…tu invece splendi

a2pasolini-latina-sabaudia-467825232

 

di Ivana Fabris

Pier Paolo Pasolini è sempre stato una presenza importante nella mia vita.
Come ho già scritto in questo blog, ebbi modo, da ragazzina, di vivere in diretta il dolore della sua morte e, attraverso mio padre, anche di recepire un insegnamento che ha determinato la mia vita in modo inequivocabile: quello dell’avere il coraggio della verità.

Ma oggi non voglio parlare soprattutto di ciò che sia stato Pasolini come intellettuale marxista e finissimo pensatore, bensì vorrei parlare di lui come persona per quello che posso aver intuito attraverso le sue parole ma anche attraverso le sue espressioni, i suoi sguardi, i suoi sorrisi.
Era un essere umano incredibile ma viene troppo spesso definito visionario e anche profeta, concetti che non condivido affatto perchè ritengo che avere capacità di visione e di elaborazione, avere coraggio di vivere sino in fondo la tristezza che la consapevolezza lucida e persino aspra restituisce a chi ha la forza di guardare oltre ogni steccato, non rappresenti l’essere profeti ma semplicemente esseri viventi dotati sì, di grande intelligenza ma soprattutto di sensibilità.

Non mi riferisco a quel sentimento che spesso viene interpretato come una dominante femminile persino un po’ castrante, bensì a quella capacità di leggere ogni minimissimo aspetto della realtà, quella sorta di qualità che si affina nel tempo grazie all’intelligenza e grazie al saper amare ogni aspetto e forma della vita che ci circonda e ci appartiene. Ma soprattutto al saper elaborare ogni genere di vissuto, al saper essere sempre curiosi e attenti, al sapersi mettere in ascolto e in comunicazione attiva con tutto ciò che sta dentro e attorno a noi, al sapersi mettere in discussione e in relazione con quanto gravita nella nostra esistenza.

Trovo addirittura limitante, invece, proprio definirlo profetico perchè la visione o la profezia, sono qualcosa che approda nella mente a prescindere, che non comportano una profonda capacità di analisi e di elaborazione, che non includono, nel percorso cognitivo ed emozionale, la partecipazione attiva dell’intelligenza di una persona.

Pasolini, invece, non era illuminato da una forza esterna a sè. Tutt’altro. Pasolini era lui e tutto ciò che era lo doveva solo a se stesso.
Pasolini pativa e pagava quotidianamente in termini di serenità il suo essere in grado di guardare la realtà come attraverso ad un velo sottile, riuscendo persino a vedere attraverso ogni singolo centimetro di trama e ordito del tessuto.
Si paga sempre un prezzo altissimo nel riuscire a decriptare quei segnali infinitesimali che arrivano alla mente e che la mente minuziosamente elabora.
Un prezzo che nemmeno si immagina in cosa consti.

Quest’oggi ho molto riflettuto sulla sua citazione in cui dice che “La morte non è nel non poter comunicare ma nel non essere compresi” e credo di aver capito meglio di prima il senso più profondo della sua solitudine.
Niente ti isola dal mondo come la verità quando questa è scomoda ai più. Trovi muri che si erigono davanti ai tuoi occhi con una tempestività inusitata.
E la tua vera diversità, non è il tuo orientamento sessuale, ma proprio quella capacità di capire ciò che la media delle persone non coglie.
Pasolini era isolato dalla società per ciò che la sua intelligenza era in grado di cogliere e non gli era nemmeno risparmiata la violenza dell’essere discriminato per le sue tendenze. Ma non solo, quella sua stessa identità veniva usata contro di lui per distruggerne l’intelligenza e il valore del suo pensiero dinnanzi ad un intero Paese. Una violenza nella violenza.

