova legittimazione solo in se stesso.

Noi respingiamo quel metodo leaderistico della linea del segretario per due ragioni: la prima è che tutta l’intelligenza della base non produrrà mai frutto. La seconda è che ci sarà sempre un divario tra vertice e base, tra dirigenti e militanti.

All’interno del MovES non si cerca un leader ma si costruisce insieme una leadership collettiva e coloro che saranno chiamati ad interpretarla, nei vari ruoli, saranno stati scelti e confermati, fino a revoca, attraverso la discussione e il voto liberamente espresso di tutti gli appartenenti al movimento.

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4 Pensieri su &Idquo;Io sono il segretario dio tuo. Non avrai altro leader al di fuori di me

  1. “Il compagno replica che il nostro è un meccanismo pericoloso difficile da tenere sotto controllo”. Direi che possiamo chiuderla qui. Certo che è “pericoloso” caro compagno SEL, lo sappiamo benissimo. Solo che noi riteniamo che questo sia un aspetto qualificante della nostra proposta politica, ovvero la reale differenza tra chi si pone l’obiettivo di rappresentare istanze e chi ha la pretesa di impartirle…… e l’intendenza seguirà.
    E’ più faticoso, c’è da tenere le orecchie aperte, continuare a sottoporre a verifica programmi e processi, cogliere al volo variazioni e analizzare per tempo risultanze, fattibilità e coerenza.
    E’ un lavoro impegnativo. Voi, caro compagno di SEL, non lo state facendo, e guarda un po’, rischiate di confinarvi nel ruolo di truppe cammellate di un renzismo che preferirebbe avvalersi di altri.

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  2. Certo che è “poco funzionale”, “pericoloso” e persino “ingenuo” impegnarsi e verificare ipotesi e programmi… molto più comoda la democrazia in pillole concessa dal leader!
    Che stiano attenti quelli di SEL… finiranno a farsi le foto coi cammelli e con pochi cammellieri avidi di pagnotte, ma senza truppe, oramai disarcionate.

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  3. Francamente, mi sembra strana assai una disponibilità al confronto purché si accetti (in particolare SEL) la vostra linea. “Competere per strappare spazi politici istituzionali a forze regressive e neoliberiste” è solo un altro modo di chiamare la scelta di tenersi sostanzialmente fuori dal terreno di governo e istituzionale e di considerare il PD come il primo nemico; con tutto il disgusto per Renzi, è una assurdità. Infine trovo strano accusare Vendola di parlare al posto degli iscritti SEL (chi parla così sa poco della vita interna di SEL) e poi chiedere a tutti di unirsi purché si imponga una linea elettorale unica e senza variazioni in tutta Italia. E se a Milano (o a Vattelappesca scalo) i compagni non fossero d’accordo? Infine una domanda semplice: qual è la politica delle alleanze che si propone? I 5 stelle? Nessuna politica? E in questo caso non ci si condanna a una sostanziale impotenza? Spero che non mi si risponda che le alleanze “si fanno con i movimenti” o qualcosa del genere. E’ un altro piano di discorso. Io parlo di alleanze per amministrare e fare quel po’ che si può per difendere i cittadini e sperimentare qualcosa di buono. Infine: le due solite alternative sulle alleanze (“fare da soli”, “non fare da soli”) non hanno avuto risultati tanto buoni, nessuna delle due. Forse non è questa la scelta su cui dividersi, non è una scelta strategica, è troppo controversa e metterla come pregiudiziale serve solo a cercare discriminanti e divisioni..

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    • Paolo, ci muoviamo su piani completamente diversi. Ma a Giugno se ne accorgeranno tutti. Tu non puoi, come non poteva Marino, come ha capito che non può fare neanche Pisapia (infatti non si ricandida), governare contro il PD – contro gli interessi delle elite che aggregano consensi nei confronti del Pd – con i voti del Pd. Non puoi dire, come Vendola: Il Pd fa schifo e poi essere eletto anche graze ai voti del Pd. Qui tu entri in una polemica che non ci appartiene. Il qualcosa di buono, nelle amministrazioni, non puoi farlo col partito di governo attuale. Puoi, siamo nel campo delle ipotesi, cercare di farlo anche coi cinquestelle. Ma con l’attuale partito di governo, no. Ma non lo diciamo noi. Lo ha detto simone Oggionni a Livorno. Lo ha detto Nichi Vendola in quest’intervista. Solo che poi se lo dmenticano… https://www.youtube.com/watch?v=VxNuvdpYTPE

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