I have a dream

madrefiglio

di Immacolata LEONE

Tutto è cominciato quando, l’altra mattina, mio figlio nel preciso istante in cui stavamo uscendo, sull’uscio di casa, mi ha chiesto:

– Mamma qual è il tuo sogno?

“Cosa?”

–  Qual è il tuo sogno mamma ?

Attimo di smarrimento e sbigottimento, misto ad imbarazzo e confusione. Cosa potevo rispondere ad un’anima candida di 10 anni?

Già cosa rispondere. Panico.

Subito la mia mente è sbarcata a quando lavoravo da piccola donnina in carriera, anni di duro lavoro, ripagati con soddisfazioni personali e uno stipendio. Già. Come raccontare e quali parole scegliere per descrivere l’inizio della fine, la discesa negli inferi, per una sopravvivenza apparentemente dignitosa? Un nuovo limbo, non cercato ma subito.

Un nuovo inizio fatto di incertezze, di approssimazione e sufficienza. Vivere alla giornata insomma. Senza più sogni né speranze, ma subire l’incertezza senza piu obiettivi né programmazione.

Una sopravvivenza silenziosa, sottile dolorosa, infima persino per amici e parenti. Se proprio da chi ti è piu vicino hai l’indifferenza e il senso di fastidio, come può aiutarti uno stato che ti nega anche l’indifferenza?

Si, ma… i sogni?

Il diritto allo studio negato, con borse di studio sempre meno presenti. Eh sì, figlio mio.

Il tuo essere genio non ti aiuterà. Pensa, ora daranno 500 euro ai giovani che compiono 18 anni come contributo culturale, ma una domanda sorge spontanea: ma chi ha più di 19 anni e oltre è più scemo?

Pare ch sia stupido anche quello che si laurea a 28 anni con 110 e lode, lo ha detto un ministro che vanta un diploma da perito agrario, mica uno qualunque eh. Insomma una roba da farti schizzare le cervella e venire la celiachia. C’è pure la ministra, sempre diplomata, che ha deciso che per controllare il colesterolo me lo devo pagare.

E poi c’è la mia vicina antipatica, acida e pure brutta, nonostante si imbelletti , che non saluta più da quando ha un lavoro stipendiato.  E tu fai finta di niente e saluti e sorridi a sfregio, così lei si “intorza” ancora ancora di più.

– Mamma! Mamma! Perché non rispondi?

Accidenti mi ero persa nei miei pensieri. Guardo il mio bambolotto, gli do un bacio e gli arruffo i capelli, gli rispondo che il mio sogno più bello l’ho già realizzato. E me lo stringo forte.

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