Facendo queste considerazioni, mi sono resa conto anche di quale fosse la sua forza e altresì ho compreso che il massacro che l’ha condotto alla morte, è stato possibile proprio perchè non era stato lasciato solo unicamente dal mondo della cultura, ma soprattutto dal popolo, il popolo tutto nel suo insieme, ma in special modo da quella parte per cui lui si è sempre battuto.
La schiavitù che il sistema ha generato dal dopoguerra sino ad oggi, l’ha pagato anche lui sulla sua pelle, a caro prezzo.

Eppure, malgrado l’asprezza delle sue parole verso un certo perbenismo medio-borghese e verso il Potere, niente lo aveva scalfito dentro.
Quando leggo le sue poesie e in special modo quelle in lingua friulana, io colgo l’intensità del suo essere una persona gentile, una persona piena di sentimento per la vita e per l’umanità.

Sebbene scoprì il Friuli molto più tardivamente di me, attraverso le sue parole io ritrovo me stessa perchè percepisco tutta la forza e la dolcezza, tutta la bellezza e la durezza insieme, di quella terra che è il Friuli, che suscita sentimenti profondi per come la natura e l’ambiente che ci circondano siano accoglienti e pacificanti ma nello stesso tempo anche capaci di restiturti amore e dolcezza, tenerezza e gioia.

Le luci dell’est, in ogni stagione, rigenerano i pensieri e alleviano la sofferenza dell’esistenza. Ti riconducono alla Madre, sono un modo per ritrovare se stessi e Pasolini lo percepiva, lo sentiva appieno. Dalle sue parole si coglie pienamente quel senso di appartenenza alla Terra in cui affondare le radici e trarne vita e al tempo stesso poter sentire la pacificazione che pervade tutto il proprio interiore come solo quella terra sa fare.

Era un essere umano pieno di sentimento ma di quel sentimento che costruisce Bellezza proprio perchè attinge dall’intelligenza per alimentare l’intensità che trasmette e le sue poesie in friulano, che non sono mai retoriche, che non lasciano mai trasparire campanilismo, lo dimostrano.
Il suo era un sentimento che anche quando era velato di malinconia non deprime ma crea e rafforza un percorso intimo che accresce la spirituralità dell’individuo e aumenta la capacità di percepire e sentire, la capacità quindi, di pensare sentendo anche coi sensi oltre che con la mente.

Pasolini mi emoziona sempre, in ogni sua espressione e questo suo comunicarmi intensità, mi ha accompagnata per tutta l’esistenza.
E’ stato una presenza quasi famigliare, ma non solo perchè le sue origini sono le mie, non perchè è vissuto praticamente sulla porta di casa mia ed è sepolto a Casarsa, a pochissimi chilometri dal villaggio della mia famiglia, bensì perchè l’uomo che era e che è testimoniato dalla dolcezza e dalla tenerezza che aveva per l’umano, per il suo sorriso coi bambini delle borgate romane, è ormai parte di ciò che sono e me lo rende quasi una figura parentale, di sicuro un amico che si conosce da tempo immemore.

E’ doloroso ogni volta il pensiero di come la società l’abbia respinto, di come uno straordinario essere vivente abbia dovuto pagare il prezzo per ciò che era, unicamente e semplicemente per questo, per essere stato solo come un fiume che scorre e che, come tale, porta in sè l’istinto per il mare e che non ha altra scelta che seguire un richiamo che non conosce veti.
E’ doloroso sapere che la sua morte sia stata così brutale ed è straziante immaginare quei momenti, soprattutto perchè la sua vita è stata circondata da una morsa d’ingiustizie reiterate negli anni.

E’ doloroso sapere che se ne sia andato senza quell’ascolto e quella comprensione che una mente come la sua meritava appieno e mi lascio alle spalle questa giornata che mi racconta quanto lunghi siano stati 40 anni senza di lui, con la sola consolazione possibile, ossia dicendo a me stessa che io, invece, ho potuto comprenderlo, che trasmetterò sempre il suo valore e il suo messaggio.
Che non morirà mai perchè insieme a me, una moltitudine di persone esiste e non smette di comprendere le sue parole.

 

Ti insegneranno a non splendere,
tu invece splendi

.

(foto dal web)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...