Bersani e la sindrome di Stoccolma

bersanibirra

di Vincenzo PALIOTTI

“Se io resto nel PD non lo faccio per una nostalgica passionaccia per la ditta, per motivi sentimentali. Lo faccio perché senza il PD il centrosinistra non esiste più, perciò mi chiedo come fanno altri a pensare di costruirlo al di fuori del PD. La mia idea dell’Italia sta qui. E se gli elettori abbandoneranno il partito, temo finiscano nelle braccia di Grillo piuttosto che in quelle di una sinistra che non è nel PD”.

Questo è quanto dichiara Bersani a La Repubblica a chi gli chiede perché resta nel PD. Come si fa a dire che senza PD non esiste il centrosinistra se il PD è più a destra di Forza Italia? Questo non lo dico io, lo dicono le riforme, i decreti che Renzi ha messo in atto e che Bersani stesso ha criticato, anche se poi “per disciplina di partito”, sue testuali parole, ha votato. Non una di queste è stata pensata guardando ai bisogni dei più deboli, si è andati in una sola direzione: compiacere la troika, la CONFINDUSTRIA le classi più protette che con questo governo lo sono ancora di più proprio grazie alle riforme che anche lui ha votato.

E non mi pare che nel programma “Italia bene comune” fossero previsti questi provvedimenti. Mi sembra, invece, che i diritti dovessero essere allargati invece che tagliati, cancellati, annullati. Ma di cosa parla Bersani quando dice che senza PD non esiste centrosinistra? Il PD ormai l’ha distrutto il centrosinistra e mi dispiace che un politico, una volta arguto ed attento come lui, con la sua esperienza non se ne renda conto.

Quelli che sono usciti dal PD lo hanno fatto per disperazione e per i motivi che ho elencati ma principalmente perché all’interno del PD non c’era più niente da salvare, che ormai è diventato quel Partito della Nazione che sognavano Berlusconi e Verdini e che Renzi ha reso possibile.

E poi, quale opposizione interna è stata fatta? Quali azioni sono state poste in essere per ricostruire partito e centrosinistra dall’interno se lo stesso Bersani non presenzia neppure più alle direzioni nazionali, alle assemblee per decidere leggi, riforme, decreti da portare in Parlamento?

Se opposizione interna è stata fatta se ne è accorto solo lui: a noi non risulta che si sia ottenuto un qualcosa. Si è assistito all’accoltellamento di Marino a Roma, dopo quello di Letta, senza muovere un dito, senza una dichiarazione, senza chiedere pubbliche spiegazioni, questo sarebbe stato un atto di opposizione per esempio! Se invece l’opposizione per Bersani è solo parlare, teorizzare – tanto Renzi se ne infischia, lo lascia parlare -, se questo è il modo di opporsi per ricostruire dall’interno, allora ben vengano le defezioni per indebolire Renzi, per far capire agli elettori che nel Pd di sinistra non c’è nulla, e provare a ricostruirla, quella sinistra, che Renzi ha distrutto con la “complicità” di chi si è visto sottrarre il partito, la sinistra ed il Paese da sotto il naso senza muovere un dito e che oggi parla ancora di ricostruire dall’interno qualcosa che non c’è più, qualcosa che è stata ormai invasa, occupata ed è in possesso di chi un tempo era il nemico da combattere e vincere e che oggi tiene in ostaggio, ma con la loro complicità, gente come Bersani per poter millantare l’appartenenza ad un’area politica, la sinistra, appunto, con la quale non ha più niente in comune.

In quanto agli elettori che potrebbero finire nelle “braccia” di Grillo, possiamo dare loro torto? Dando poi la responsabilità a chi esce dal PD, come lascia intendere Bersani?

Niente di tutto questo, perché ancora una volta la responsabilità cade su chi “per disciplina di partito”, per “rispetto della ditta” compiace governo e vertici del partito, e non su chi cerca di cambiare le cose. A me pare sia la stessa situazione dell’ultimo governo Prodi quando tutti sapevano, compreso chi poi l’ha sfiduciato, che cadendo Prodi si sarebbe consegnato il paese nelle mani di Berlusconi e nonostante questo il governo Prodi cadde. Voi che “resistete” dall’interno: guardate e lasciate che le cose accadano senza muovere un dito e un giorno la storia ne chiederà conto anche a voi divenuti complici.

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