Il nuovo soggetto politico: il vecchio che avanza

trimurti

di Franz ALTOMARE

Se questo non è il ceto politico della sinistra, che si riferisce solo a se stesso, come altro si potrebbe chiamare?
Non è possibile davvero prendere sul serio una classe politica fallimentare e attenta solo a rigenerarsi con nuove chiacchiere e vecchi metodi.
Ma andiamo agli aspetti politici più salienti del nuovo soggetto che puntualmente appare in varie forme più o meno ad ogni tornata elettorale.

E’ talmente democratico e orientato a fare politiche dal basso che chi ha preso parte al tavolo riferisce l’intervento telefonico diretto dei “grandi capi”, il diritto di parola solo per i capidelegazione che hanno partorito un testo solo per gli addetti ai lavori, ambiguo sul passaggio elettorale e sulla collocazione europea.

Proprio così: ambiguo sul passaggio elettorale e sulla collocazione europea. Nessuna proposta concreta per la tragedia innominabile che si chiama LAVORO NEGATO, LAVORO PRECARIO, LAVORO SFRUTTATO, LAVORO SOTTOPAGATO, LAVORO SENZA DIRITTI, PENSIONI MINIME DA FAME.

Ci metteranno un anno a costruire il nuovo soggetto di carrieristi e riciclati complici da sempre col sistema e funzionali alla sua legittimazione.
Un anno per definirsi e raccontare alle persone che subiscono la crisi e a cui è negato il diritto ad una vita dignitosa che hanno dei problemi, come se non lo sapessero.

Un anno per dire che hanno grandi interrogativi e per lanciare furiose invettive verso il neoliberismo.
Un anno per non dare risposte e per NON proporre soluzioni.
Un anno per studiare come ingannare ancora per mantenersi a galla.

Ma la chicca dei ciarlatani è proprio sulla questione europea, dove all’interno ci sono le tre posizioni incompatibili tra loro e che dovrebbero rappresentare il discrimine.

La prima è quella di chi pensa ” che l’euro non è un problema, anzi è un beneficio e che la causa di tutto è la corruzione e l’evasione fiscale, che una volta risolti (e anche qui non si capisce come) l’Italia torna ad essere il paradiso in Terra e l’Europa dei Popoli sarebbe salva insieme a tutte le sue menzogne. In questa posizione de “l’euro non è il problema” spiccano personalità affascinanti come Cofferati e Civati.

La seconda posizione sull’Europa è quella di chi ” l’euro crea qualche problema ma il progetto europeo deve andare avanti” e si deve quindi avere ancora più Europa, convincere la BCE a pentirsi e diventare da banca privata e straniera, banca pubblica e al servizio degli stati. Non mi soffermo sulla vanità degli Stati Uniti d’Europa e ricordo come sempre che per realizzare questa utopia 19 governi dovrebbero essere d’accordo tra di loro e con le proprie maggioranze parlamentari per recedere dai Trattati attuali, riscriverli per convergere in un Europa federale dove gli stati più ricchi accettano di socializzare le perdite e distribuire i profitti con gli stati meno ricchi. La Grecia non avrebbe insegnato nulla a questo punto. Ma in questa posizione la politica è narrativa pura e ci sguazzano “Stessa Europa per Tsipras”, parte di SEL e di Rifondazione.

La terza posizione è quella che dice; “L’euro, e il sistema del debito connesso, è la causa fondamentale della crisi. Bisognerà uscire dall’Eurozona ma prima chiediamo cortesemente alla UE di diventare altro (e qui si converge, in quello che Fassina chiama il piano A, con gli eurottimisti). Se però la UE fa orecchie da mercante allora mettiamo in atto il piano B di uscita coordinata da organizzare preferibilmente in compagnia di altri paesi orientati in tal senso.
Ma del piano B Fassina ne parla sempre meno.

Il nuovo soggetto ripete un film a luci rosse già visto, quello della grande ammucchiata elettorale per salvare dei posti di lavoro realmente in pericolo, i loro posti di lavoro da politici inutili alla sinistra dei bisogni, dei lavoratori e dei disoccupati.

Noi del MovES abbiamo scelto un’altra strada.

 

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2 Pensieri su &Idquo;Il nuovo soggetto politico: il vecchio che avanza

  1. E qual è, l’altra strada? Se il problema è l’euro c’è il M5S che prenderà il 30% alle elezioni, e la lega che prenderà il 15%, e anche FI, che starà sopra il 10. Gli euroscettici avranno ampia rappresentanza.

    Possibile fa un discorso un po’ diverso. Propone di costruire l’alternativa partendo da due eventi fondativi:

    1. Le amministrative, nelle quali lasciare spazio alle esperienze locali, alternative al PD. Senza metterci il cappello, come ha fatto Podemos a Madrid e Barcellona.

    2. Il referendum costituzionale, su cui costruire una mobilitazione localmente radicata, e che potrebbe essere la prima netta sconfitta politica del governo.

    Imparando a lavorare assieme su campagne e progetti tangibili, costruire dal basso il partito.

    Il vero problema è che da Genova 2001 in poi non c’è più stato un movimento sociale forte in Italia, tranne qualche sprazzo di movimento studentesco puntualmente isolato. Lasciamo perdere i sindacati confederali e anche quelli marginali tipo i Cobas, che sono burocrazie (purtroppo) in crisi strutturale da decenni. Le basi popolari su cui sono nate Syriza o Podemos, per intendersi, in Italia non esistono.

    Non vedo scorciatoie.

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  2. Ciao Emanuele, secondo me quando scrivi “il problema è l’euro” semplifichi un po’, esattamente, mi permetto di dirlo, come fanno i grillini. Il problema è l’euro in quanto si pone come ente superiore alle costituzioni europee. E questo non lo dico io. Lo stanno dimostrando Grecia e Portogallo. Schueble ha detto che “chi ha debito non ha diritti”. Vogliamo parlarne? Lo faccio qui.

    https://esseresinistra.wordpress.com/2015/11/07/a-cosa-deve-pensare-una-sinistra-di-trasformazione-a-tagliare-la-testa-al-sovrano-la-bce/

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