Firenze: l’aeroporto delle nebbie

firenzenebbia

di Luca SOLDI

Ci sono delle nebbie che sembrano addensarsi sul nuovo aeroporto di Firenze. Non sono le solite foschie che siamo abituati a vedere certe mattine d’autunno percorrendo la nostra Piana.
Sono ben altre. Sono quelle che all’inizio della settimana hanno “imposto” il via libera alla risoluzione presentata dal gruppo di maggioranza e approdata al Consiglio Regionale e che mercoledì 25 novembre, ha affrontato di nuovo la questione del nuovo aeroporto di Firenze.

Si tratta di una risoluzione importante che impegna la Giunta del presidente Enrico Rossi ad orientare nel rispetto di indirizzi precisi la propria attività sia sul processo di qualificazione dell’infrastruttura che sull’integrazione societaria tra gli scali di Firenze e Pisa.

Indirizzi che richiamano la necessità di fissare nero su bianco, tra le altre cose, rassicurazioni sul futuro della Piana con il Parco agricolo e garanzie sulla sostenibilità della pista monodirezionale. Per riassumere in modo molto stringato ci sono adesso quattro pagine del documento Pd che certificano una difficoltà a raggiungere il traguardo del nuovo aeroporto.
E che constata che se non ci si allontana dalla Piana diventa certamente la realizzazione del nuovo aeroporto diventa più difficile da raggiungere.
E la politica, o meglio certi politici di mestiere, accorgendosene, devono necessariamente mettere in atto le strategie per il proprio salvataggio personale.
Si, il proprio salvataggio personale nel caso il “destino” imponga il blocco di un progetto che comincia a mostrare di fare acqua nel suo punto principale.
Quello della reperibilità dei fondi pubblici.
Saltate alcune opportunità, persa l’occasione di cavalcare il passaggio del G7 a Firenze, emerso che la nuova pista non serve, pare ormai che l’ordine di scuderia sia di andare in ordine sparso.

In piccole combriccole dove si tenta di alzare una coltre di fumo, di nebbia, in attesa che gli eventi designino un futuro più certo.

“Già nel 2011 ci siamo espressi su quelle che erano le valutazioni di impatto ambientale – è il commento di una consigliera vicina al vertice regionale – tutta la provincia e anche io eravamo contrari e chiedevamo valutazioni ambientali e sanitarie. Oggi nella nostra proposta di risoluzione noi chiediamo e ufficializziamo un passaggio importante: far sì che si fughi ogni dubbio e che la Giunta dia risposte a tutte le criticità in modo dettagliato.

E con grande senso di responsabilità ci impegniamo affinché le criticità si risolvano. In questo momento nostro compito è vigilare sul fatto che le nostre richieste vengano rispettate e che la salute dei cittadini venga tutelata. In questa risoluzione abbiamo chiesto il coinvolgimento attraverso la conferenza dei servizi dei sindaci i coi Comuni sono interessati dalla realizzazione dell’opera”.

Ben più deciso un altro consigliere regionale Pd eletto nella Piana: “Veniamo da una realtà che non ha mai fatto mistero delle problematiche legate alla realizzazione dell’aeroporto e abbiamo mantenuto una posizione critica nei confronti dell’ampliamento di Peretola. Non siamo in una fase di progetto ma in una fase di master plan in cui tutta una serie di approfondimenti andranno fatti sul progetto vero e proprio. Alla fin fine si mettono in gioco una serie di elementi che rendono più complesso di oggi il raggiungimento dell’obiettivo finale. La discussione vera è su quelle che saranno le condizioni per il superamento delle criticità. La risoluzione presentata dal gruppo Pd condiziona la realizzazione dell’aeroporto a una serie di vincoli”.

Non si tratta dunque di uno stop ma una vera presa d’atto che la situazione può precipitare e che occorre aggiustare il tiro al più presto.

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Un pensiero su &Idquo;Firenze: l’aeroporto delle nebbie

  1. Egr. Sig SOLDI, leggo le sue battaglie sui molteplici argomenti toscani…condivido la sua posizione…ha saputo che- come prevedibile-il Min. Galletti sta rilasciando la VIA per nuova pista a Peretola ? Aspettavano il momento giusto, con i problemi in corso non se ne accorgerà nessuno…e d’altra parte, forse per Galletti l’alternativa potevano essere le dimissioni

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