Il diritto di difesa e il patrocinio a carico dello Stato. Un welfare giuridico che è stato completamente distrutto

povertà-macello

[Pubblichiamo due comunicati dell’associazione forense M.G.A. – Mobilitazione Generale degli Avvocati che illustrano il gravissimo stato dell’istituto del gratuito patrocinio, sia per gli assistiti che per gli avvocati.

Si parla spesso dell’eliminazione del welfare sanitario, di quello pensionistico. Ma quello giuridico è di primaria importanza per un paese che vuol dirsi civile. E non lo è più da tempo]

 

MOBILITAZIONE GENERALE DEGLI AVVOCATI – M.G.A.

IL TETTO PER L’AMMISSIONE AL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO VA INNALZATO ALMENO A EURO 20.000, PER RENDERE EFFETTIVO IL DIRITTO DI DIFESA

Immaginiamo un nucleo familiare di tre persone. Due genitori e un figlio: quanto di più normale.
Immaginiamo poi che a lavorare sia uno solo dei genitori.
15.000 euro l’anno: quanto di più normale.
Pagano un affitto di 500 euro al mese: una casa piccola, in periferia.
Se ne vanno 6000 euro: ne restano 9.000. Per tre persone.
Povertà, ma si può fare.
Ebbene, immaginiamo che a qualcuno dei tre capiti di essere indagato in un processo penale. Oppure persona offesa.
Si deve pagare l’avvocato. Nel ménage usuale, già ristrettissimo, sorge un problema.
Con quel reddito, lo Stato italiano, ipocrita, ti ritiene abbiente.
E l’avvocato te lo devi pagare da solo.
L’avvocato chiede 5000 euro per tutto il processo. Magari è un processo serio, che dura a lungo. Parcella normale.
Ma la famiglia non può.
Ok, si va da un altro. Ne chiede 3000.
Ne resterebbero 6000.
La famiglia non può.
Andrà benone il difensore d’ufficio, magari nominato di volta in volta ex 97 comma 4.

Un difensore immediatamente reperibile che ignori il processo.

E quando arriverà la parcella prima, il pignoramento poi, Dio pensa. Ci si porrà il problema allora.
Belle parole, il diritto di difesa.
Ma per difendersi ci vogliono soldi.

Alla luce delle condizioni economiche degli italiani;
alla luce del peso fiscale che grava sul cittadino medio-piccolo;
alla luce dell’aumento costante di tutti i servizi essenziali, dall’elettricità al riscaldamento;
alla luce della povertà misconosciuta conseguente alla crisi e alle politiche del governo

oggi non tutti possono difendersi o veder riconosciuti i propri diritti.

MGA ritiene che il tetto di reddito per l’ammissione al patrocinio a spese dello Stato vada assolutamente innalzato fino a 20.000 euro.
A meno che non si voglia procedere con le belle enunciazioni che poi restano vuote di ogni significato, come l’art. 24 della Costituzione. 

nuovaspecie

MGA: I TEMPI DI PAGAMENTO E GLI IMPORTI LIQUIDATI AI LEGALI CON IL PATROCINIO A SPESE DELLO STATO SONO SCANDALOSI; CON GRAVE DANNO PER GLI AVVOCATI, PER GLI ASSISTITI E PER L’ANDAMENTO DELLA GIURISDIZIONE TUTTA.

Crediamo che l’immagine che abbiamo prescelto per questo comunicato dica più di mille parole.
Gli importi liquidati per l’attività dei legali svolta in regime di patrocinio a spese dello Stato sono doppiamente offensivi per la nostra categoria di lavoratori.

Non accettiamo più che la magistratura, nel falcidiare le nostre richieste di pagamento, si possa discostare ad libitum da quelli che sono i parametri imposti per legge: scendere al di sotto di essi scoraggia l’avvocato dal difendere il non abbiente; oppure costringe il lavoratore a svendere la propria prestazione, e ad accettare importi bassissimi pur di poter lavorare. Per i lavoratori dipendenti questo si chiama schiavismo: non vediamo perchè a questo tipo di ricatto debba sottostare l’avvocato.

Non accettiamo più che, a fronte di una prestazione lavorativa svolta oggi, l’avvocato debba vedere concretizzarsi la propria retribuzione a distanza di anni dallo svolgimento dell’incarico: non solo perchè per legge la liquidazione delle parcelle può avvenire solo a fase conclusa (e sappiamo che i processi duran anni e anni), ma anche perchè i ritardi nell’erogazione dei fondi spesso fanno sì che, senza applicazione di alcun interesse legale, si debba attendere spesso ancora tempi considerevoli a far data dalla liquidazione giudiziale.

MGA chiede che:
a) i tempi di liquidazione delle parcelle vengano ridotti;
b) alla magistratura non sia consentito scendere al di sotto dei parametri ministeriali;
c) lo Stato sia tenuto al pagamento degli interessi legali a far data dal decreto di liquidazioni degli onorari.

 

 

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