La crediamo innocenza ma è ancora violenza

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di Serena CORTI

Faccio parte di alcuni gruppi su Facebook, come la maggior parte di noi.

In uno di questi ieri un giovane uomo ha asserito che noi donne non dobbiamo fare un dramma se non abbiamo un bel fisico o una pancia piatta perché in fondo la cosa più importante per una donna è che quella pancia verrà riempita da un figlio, che una donna realizza pienamente se stessa solo quando è incinta e poi diventa madre. Che addirittura in quel momento raggiunge l’apice della sua bellezza.

Io sono madre. Amo mia figlia profondamente. Ho adorato tenerla dentro di me per 9 mesi.
Ma sono rimasta decisamente senza parole quando ho letto queste affermazioni benché fatte, immagino, in buona fede.

Ho trovato violento il commento.

Violento sottilmente perché il ragazzo in questione non si è reso nemmeno conto di aver rimandato un immagine sessista delle donne, un’immagine che ci “ autorizza” ad essere belle e realizzate solo ed esclusivamente nel momento in cui ci riproduciamo popolando il mondo di altri uomini.

Violento perché non ha tenuto minimamente conto di tutte quelle donne che per volere o per impossibilità non saranno mai madri, che di questo soffrano o ne facciano un punto di forza.

Violento perché pensare che tutto il mondo di una donna si riduca all’essere madre e che questo ci debba bastare è come sentirsi dire tutti i giorni che non valiamo abbastanza per avere altro nella vita o come venire schiaffeggiate quotidianamente.

Violento perché non considera che nessuna donna ha bisogno del benestare di un uomo per sentirsi realizzata, nessuna di noi ha bisogno che siano gli uomini a dirci quali sono i motivi per cui dobbiamo essere serene e sicure di noi stesse.

Perché noi la nostra “ bellezza” a tutto tondo dovremmo trovarla a margine delle rassicurazioni e dal giudizio degli uomini.
E la cosa che mi ha stupito moltissimo è stato vedere quante poche donne siano intervenute per ribadire questo concetto.

La maggior parte ha esternato grida di letizia di fronte ad un uomo che “finalmente comprende la vera essenza delle donne”.

Questo mi fa ancor più paura.

Finchè non saremo in grado di insegnare ai nostri figli, che saranno gli uomini e le donne di domani, che una donna non può essere considerata realizzata solo in funzione dell’essere madre o dell’essere sposata, che una donna ha diritto di scegliere se esserlo o meno senza per questo doversi giustificare o doversi sentire sbagliata, che una donna non è proprietà di nessuno se non di se stessa, che nessuno può decidere per lei quali sono i motivi per cui sentirsi pienamente donna e che nessuno può usarle violenza anche solo affermando un concetto come questo, beh non basteranno 1000 giornate internazionali contro la violenza alle donne.

 

(immagine dal web)

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